martedì 22 settembre 2020

Festina fa 3 domande a... Riccardo Gelli FKFF


 In occasione dell'avvio del Florence Korea Film Fest domani al cinema la Compagnia (tutti i dettagli qui) poniamo 3 domande al direttore, Riccardo Gelli.


1) La Corea del sud ci parla di avanguardia tecnologica e forti tradizioni. Quali contrasti illuminanti si troveranno in sala per questa edizione 18 del Festival?
Come tutti gli anni da 18 edizioni cerchiamo di mostrare la Corea del Sud a 360°, storia, tradizione e modernità e le sue contraddizioni con un'occhiata quest'anno cosa succede in Corea del Nord con 2 documentari di registi europei.


2) Molti utenti Netflix conoscono la Corea del Sud per i drammi sentimentali e storici di cui si fa binge watching. Come si rapporta il cinema d'autore con questi contenuti?
La cinematografia coreana è dinamica e accoglie il cinema indipendente e commerciale e anche i drama e le fiction, dove registi impegnati e commerciali si cimentano con produzioni di qualità e per casalinghe.

3) Vedere i film in streaming è una risposta forte alle insidie del covid. Quale messaggio vuole lanciare il festival in questo infausto 2020?
Anche io ho passato le mie serate durante il lock down a vedere drama coreani andati di moda in Corea e film che hanno partecipato ai maggiori festival prima della Pandemia per vedere dove il cinema coreano sta andando e selezionare nuove proposte e progetti per il festival del 2021, sarà una edizione sensazionale pena di nuove idee.


A questo punto non resta che andare in sala, casalinghe incluse.

lunedì 21 settembre 2020

Korea Film Fest - Festina

Si impossessa della coda di settembre (dal 23 al 30) il Korea Film Fest che aveva abituato Firenze ad una primavera di visioni della Sud Corea contemporanea. Pandemia Covid ha imposto nuove date e dato lo stimolo ad un'interessante novità che avvicina il Festival di Cinema alle case private. Un abbonamento On-line del Festival su piattaforma Mymovies (fidata compagnia di seratine in quarantena) per 9,90 euro dà accesso a 53 Film in Sala virtuale Più Compagnia + 12 VR. Altre novità: le sezioni K-History, con film sulla storia coreana e K-Documentary, con documentari sui cambiamenti climatici e sullo stile di vita in Corea del Nord.

Cosa c'è da aspettarsi dalla 18esima edizione del festival dedicato al meglio della cinematografia sudcoreana contemporanea che si tiene al Cinema La Compagnia? 60 titoli tra lungo e cortometraggi, il primo omaggio in Italia alla star del cinema coreano Cho Jin-woong; un focus di quattro film sulla storia coreana nella sezione K-History, con la prima italiana di The Battle: Roar to Victory, l’imponente film in costume su una delle più grandi vittorie della lotta per l'indipendenza coreana sotto il dominio dell’Impero giapponese. E poi il thriller politico finanziario in Black Money e i documentari che esplorano i cambiamenti climatici e lo stile di vita in Corea del Nord nella sezione K-Documentary fino alla commedia con il remake de “I perfetti sconosciuti” ambientato a Seul (Intimate Strangers).


Il festival sarà tra i primi in Toscana – ha spiegato Riccardo Gelli, direttore e fondatore del festival e console onorario della Corea del Sud in Toscana – a svolgersi quasi totalmente dal vivo e in parte sul web. Purtroppo, i registi e gli attori non sono potuti venire ma ognuno ha inviato un contributo video per il pubblico: una grande dimostrazione di vicinanza e un segnale molto importante per la ripartenza del cinema, in questo momento di emergenza sanitaria, come un lungo “ponte cinematografico tra Italia e Corea del Sud".


CURIOSITA' IN NUMERI. I DATI CINEMA SUD COREA 2019: IN CRESCITA

Sull’onda generata dal successo agli Oscar di Parasite, il cinema coreano mostra di godere di ottima salute, ritagliandosi sempre più riconoscimenti internazionali. Negli ultimi quindici anni, la produzione cinematografica coreana ha compiuti passi da gigante: da un ricavo di circa 283 miliardi di won coreani (202 milioni di dollari) del 2004 si è passati a ben 971 miliardi di won - 823 milioni di dollari nell’ultimo anno; il numero di biglietti strappati in questo periodo è stato di 227 milioni.

Nell’anno scorso, l'introito al box office dei cinema coreani è stato di circa 1,6 miliardi di dollari (1,9 trilioni di won), di cui oltre la metà è stato collezionato dalle produzioni nazionali e locali, segno dello sforzo governativo sulle iniziative culturali e di settore, che ha permesso una circolazione maggiormente internazionale dei propri prodotti. Non a caso, dunque, oggi la cinematografia sudcoreana si posiziona tra le prime cinque al mondo, dopo quella di Stati Uniti e Cina, in linea con quella del Giappone e del Regno Unito. Un risultato pregevole, se misurato alla rapida crescita in itinere dal 1997, anno di crisi finanziaria in Asia, e ai repentini cambi di regime politico, talvolta censori e autoritari, che ha vissuto il Paese nei decenni del secondo dopoguerra.

I dati del cinema sono quindi ancora in crescita: ad esempio, questa tendenza si evince anche guardando al 2018, anno in cui le produzioni locali hanno superato di poco gli introiti provenienti dai film esteri (soprattutto statunitensi), pur avendo a disposizione la metà dei film andati in onda sugli schermi (1044 locali contro i 2067 stranieri). L’exploit di Parasite ha permesso al cinema coreano di posizionare più di un proprio film – insieme al blockbuter “Extreme Job” - nei primi posti dei film più visti nel Paese (secondo solo agli ultimi capitoli della saga Marvel degli Avengers e seguito dal remake di Aladdin), con 9,6 milioni di biglietti per un totale di 71 milioni di dollari di ricavi. Nel 2018, questo pregio era toccato al film coreano “Believer” – con 5 milioni di biglietti venduti e 35 milioni incassati – che sarà trasmesso durante il Florence Korea Film Fest, per la retrospettiva dedicata all’attore Cho JIn-Woong. Presente alla rassegna anche un altro film dagli ottimi risultati, la commedia “Exit” di Lee Sang-geun, in concorso in “Orizzonti coreani”, che ha ottenuto 65 milioni di dollari di ricavi nel 2019.

Il film di apertura “Black Money” è stato proiettato in Corea in oltre mille sale, per oltre 2,4 milioni di biglietti e un incasso di più di 17 milioni di dollari. Il film di chiusura “Bring me home” ha ottenuto 645 mila ingressi per un incasso totale di oltre 4 milioni di dollari.

Il PROGRAMMA del Festival ed altri dettagli nel sito.