Torna a Firenze l'appuntamento con il Giappone del Magnifico Club. Da sabato 21 marzo al 4 aprile alla Sala delle Ex Leopoldine in piazza Tasso, tanti appuntamenti tra laboratori e mercatini per viaggiare nella cultura del Sol Levante con finalità benefiche per il lavoro dell'ospedale Meyer. Sarà possibile visitare, a ingresso gratuito, la mostra di bambole Kokeshi.
Esiste quindi un ricco programma di laboratori per adulti e bambini, accessibili su prenotazione e con quote di iscrizione, materiali inclusi. Ecco alcune proposte sintetizzate nel profilo Ig degli organizzatori:
👉🏻🤗Dipingiamo insieme sulla lanterna di carta con i colori giapponesi. Per i bambini e gli adulti. 🙋🏻♀️🙋🏻 👉🏻🌸il 28marzo 2026, ore12:00, 16:00, 17:00, il 29 12:00, 17:00 Durata circa 45-60minuti, numero partecipanti limitati. €15 materiale incluso
👉🏻🤗Workshop di Kokeshi Bambola giapponese👘🌸 Per tutti, bimbi, adulti, 🙋🏻♂️🙋🏻♀️ 👉🏻🌸il 21-22,28-29 marzo 2026 11:00, 15:00 €5piccolo, €8 medio materiale incluso
Nel volantino in foto i contatti per prenotare (firenzemagnificoclub@gmail.com) e maggiori dettagli.
Nelle sale sotterranee del Museo degli Innocenti, a Firenze, abbiamo registrato un'elevata presenza di spiriti spaventosi ed ancestrali. Si tratta degli Yokai, come Jorogumo e Tsuchigumo, ragni malefici ed incantatori che attirano le vittime nella loro ragnatela, o come Tengu, la cui statua minacciosa ci accoglie all'ingresso e promette di entrarci nei sogni per addestrarci con la katana. Da dove provengono questi esseri multiformi?
Sul sangue di quarantamila teste di nemici mozzate si fondò la lunga Pax Tokugawa.
L’assenza di guerre, allontanando i ricordi e gli orrori dei massacri del passato, favorì lo sviluppo di racconti epici che davano vita ad atmosfere cupe e terrificanti.
La mostra Yōkai. Mostri, Spiriti e altre Inquietudini nelle Stampe Giapponesi ci si apre davanti, passo dopo passo, e ci porta nel XVII secolo durante l’epoca Edo, con opere provenienti dalla Japanese Gallery Kensington di Londra ma anche armature del Museo Stibbert. Teli verticali decorati con i dipinti dell'epoca fanno da sipario alle varie tappe di un percorso alla scoperta della paura e dei modi per raffigurarla ed esorcizzarla.
I visitatori sono chiamati a vivere un'esperienza immersiva da 10 minuti nella Sala delle Cento Candele. Seduti su tatami posti nel pavimento di una stanza in penombra possiamo rivivere un antico rituale per samurai, adatto per trovare il coraggio o perdere l'onore. La voce roca del fantasma di un vecchio guerriero sanguinario, morto dopo essere impazzito per la paura, ci racconta che ai suoi tempi si riunivano in un luogo buio al calare della sera e iniziavano a raccontarsi storie spaventose. Uno alla volta, i samurai narravano e poi soffiavano su una candela per spengerla e lasciavano i compagni sempre più al buio, con le immagini vivide dei mostri nella testa. Ognuno di loro doveva raccontare ai
compagni una storia popolata di yōkai, i mostri giapponesi, con l’obiettivo di testare il loro coraggio
spaventandoli a morte. Al termine della storia, chi l’aveva narrata doveva alzarsi, spegnere la candela di una
lanterna, prendere uno specchio e specchiarvisi nell’angolo più lontano dagli altri.
Allo stesso modo i visitatori fanno il loro ingresso in una stanza buia, illuminata soltanto dalla rossa luce di cento candele che si spengeranno una ad una fino alla completa oscurità.
Con i sensi attivati anche i bambini possono immergersi e giocare nel mondo degli Yokai. C'è una saletta a loro dedicata dove colorare i mostri preferiti e simpatiche carte da assemblare. All'ingresso viene fornita una mappa su cui indicare dove si trovano alcuni elementi nascosti, in una semplice caccia al tesoro.
La mostra è visitabile fino al 3 novembre. Costi e maggiori informazioni nel sito.
Listen up, everybody: mum & gypsy is in town!
mum & gypsy è una compagnia teatrale fondata nel 2007 da Takahiro Fujita, uno dei più brillanti e prolifici registi del teatro contemporaneo giapponese e della nuova generazione di registi e drammaturghi venuta alla ribalta dopo il 2000, influenzata dalle ricerche del maestro Oriza Hirata. Partendo dalle teorie del maestro, Fujita ha maturato un suo personale stile drammaturgico basato su linee narrative che si sviluppano in parallelo attraverso un complesso intreccio di scene, ripetute come una sorta di refrain e presentate dalle prospettive dei diversi personaggi. Le scene sono mostrate al pubblico con una sequenza che ricorda un montaggio cinematografico, dove le linee temporali s’intrecciano, tra flashback e anticipazioni, mostrando i ricordi dei protagonisti e il loro universo interiore. Website
Arriva al Teatro Studio di Scandicci da martedì 5 a giovedì 7 marzo lo spettacolo “Il mio tempo”. Ambientato in un hotel di periferia dove ogni giorno si mescolano lingue diverse, dove ci sono persone che arrivano e partono, dove le storie degli ospiti e dei clienti si intrecciano. Dove si trova questo hotel? In quale anno si svolge la storia? Non lo sappiamo. Sappiamo soltanto che questo è l’hotel per tutti coloro che sono in cerca del “loro tempo”.
Dopo una prima fase di lavoro che ha dato vita a Il mio tempo – Different shape, prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana con il supporto della Fondazione Fabbrica Europa e presentato al Teatro Era di Pontedera nel 2015, Takahiro Fujita ha riunito quattro membri del cast più consolidato delle sue produzioni precedenti e i quattro attori italiani per sviluppare la creazione in due residenze presso il Sainokuni Saitama Art Theater di Tokyo, dove lo spettacolo ha debuttato nel 2017. Come in altri suoi lavori il regista giapponese non è partito da un testo precostituito ma lo ha costruito giorno dopo giorno attraverso vere e proprie interviste agli attori, accompagnandoli a dettagliare e ricostruire ricordi d’infanzia, suggestioni ed esperienze. Questi ricordi sono stati poi elaborati e spogliati da riferimenti autobiografici, mixati e montati insieme fino a ottenere quello che lo spettatore vedrà nella performance. Per i giovani attori italiani e giapponesi questo lavoro in più tappe ha rappresentato anche un’occasione per trovare nuove modalità di comunicazione in scena, superando limiti linguistici e differenze culturali.
Orario: 21
Location: Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci (via Gaetano Donizetti 58)
Info e prenotazioni: 055 7351023 o teatrostudio@teatrodellatoscana.it
Biglietto: intero 14, ridotto 12 euro
Si trova in un interno di via Starnina, 68 a Soffiano, il ristorante di piatti giapponesi da asporto. Forse chi segue le iniziative della Lailac lo conosce già, per tutti gli altri ecco i dettagli alla scoperta di Mangiappone, sapori autentici del Sol Levante.
Nel menu compaiono diversi Piatti unici: Donburi, Ramen, Kare Raisu, Yakisoba ma anche assaggi come gli Onigiri ed il mio grande amore, KARA AGE, pollo fritto marinato.
Una tettoia e alcuni tavolini permettono di mangiare anche in loco, in un ambiente tranquillo e conviviale. Possibile consumare bevande tipiche, dalla birra Sapporo in maxi lattine da 600 ml al the verde, dal Sake al liquore alle prugne, che si chiama Umeshu.
KAMPAI!
Assolutamente consigliato, credo di programmare qui una renunion settimanale con le amiche.
Il loro sito con menu aggiornato stagionalmente>>Link
Aperti dal mart al sab.
A volte l'ignoranza alimenta stupore e soddisfazione. Affidandomi ai piani di Juliana, sabato sera a cena da Hoseki mi sono abbuffata di Onigiri. Si tratta dei tramezzini di riso a forma triangolare che vedevo da piccola nei cartoni animati. Sono farciti di bocconi di pesce fresco, e serviti con striscia di alga per afferrarli agevolmente. Non li avevo mai assaggiati ma sono stati perfetti dopo l'antipastino di verza e prima dei rotolini di sushi con centriolo e anguilla. Una nota di merito ai fagioli da sgranare, stuzzicati come aperitivo prima di iniziare. Il ristorante propone un menu illustrato ricco di varianti e approfondimenti tra tradizione e contemporaneità nella cucina nipponica. Al mio tavolo un gruppo di creative tutto al femminile che praticamente non conoscevo mi è stato utile a imparare parole nuove (la mia mente è adesso capace di identificare un MAKI) e condire i piatti con episodi di viaggio di chi ha visitato il paese del Sol Levante. Un cartello fuori dalla porta specifica che i prodotti non provengono dal Giappone dalla data della catastrofe nucleare seguita al terremoto del mese scorso. La garanzia di sicurezza è associata alla dichiarazione di solidarietà verso la polazione.
Hoseki si trova in via il Prato 64-66r a Firenze. Tel: 055 282012 Spesa media 30 euro a testa con svariati assaggi e un paio di bicchieri di vino.
Altri locali per mangiare giapponese a Firenze? Festina ha recensito le cene settimanali di Lailac>>Link e le ricette di Ramen>>Link
Questo è un post scritto con l'inchiostro in punta di bacchetta. Fate silenzio intorno a voi e leggete bene, perchè non mi ripeterò.
Venerdì scorso ho trovato il Giappone a Firenze e per una cena-levati-tutte-le-voglie, ho speso 22 euro. Incredibile? Ecco che vi spiego. Ho cenato in una sala a cui si accede soltanto senza scarpe, mi sono seduta incrociando le gambe sotto un tavolino basso, mi hanno spiegato il menu ed ho ordinato. Ho ingannato il tempo recitando con un amico alcune poesie messe a disposizione, dedicate alla festa nipponica delle libellule rosse e alla giornata del volo. Abbiamo diviso le bacchette ed abbiamo aspettato. Con un tintinnio è arrivato il vassoio delle bevande: tè caldo, sakè in caraffe per due, birrette. Poi è iniziata la danza dei piatti. Ognuno di noi ha scelto una composizione fatta da: ciotola di zuppa di miso, insalatina di verdure, riso bianco e piatto a scelta. Festina si è immolata di fronte ad un hamburger che al gusto ricordava un delicatissimo polpettone. Tra le varianti, divertenti le crocchette, un po' bastarde nell'obbedire alle bacchette meno esperte. Speziati al ginger gli spaghetti saltati. Alcuni vassoi di sashimi sono arrivati come seconda scelta e hanno fatto la gioia delle coppie che mi circondavano, in estasi da tonno. Festina si è invece distinta per una passione insospettabile per il dolce tipico di Doraemon: rotella di pan di spagna imbottitta di marmellata di fagioli rossi.
'E il momento di svelarvi dove ero: si tratta delle Cene Waku Waku per i soci dell'associazione Lailac, la stessa che organizza la festa del Giappone alla Limonaia di villa Strozzi. Sono organizzate solo il venerdì in zona Soffiano, via Starnina, 68 - Firenze. La brutta notizia (Festina diabolica) è che per ottobre sono sospese, e potrete togliervi la voglia solo a partire dal 5 novembre, giorno in cui inizierà il menù mensile (sì, la cosa straordionaria è che i piatti vengono cambiati ogni 4 settimane) dedicato al sushi.
Maggiori info sui corsi organizzati dall'associazione, sul servizio di catering, sul modo per diventare soci (preferibile che almeno chi prenota lo sia) nel sito Lailac>Link Altri articoli sulla cucina giapponese>>Link
Anche se l'Okonomiyaki non va confuso con il Ramen, ieri sera mi hanno portato in un bar-ristorante giapponese che mi ha fatto sentire in un manga.Scritte verticali, grafica bianca e rossa, piatti tipici che non usano il pesce e quindi vanno oltre il sushi, bacchette e mestolini per mangiare le zuppe... ho cenato con un orecchio in attesa dell'arrivo di Marrabbio e Kiss me Licia.
Dalla porta di lato al Bar Galli, in via de Bianchi 14r a Firenze (zona piazza Santa Maria Novella) si entra anche quando la saracinesca del bar è abbassata e si possono ordinare GYOZA (ravioli da immergere in una salsina fatta di olio di sesamo e salsa di soia), YAKI SOBA e YAKI MESHI (taglieri di carne e verdure e risotti saltati alla piastra), RAMEN (zuppe con pasta, carne, verdure, uova). Proprio il Ramen dà il nome alla cucina del posto, aperto a cena dal martedì al sabato e a pranzo soltanto di sabato. Prezzi accessibili (10-20 euro) e servizio delicato. Coronare il pasto con un sakè caldo mi ha lasciato appagata e meno appesantita. Per prenotare al BANKI RAMEN tel. 055 213776
La Festa giapponese di Hinamatsuri, organizzata da IROHA - Associazione culturale giapponese a Firenze è iniziata in settimana e prevede eventi fino al 16 marzo nella Sala Ex-Leopoldine, Piazza Tasso 8. Ho selezionato per curiosare due eventi gratuiti: stasera alle 21:00 mi aspetta uno spettacolo di danza tradizionale nipponica. Domattina invece dalle 11:00 apre la Mostra dei Kimono femminili. E che te ne fai del Kimono se non te lo sai infilare? Dimostrazione di vestizione alle 18:30 con la Maestra Junko Sato e le socie di IROHA.
All'ombra dello stesso Sol Levente, giovedì 11 marzo alle 20:00 al ristorante Garbo in Borgo San Frediano un cuoco giapponese prenderà possesso della sala grande e si dedicherà alla realizzazione di assaggi di sushi per un apericena inconsuet0 tra le sue pareti bianche.