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sabato 25 aprile 2020

Festina e tuttti i colori di Silvia Chiarantini


Sono stata egoista, finora me la sono tenuta per me.
All'inizio di questa quarantena ho contattato Silvia Chiarantini di Pop Cuisine perché dovevo portare dentro casa tutti i colori del suo blog e della sua cucina. Ne andava della mia salute mentale.
Silvia è la massima esperta di cucina popolare mediorentale che conosco. Abita a Firenze e da diversi anni introduce spezie, libri e ospiti internazionali al Middle East Now Festival, che per questa primavera è saltato causa covid. Qui sopra la vedete ritratta con Poppy.
Le foto di questo post sono esempi tratti dal suo mondo social, un mondo di mani operose e piatti che sembrano tappeti volanti, tanti fiori e stoffe che incorniciano prospettive personali sul cibo. Ogni ricetta conserva l'attimo in cui è stata tramandata, annodando una corda con la quale recuperare a ritroso tanta bella socialità.


Silvia è stata generosa e mi ha svelato cinque piccoli segreti che condivido adesso con voi, per questa coda di isolamento (a volte i momenti poco prima dell'arrivo, sono inaspettatamente difficili).

1. il cecio è l'ingrediente per la felicità

Ricchi di triptofano, questi legumi vanno a ruba quando si preannuncia una crisi. Tra i modi in cui possono essere preparati, hummus e falafel la fanno da padroni.

2. che non ti manchi mai la cioccolata

Andatevi subito a cercare la sua ricetta dei brownies con copertura di arancia e tahina.


3. metti il cardamomo nel caffè

Non possiamo viaggiare con i piedi, allora proviamo ad annusare l'odore di un caffè al cardamomo per sentirci tra le strade della Palestina. Prepararlo è un rituale senza fretta.

4. quando si va a tavola il resto rimane fuori

Ovvero l'arte di prendersi una tregua dalle tribolazioni di ogni entità.
L'esperienza palestinese insegna che tutto si può rimandare, eccetto i problemi di salute.

5. musakhan

Parlo arabo? Questa parola è unta dell'olio festoso delle olive appena raccolte. Ed evoca la ricetta che Silvia farà appena potrà invitare gli amici per cena. Potete impararla guardando il video



giovedì 16 maggio 2019

Festina Arepas y Mariachi a Firenze


Cuando suena el mariachi, el mundo canta,
El mundo canta cuando suena el mariachi.

Quando ho voglia di attraversare l'oceano ed ordinare uno spuntino in spagnolo, mi fermo spesso al numero uno di via della Mosca, la traversa di via de Neri che si allunga nella strada verso casa mia. La mia passione notturna è un dolce da asporto, la torta tres leches. Ma la cucina della Areperia Venezuelana di Firenze spazia dagli antipasti ai piatti unici.

"No hay nada más venezolano que una arepa" recita un proverbio venezuelano. L'arepa è il tipico pane fatto di una speciale farina di mais chiamata masa arepa, che può essere farcito a piacimento. La versione classica prevede carne mechada (carne di manzo sfilacciata a mano) e queso fresco (formaggio fresco). Vi è venuta l'acquolina? Ecco il colpo di grazia con un estratto dal loro sito:
Oltre alle tante arepas, nel nostro ristorante tipico potrai ordinare le empanadas alla venezuelana, farina di mais ripiena di manzo, pollo o formaggio (su richiesta anche vegetariana), il piatto unico, riso con pollo e verdure, cucinato con le spezie tipiche venezuelane che ne esaltano il gusto con un sapore esotico, la 'sopa típica' (zuppa speciale), fatta con carne di manzo e verdure del giorno. Da provare il 'pabellon criollo', fatto con riso bianco, fagioli neri, carne di manzo mechada (cioè sfilettata), accompagnato da un contorno di manioca (yuca) e 'tortones' (il platano, una specie di banana) Altro piatto, richiesto e amato, che ti offriamo nel nostro ristorante di FIrenze è la 'cachapas', un piatto molto antico, si tratta di una piadina fatta con farina di mais frullata e farcita con burro e mozzarella, perfetta anche per i celiaci.

Regno del fritto, il ristorante lavora anche da asporto ma è nella sua sala che, de vez en cuando, il gruppo Mariachi el Magnifico de Florencia Mariachignon si raduna per prove informali, di giovedì.
La prossima occasione per ascoltarli e gustarsi una cena di arepas è giovedì 23 maggio.
Un anticipo del repertorio ed un viaggio nel Messico dei Mariachi nel video:



Contatti
Areperia - sito - FB
Mariachi el Magnifico - FB

venerdì 13 aprile 2018

Festina ed il corso di cucina siriana


Contagiosa la passione per la cucina siriana ed i racconti di vita di donne rifugiate di Dina Mousawi e Itab Azzam. Ieri la presentazione del loro libro Our Syria. Recipies from home ha portato in sala la fatica di una vita da reinventare ma anche la grandiosa bellezza del fare insieme, del cucinare e condividere. Abbiamo visto gioielli di pistacchi e kebab alle ciliegie.

Ma il viaggio verso la Syria continua tramite l'occasione di imparare da loro alcune delle moleplici ricette illustrate nel libro.
Ecco i dettagli:

Sabato 14 aprile, dalle 10.30 alle 14.00
presso la Scuola di Arte Culinaria Cordon Bleu
(Via Giusti 7 – Firenze)

Il Menù della cooking demonstration sarà composto da:
– Salsa di fagioli e pasta di sesamo (Ful bi Tahini)
– Involtini di pane con pollo, cipolla caramellata e sommacco (Msakhan)
– Salsa di peperoni, noci e melagrana (Mhammara)
– Torta con frutta secca e curcuma


Il corso si concluderà con la degustazione delle pietanze preparate. E’ prevista traduzione in Italiano.

Quota di partecipazione a persona: 45,00 Euro
La quota comprende la degustazione finale e l’ingresso alla proiezione del film in programma il sabato sera al Cinema La Compagnia – vedi programma ufficiale del Festival.

Per informazioni e iscrizioni:
salamcuisine@gmail.com / info@middleastnow.it

Telefono: 348.3821858


mercoledì 16 settembre 2015

Festina chi va al mulino s'infarina

festina lente firenze

Sta per arrivare a Firenze il Forum Nazionale su Grani, Farine e Pani presso l'Accademia dei Georgofili (Logge Uffizi Corti - Firenze).
La manifestazione, a ingresso libero, è stata suddivisa in quattro sessioni.

Il Grano - Sessione I - ven 25 sett dalle 11.30

Conversazioni con gli Agricoltori italiani.
Grani “antichi” e moderni: evoluzione delle varietà di grano, pratiche agronomiche, differenze produttive e qualitative, nutrizionali e salutistiche.

Intervengono: 
- Rosario Floriddia, Azienda Agricola Floriddia, Peccioli (Pisa)
- Lorenzo Satti, Azienda Agricola Garfagnana Coop, San Romano in Garfagnana (Lucca)
- Lorenzo Ighina, Azienda Agricola La Felicina, Calizzano (Savona)
- Giuseppe Li Rosi, Azienda Agricola Terre Frumentarie, Raddusa (Catania) 
- Dott. Vincenzo Coppola, Azienda Agricola Zullo, Ruviano (Caserta)
- Prof. Stefano Benedettelli, Docente di Genetica Agraria, Facoltà di Agraria, Università di Firenze
Modera l’incontro: Dott. Filippo Legnaioli, Presidente CIA, Confederazione Italiana Agricoltori

A seguire
- Il Grano in Cucina:
Gli chef Maria Probst e Cristian Santandrea (Ristorante La Tenda Rossa, Cerbaia, Firenze) 
- Il Grano Gelato: 
Il gelato al grano Verna del maestro gelatiere Toni Cafarelli (Il Re Gelato, Firenze) 
- Il Grano nel Bicchiere: 
La birra artigianale di frumento di Birrificio San Quirico (San Quirico, Siena) 
La birra artigianale di frumento di La Petrogonola, (Piazza al Serchio, Lucca)
La vodka biologica da grani toscani VKA (Scarperia e San Piero, Firenze)
Selezione di vini biologici dell’Azienda agricola Podere Forte (Castiglione d’Orcia, Siena)

festina lente

La Farina - Sessione II - ven 25 set dalle 15:00

Conversazioni con i Mugnai italiani.
La macinazione del grano: evoluzione delle tecniche di molitura, storia, cultura; aspetti nutrizionali e salutistici delle differenti tipologie di farine.

Intervengono: 
- Andrea Grifoni, Molino Grifoni, Castel San Niccolò (Arezzo)
- Rosario Floriddia, Mulino Floriddia, Peccioli (Pisa)
- Fulvio Marino, Mulino Marino, Cossano Belbo (Cuneo)
- Filippo Drago, Molini del Ponte, Castelvetrano (Trapani)
- Gabriele Setti, Presidente AIAMS, Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici
- Dott. Pier Luigi Rossi, Nutrizionista
Modera l’incontro: Luca Zanini, Giornalista Corriere della Sera

A seguire
- La Farina in Cucina
lo chef Filippo Saporito (Ristorante La Leggenda dei Frati, Firenze) interpreta la farina
- La Farina in Pasticceria
la pasticceria con farine da grani antichi di Opera Waiting (Poggibonsi, Siena) 
-Il Grano nel Bicchiere
la birra artigianale di frumento di Opificio Birrario, (Lavorìa, Crespina, Pisa);
selezione di vini biologici e biodinamici a cura di ViniEtici, Pontassieve (Firenze)

festina lente

Il Pane in Toscana - Sessione III - sab 26 set dalle 11:00

Conversazioni con i Panificatori toscani. 
La panificazione in Toscana tra tradizione e modernità.

Intervengono:
- Luciano Piazzetti, Antico Forno a legna di Luciano Piazzetti, Ronta, Borgo San Lorenzo (Firenze)
- Silvano Salvadori, Panificio La Madia, Rosignano Solvay (Livorno)
- Marco e Corrado Menchetti, Panificio Menchetti Pietro, Cesa (Arezzo)
- Pasquale Mauro, Panificio del Ponte, Prato
- David Bedu, Pank La Bulangeria, Mercato Centrale Firenze, Firenze 
- Luisanna Messeri, Cuoca toscana, scrittrice e autrice tv
Modera l’incontro: Prof. Zeffiro Ciuffoletti, Docente di Storia Contemporanea, Università di Firenze

A seguire:
Assaggi di pani toscani.
- Il Pane in Cucina
gli chef toscani Marco Stabile (Ristorante Ora d’Aria, Firenze) e Alessia Morabito interpretano il pane toscano 
- Il Pane Gelato
il gelato al pane di San Lorenzo del maestro gelatiere Cristian Beduschi (Il Cioccolato e il Gelato, Mercato Centrale Firenze, Firenze) 
- Il Grano nel Bicchiere
la birra artigianale di frumento di Birrificio Brùton, (San Cassiano di Moriano, Lucca) 
la birra artigianale di frumento di Birrificio del Forte (Pietrasanta, Lucca)

festina lente firenze

Il Pane in Italia - Sessione IV - sab 26 set dalle 15:00
Conversazioni con i Panificatori italiani. 
La panificazione in Italia tra tradizione e modernità.

Intervengono:
- Davide Longoni, Panificio Longoni, Milano
- Enrico Giacosa, Panetteria Giacosa, Alba (Cuneo)
- Alessandro Battazza, Lièvita, Riccione (Rimini)
- Beppe Concordia, Panificio Adriatico, Bari
Con il contributo del maestro pizzaiolo Franco Pepe, Pepe in grani, Caiazzo (Caserta)
Modera l’incontro: Laura Lazzaroni, Special editorial advisor, L'Uomo Vogue, food journalist

A seguire
Assaggi di pani italiani.
- Il Pane in Cucina
lo chef Domenico Cilenti (Ristorante Porta di Basso, Peschici, Foggia) interpreta il pane della Puglia
lo chef Peter Brunel (Ristorante Borgo San Jacopo, Firenze), interpreta il pane del Trentino-Alto Adige
- Il Pane nel Panino
Alessandro Frassica (‘Ino, Firenze) interpreta il pane italiano nei suoi panini gourmet
- Il Grano nel Bicchiere
le birre artigianali di frumento di Birra del Borgo (Borgorose, Rieti),
selezione di vini biologici e biodinamici a cura di ViniEtici (Pontassieve, Firenze)

giovedì 5 febbraio 2015

Festina dacci oggi il nostro pane quotidiano



Hully Gully ci porta questa settimana ad approfondire il piccolo grande mondo della panificazione casalinga, associata all'uso del lievito naturale, o pasta madre.
Esiste un vero e proprio sito di spacciatori, tra i quali la nostra ospite, Elisabetta Cuturello.

Ascolta la puntata
Leggi di più sulla trasmissione di Festina Lente su Radio Cora.
Ecco invece il post in cui vi presento Luci, la pasta madre che ha il coraggio di essere la mia>>Link

martedì 20 gennaio 2015

Festina e la pasta madre


Mi faccio coraggio e ve la presento: lei si chiama Luci. 'E la mia pasta madre e sono tre mesi che la rallevo, quindi forse se pensava di diventare pasta nonna e morire l'avrebbe già fatto. Forse il peggio è passato.

habitat e nutrizione
Lei abita nel mio frigorifero, coperta di un bello strato di pellicola, ed una volta a settimana la tiro fuori per darle da mangiare. La metto a temperatura ambiente una decina di minuti, quindi con delicatezza la spezzetto e la sciolgo in un bicchier d'acqua (tiepida tendente al fresco). Aggiungo quindi farina, tanta più o meno quanto è il suo peso, e impasto tutto vivacemente almeno 20 minuti. A dire il vero io di farina ne aggiungo ad occhio finchè non la smette di appiccicarmisi alle mani e recupera una sua autonomia da pagnottina elastica.
Al termine di questa operazione, che tecnincamente si chiama rinfresco, separo una pallina di pasta madre che rimetto in frigorifero per perpetuare la stirpe, dall'impasto con il quale andrò a fare pane e panini.
La farina che utilizzo per nutrire la pasta madre e panificare è quella biologica del mulino (io l'ho presa da questo, Mulino Cicogni a Levane - Ar). Va bene sia quella integrale che la 0, basta essere costanti ed andare per gradi quando si vuole cambiare tipo. Per passare dall'integrale alla bianca io per esempio ho fatto un passaggio intermedio con metà e metà ed ho visto che la Luci ha reagito bene. Ogni tanto, per premio e per tonico, le concedo anche un cucchiaino di miele che le piace.

origine e consistenza
A ottobre, quando l'ho presa in un bicchierino di plastica su un banco della fierucola di Smog (dettagli evento) era più appiccicosa di come la tengo adesso. Ci sono vari modi per conservarla ma il più diffuso è quello solido. Qui trovate dettagli scritti con approccio ben più esperto e scientifico del mio. La community però che ti conquista il cuore è un'altra, è quella degli spacciatori di Pasta Madre. Sì, per iniziare questa esperienza Organic Tamagotchi c'è una mappa di persone disposte a consegnarti un pezzetto del loro lievito madre ed anche tutti i consigli necessari. Ecco il sito ed una grafica carina, ce ne trovate altre.


riproduzione
Come si arriva dall'impasto rimasto fuori frigo dopo il rinfresco alla pagnotta calda fragrante? Se cercate su google trovate tempi e modi diversi, io vi scrivo come facciamo la Luci ed io. Intanto noi il rinfresco lo facciamo di sera e l'impasto che resta fuori dal frigo, può lievitare tutta la notte. L'impasto è un tipo caraibico e la temperatura che adora sono i 20° all'ombra, ma il mio sa che si prende il clima fiorentino e si accontenta. Se la magia funziona, alla mattina dovremmo trovarlo raddoppiato di volume.
A quel punto, buongiorno, gli diamo di nuovo acqua e farina come sopra, quindi lo possiamo lavorare per poi formare le pagnotte o il filoncino da cuocere. Adesso avrebbe bisogno di un paio di ore soltanto per la lievitazione finale, il mio alle volte aspetta fino a sera e poi va nel forno a 200° per 20-30-40' a seconda della grandezza dei filoncini.
Quando facciamo la focaccia genovese o la schiacciata all'origano siciliano, non sempre siamo obbedienti e lievitiamo bene una volta sì ed una no. Invece pagnotte ai semi di girasole (perfette con gli hamburger) e filoncini nelle teglia da plumcake vengono su che è un piacere. Quando la forma nel forno caldo gonfia visibilmente può capitare di emozionarsi un po'.

condivisione
Raccontanteci la vostra storia di pasta madre! Non ci può fare che bene.
Ascolta la puntata di Hully gully con Elisabetta cuturello sul lievito naturale e la panificazione casalinga.

mercoledì 5 novembre 2014

Festina call for chefs


Sei uno chef italiano e ami la cucina e il vino francese? Vuoi far parte di un evento a livello mondiale? Inscriviti dal 4 novembre al 15 dicembre 2014 per partecipare all'organizzazione di una cena speciale prevista per il 19 marzo 2015. 

Dai ristoranti di alta gastronomia al bistrot di qualità, gli chef di tutto il mondo sono invitati a partecipare a questa grande festa. La cena-evento beneficerà di un piano di comunicazione internazionale che consentirà ad ogni chef di valorizzare la propria cucina, il proprio savoir-faire, ovunque nel mondo con il sostegno attivo delle ambasciate e di Atout France, l’Ente per lo sviluppo del Turismo Francese.
Le candidature possono essere presentate dal 4 novembre al 15 dicembre, ecco il form di iscrizione. Per partecipare è necessaria la proposta di menù, quindi un Comitato Internazionale di chef, presidato da Alain Ducasse, selezionerà la lista de partecipanti, che sarà poi resa pubblica a gennaio 2015.
Ogni menù dovrà valorizzare la gastronomia francese in tutta la sua varietà, con la libertà per ogni chef di presentare la sua proposta a base di prodotti di qualità. Il menù proposto dovrà tuttavia componersi di: Aperitivo della tradizione francese con champagne e gougères (farcite oppure no) o con cognac glacé e foie gras
Antipasto freddo
Antipasto caldo
Pesce o crostacei
Carne rossa o bianca
Un formaggio o una selezione di formaggi francesi
Un dessert al cioccolato
Vini francesi
Digestivo francese  
L’operazione Goût de / Good France è stata lanciata in partenariato con dei grandi chef, in occasione della seconda sessione del Consiglio di promozione del turismo. Il 19 marzo prossimo, alla vigilia di primavera, più di 1000 chef di 5 continenti renderano omaggio alla cucina francese e ai suoi valori di convivialità.
Ogni menù sarà il testimonial di una cucina che utilizza meno grassi, zucchero e sale e che tuteli il mangiare bene e l’ambiente, con ampio spazio alle verdure. Il prezzo del menù è lasciato alla discrezione del ristoratore e ognuno s’impegnerà a versare il 5% del ricavato delle vendite ad una ONG locale che operi per il rispetto della salute e dell’ambiente.

Per saperne di più>>Link fra eng
Persona da contattare: Valérie Leveziel d’Arc, coordinamento progetto Goût de/Good France info@goodfrance.it

giovedì 10 maggio 2012

Festina Tartare fièvre

La mia amica Cri ha una passione contagiosa per la Tartare. Ecco che a Parigi non mi sono fatta sfuggire l'occasione di divertirmi con questo piatto da assemblare nei sapori, boccone dopo boccone. 'E un gusto così raffinato eppure anche primitivo, preistorico, sauvage. Io l'ho divorata aiutata da un docile vino rosè.

Avete consigli per mangiare la Tartare a Firenze o suggerimenti sul modo migliore per esaltarne il sapore (uovo non uovo, salsa, abbinamento di vino), forchettina alla mano?
Fatevi avanti, io vi ascolto!

sabato 24 marzo 2012

Festina ha scoperto gli agretti!

Alla lezione n. 1 di Cucina Edoné li ho incontrati per la prima volta in vita mia, stesi sopra l'insalata di gallina di Camilla Santedicola. Sono loro, chiamati AGRETTI o BARBA DEL FRATE, la verdura di stagione che si trova da marzo a maggio in centro Italia.
"Chi ha tempo non aspetti tempo" mi sono detta, e stamani sono piombata al mercato di Sant'Ambrogio intenzionata a comprarli. Li ho trovati come raccomandato, in mazzetti di un colore verde intenso.
Adesso mi aspetta il compito più impegnativo: togliere la parte di radici, lavare via tutta la terra, e quindi buttare in pentola per scottarli. Il tocco di classe sarà passarli in acqua gelata appena scolati, per conservare il colore brillante. "Ma non tenerli troppo" raccomanda Camilla "il ghiaccio diventa acqua e poi? Perdono di sapore".

Gli agretti vegono consumati conditi con olio e/o limone, hanno pochissime calorie e svolgono una funzione depurativa (soprattutto se inseriti quotidianamente nella propria dieta). Grazie al contenuto di sali minerali e clorofilla, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. Sono rinfrescanti e leggermente tonici.

Ho letto che è possibile anche coltivare gli agretti in un terreno sabbioso. Qualcuno ha mai provato?
La fonte di questa e altre ispirazioni: Cucina Edone>>Link
Modulo primavera 2012>>Link

lunedì 30 gennaio 2012

Festina cucina in lavastoviglie

Una settimana fa la mia eclettica amica Fede mi ha spedito allo shop della Posta di via Pietrapiana per acquistare un libro intitolato Cucinare in lavastoviglie. Mi ha spiegato che una certa Lisa Casali ha messo a punto un metodo innovativo per cuocere gli alimenti con un sostanziale risparmio energetico e mantenendo inalterate le proprietà organolettiche degli ingredienti.
Ecco che sono stata allo shop, ho preso l'ultima copia sullo scaffale e poi mi sono munita di barattolo a chiusura ermetica. Vanno bene quelli con il tappo a vite e quelli a baionetta, come anche i sacchetti sottovuoto.
Adesso che sto per far partire la lavastoviglie, osservo il contenuto di filetti di gallinella dell'Atlantico, scalogno, pomodorini, erbette aromatiche ed olive che ho infilato nel barattolo. La ricetta non è nel libro, a mio rischio e pericolo resta solo da avviare il lavaggio.

'E un po' uno scoglio psicologico quello di mescolare il regno del fuoco, che cuoce e rende commestibile, a quello del pulire e del detersivo, momento successivo, pensile diverso. Comunque ormai fantastico su un mondo in cui la maionese venga preparata in lavatrice ;]

Incrociate le dita per me, poi vi racconto ♥

lunedì 16 gennaio 2012

Festina Il Terzo Incomodo

In partenza questa settimana il nuovo format per inviti a cena in casa Festina Lente.

Titolo
Il terzo incomodo

Regole del gioco
Chi riceve un invito a cena da Festina Lente si aspetti di sedere ad una tavola apparecchiata per 3.
La preparazione del piatto rientra nell'invito quindi si comincia a sondare il potenziale collaborativo tra padella e fornelli. La ricetta della serata viene comunicata in precedenza insieme al primo tema di conversazione da affrontare. Festina fa la spesa, agli invitati il compito di cucinare!
Come il leader emerge sul campo nelle esercitazioni Gunther, sarà l'evoluzione della cena a decretare il Terzo Incomodo. O in caso contrario, la sua assenza.
Scopo del gioco è passare il tempo, ma anche progettare con amore una città piena di stupore.

Avvertenze
tra le qualità di Festina, quelle culinarie non sono molto pervenute.
Rimboccatevi le maniche quindi
finchè non inizia Cucina Edoné>>Link

La confezione contiene
piano cottura 4 fuochi
forno ventilato
piano di lavoro 1,25 m
lavello una buca
lavastoviglie
sottofondo musicale a scelta
tavolo quadrato
3 kit pasto

perché in 3?
provate voi a dirmi perché
♥
L'album dei partecipanti>>Link

lunedì 12 dicembre 2011

Festina Hamburger time

Io odio sentirmi dire "Non giocare con il cibo". Sono stata educata a finire quello che ho nel piatto, a non comprare alimenti in eccesso, a non lasciare nessuno affamato. Ma a separare l'ambito dell'alimentazione da quello del divertimento, proprio non ci riesco. Ci sono giochi che amo che convincono i bambini a mangiare le verdure, giochi erotici che iniziano da cioccolato fuso e fragole, ambienti che vengono progettati in modo ludico e interattivo proprio attraverso il potere del cibo.

Ecco che ho pensato e ripensato con quale ricetta sia più facile giocare con il cibo ed ho avuto l'illuminazione: Hamburger! In arrivo una selezione di articoli attinenti. Ma intanto iniziate a giocare con me: raccontatemi il vostro panino ideale!

Ecco il racconto degli esperimenti pre cucina Edoné da Camilla>>link
Hamburger chianino e non solo all'Aviazione>>link

lunedì 13 dicembre 2010

Festina Chef per le feste

L'amore si prende per la gola in ogni mese dell'anno. Ma se c'è un periodo in cui mettere in mostra la propria abilità ai fornelli, è quello delle Feste Comandate. Ecco che Camilla Santedicola diventa una risorsa indispensabile per chi si trova alla soglia di cene-cenette-cenoni senza ricette con cui fare un figurone.
Si chiama Cuoche per casa: Merry Christmas!!! la serata-lezione-degustazione che va in scena domani, martedì 14 dicembre. Le seguenti ricette saranno spiegate, affrontate, preparate e assaggiate con la chef:
rilletes di sgombro
carpaccio di baccalà con pompelmo rosa
catalana di gamberi
crema di sedano rapa con capesanta
maltagliati freschi con calamaretti e carciofi
cartoccio di pesce e verdure con zabaione
millefoglie al mascarpone
Caratteristiche del corso:
Ogni lezione avrà la durata di circa 3 ore dalle 19,00/19,30 alle 23,00.
Il costo a persona è di €50 e comprende anche la degustazione dei piatti preparati in abbinamento con vini delle nostre colline, gli ingredienti, le dispense con le ricette ed un piccolo regalo.
Il corso, che si terrà a casa è organizzato per gruppi di minimo 5 amici fino ad un massimo di 8 partecipanti.
Per partecipare contattare M.I.D. 339.1933245


Nei prossimi mesi altre occasioni per carpire i segreti della chef.
Festina è ancora in estasi dopo i tartufi piccanti della serata Fammi il Piacere a Palazzo! Li trovate nelle foto in questo Link

giovedì 25 novembre 2010

Festina e la Gara di Torte

Festina, da brava donnina anni '50, è una sostenitrice della chiara dell'uovo montata a neve a mano, con l'ausilio di una forchetta. Ecco che ha subito drizzato le orecchie per questa iniziativa deliziosamente retrò.
Audite audite reginette golose, casalinghe insoddisfatte, bambini cresciuti con il mito del Dolce Forno: è in arrivo la Gara di Torte. Sabato pomeriggio a Montevarchi in Valdarno la competizione si apre alle 15:30. Non saranno i vostri decolletè nè la lunghezza delle cosce a diventare criterio di selezione, ma la bontà delle vostre ricette. Le torte dovranno essere portate all'oratorio del Giglio (Via Ammiraglio Burzagli, 124) entro le 16:30 e saranno giudicate una ad una dagli esperti delle più famose pasticcerie cittadine. Cosa si vince?

1°premio CENA PER DUE AL RISTORANTE "COFFEE GALLO"
via Leopardi Montevarchi
2°premio VASSOIO IVV con PANBRIACONE
3°premio CIOCCOLATIERIA IVV con BISCOTTI "DOLCE GIGLIO"

L'iscrizione è gratuita.
La partecipazione prevede l'autorizzazione a condividere le torte dopo il concorso. Il ricavato delle offerte per fare merenda sarà devoluto ai progetti in Burkina Faso promossi dal Centro Missionario Bakonghe Onlus. Durante il pomeriggio sarà cura del Centro presentarli con video e interventi musicali.

domenica 17 ottobre 2010

Festina va a castagne

Festina si sveglia con la voglia di castagne. Questo frutto dell'autunno è quello che preferiva disegnare quando era bambina, quando imparava a scrivere gne e gni e voleva usare il pennarello marrone.
Ottobre è il mese in cui in Toscana è abitudine storica andare a castagne, ossia dedicare una giornata al sottobosco, raccogliendo i ricci tra le foglie cadute. Volete affrontare questa avventura armati di stivali di gomma e cestino? Credo che possiamo individuare le zone con i boschi più adatti mappando le sagre dedicate. Si inizia con il Mugello, terra d'eccellenza che vanta una Strada del Marrone nei dintorni di Marradi. Ottimo luogo di raccolta anche il Casentino, celebre il Monte Amiata, ma anche la Montagna Pistoiese, Lunigiana e Garfagnana. Nei dintorni di Firenze, la Festa dei Marroni è in corso a Monte Morello nelle domeniche di ottobre, quindi anche oggi ed il 24.

Un trucco per i neo-raccoglitori: immergere le castagne raccolte in grandi secchi d'acqua. Quelle che restano a galla hanno il verme, tanto vale buttarle subito. Le altre si lasciano a mollo per una settimana, cambiando l'acqua ed eliminando quelle che emergono. Dopo vanno ben asciugate e conservate in luogo aerato.

Conoscete qualche ricetta a base di castagne? Scrivetela nei commenti!
La farina ricavata da questo frutto si conserva tutto l'anno. Oltre a venire arrostite o bollite nel vino, diventando caldarroste, bruciate, ballotte, le castagne danno vita ai necci, al castagnaccio e anche al Mont Blanc, il preferito di Festina. Lo conoscete? Mia zia M. costruiva in un vassoio un monte fatto di denso purè di castagne e lo guarniva con panna montata e spumini. C'è chi usa scaglie di cioccolato o marron glacés, il risultato suppongo rimanga strepitoso.

giovedì 7 ottobre 2010

Festina a cena di cultura giapponese

Questo è un post scritto con l'inchiostro in punta di bacchetta. Fate silenzio intorno a voi e leggete bene, perchè non mi ripeterò.
Venerdì scorso ho trovato il Giappone a Firenze e per una cena-levati-tutte-le-voglie, ho speso 22 euro. Incredibile? Ecco che vi spiego. Ho cenato in una sala a cui si accede soltanto senza scarpe, mi sono seduta incrociando le gambe sotto un tavolino basso, mi hanno spiegato il menu ed ho ordinato. Ho ingannato il tempo recitando con un amico alcune poesie messe a disposizione, dedicate alla festa nipponica delle libellule rosse e alla giornata del volo. Abbiamo diviso le bacchette ed abbiamo aspettato.
Con un tintinnio è arrivato il vassoio delle bevande: tè caldo, sakè in caraffe per due, birrette. Poi è iniziata la danza dei piatti. Ognuno di noi ha scelto una composizione fatta da: ciotola di zuppa di miso, insalatina di verdure, riso bianco e piatto a scelta. Festina si è immolata di fronte ad un hamburger che al gusto ricordava un delicatissimo polpettone. Tra le varianti, divertenti le crocchette, un po' bastarde nell'obbedire alle bacchette meno esperte. Speziati al ginger gli spaghetti saltati. Alcuni vassoi di sashimi sono arrivati come seconda scelta e hanno fatto la gioia delle coppie che mi circondavano, in estasi da tonno. Festina si è invece distinta per una passione insospettabile per il dolce tipico di Doraemon: rotella di pan di spagna imbottitta di marmellata di fagioli rossi.

'E il momento di svelarvi dove ero: si tratta delle Cene Waku Waku per i soci dell'associazione Lailac, la stessa che organizza la festa del Giappone alla Limonaia di villa Strozzi. Sono organizzate solo il venerdì in zona Soffiano, via Starnina, 68 - Firenze.
La brutta notizia (Festina diabolica) è che per ottobre sono sospese, e potrete togliervi la voglia solo a partire dal 5 novembre, giorno in cui inizierà il menù mensile (sì, la cosa straordionaria è che i piatti vengono cambiati ogni 4 settimane) dedicato al sushi.

Maggiori info sui corsi organizzati dall'associazione, sul servizio di catering, sul modo per diventare soci (preferibile che almeno chi prenota lo sia) nel sito Lailac>Link
Altri articoli sulla cucina giapponese>>Link

domenica 8 agosto 2010

Festina USA Florida and the food

Per la forma e la posizione sulla mappa la Florida potrebbe dirsi il Salento americano, l'estremo sud est che si allunga in una penisola. Diversi elementi del luogo ammiccano all'Italia, seppure con un po' di confusione. Qui come a Chicago, a Memphis, a New Orleans, le insegne di ristoranti tricolori sono un elemento diffuso e familiare. Ma cosa c'è oltre il clichè? La pasta "all'Alfredo" va alla grande e nessuno pare sospettare che in Italia non esista. L'origine del piatto è connessa a un romano, al burro e al formaggio, ma niente di più. E la pizza "Pepperoni" è al salame piccante.

A volte rido altre allibisco davanti agli sfondoni e alle frasi sgrammaticate, ma la decisione più saggia mi pare concentrarsi sui cibi americani. In particolare ieri ho dedicato il pomeriggio alle specialità made in Florida e alle degustazioni gratuite nell'area del St Armands Circle di Sarasota. Per iniziare la Key Lime Pie, verde torta aspra e dolcissima, preparata con il succo tipico delle Key. A seguire, la scoperta dei vini più stravaganti del paese: preparati assolutamente senza utilizzare l'uva! Tomato, Carrot, Honey wine, ma soprattutto tanta frutta locale tra cui Orange, l'orgoglio dello stato, Grapefruit, ancora Key Lime e Tangelo, reperibile in Florida solo a febbraio.
Per non consentire agli zuccheri di calare, il tour è preoseguito in direzione di Kilwins. Si tratta del tempio del cioccolato che richiama i fedeli con un intenso odore sensuale. Dalla vetrina si osserva la preparazione dei dolci, all'interno ci si mette in fila per conquistare due palline del gelato fatto in casa. Tra i gusti più richiesti, segnalo il Peanut Chocolate.
Con l'assoluto bisogno di un boccone salato, siamo infine infilate in un negozio di olio e aceto. Mi sono scolata con piacere imprevisto un olio al basilico e ho annusato un aceto balsamico di Modena. Allora la tradizione italiana non fasulla c'è, sotto sotto.

Sito della vineria>>Link
Sito del Kilwins>>Link