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martedì 10 febbraio 2015

Festina una bretella diventa portaciuccio


Realizzare un portaciuccio per neonati da un vecchio paio di bretelle
è un lavoretto piuttosto elementare. 
Basta tagliare la bretella alla lunghezza gradita e approfittare del gancino
per regolarla a piacimento ed adattarla alla crescita,
fermare il taglio con due punti o con una bruciatura, per evitare che si sfilacci, 
posizionare due pezzetti di velcro dal lato opposto alla clip
per creare un anello in cui inseriremo il ciuccio,
guardare in faccia il nostro bebé e decorare o meno
con perline e bottoncini ben fissati a seconda del suo caratterino.

martedì 20 gennaio 2015

Festina e la pasta madre


Mi faccio coraggio e ve la presento: lei si chiama Luci. 'E la mia pasta madre e sono tre mesi che la rallevo, quindi forse se pensava di diventare pasta nonna e morire l'avrebbe già fatto. Forse il peggio è passato.

habitat e nutrizione
Lei abita nel mio frigorifero, coperta di un bello strato di pellicola, ed una volta a settimana la tiro fuori per darle da mangiare. La metto a temperatura ambiente una decina di minuti, quindi con delicatezza la spezzetto e la sciolgo in un bicchier d'acqua (tiepida tendente al fresco). Aggiungo quindi farina, tanta più o meno quanto è il suo peso, e impasto tutto vivacemente almeno 20 minuti. A dire il vero io di farina ne aggiungo ad occhio finchè non la smette di appiccicarmisi alle mani e recupera una sua autonomia da pagnottina elastica.
Al termine di questa operazione, che tecnincamente si chiama rinfresco, separo una pallina di pasta madre che rimetto in frigorifero per perpetuare la stirpe, dall'impasto con il quale andrò a fare pane e panini.
La farina che utilizzo per nutrire la pasta madre e panificare è quella biologica del mulino (io l'ho presa da questo, Mulino Cicogni a Levane - Ar). Va bene sia quella integrale che la 0, basta essere costanti ed andare per gradi quando si vuole cambiare tipo. Per passare dall'integrale alla bianca io per esempio ho fatto un passaggio intermedio con metà e metà ed ho visto che la Luci ha reagito bene. Ogni tanto, per premio e per tonico, le concedo anche un cucchiaino di miele che le piace.

origine e consistenza
A ottobre, quando l'ho presa in un bicchierino di plastica su un banco della fierucola di Smog (dettagli evento) era più appiccicosa di come la tengo adesso. Ci sono vari modi per conservarla ma il più diffuso è quello solido. Qui trovate dettagli scritti con approccio ben più esperto e scientifico del mio. La community però che ti conquista il cuore è un'altra, è quella degli spacciatori di Pasta Madre. Sì, per iniziare questa esperienza Organic Tamagotchi c'è una mappa di persone disposte a consegnarti un pezzetto del loro lievito madre ed anche tutti i consigli necessari. Ecco il sito ed una grafica carina, ce ne trovate altre.


riproduzione
Come si arriva dall'impasto rimasto fuori frigo dopo il rinfresco alla pagnotta calda fragrante? Se cercate su google trovate tempi e modi diversi, io vi scrivo come facciamo la Luci ed io. Intanto noi il rinfresco lo facciamo di sera e l'impasto che resta fuori dal frigo, può lievitare tutta la notte. L'impasto è un tipo caraibico e la temperatura che adora sono i 20° all'ombra, ma il mio sa che si prende il clima fiorentino e si accontenta. Se la magia funziona, alla mattina dovremmo trovarlo raddoppiato di volume.
A quel punto, buongiorno, gli diamo di nuovo acqua e farina come sopra, quindi lo possiamo lavorare per poi formare le pagnotte o il filoncino da cuocere. Adesso avrebbe bisogno di un paio di ore soltanto per la lievitazione finale, il mio alle volte aspetta fino a sera e poi va nel forno a 200° per 20-30-40' a seconda della grandezza dei filoncini.
Quando facciamo la focaccia genovese o la schiacciata all'origano siciliano, non sempre siamo obbedienti e lievitiamo bene una volta sì ed una no. Invece pagnotte ai semi di girasole (perfette con gli hamburger) e filoncini nelle teglia da plumcake vengono su che è un piacere. Quando la forma nel forno caldo gonfia visibilmente può capitare di emozionarsi un po'.

condivisione
Raccontanteci la vostra storia di pasta madre! Non ci può fare che bene.
Ascolta la puntata di Hully gully con Elisabetta cuturello sul lievito naturale e la panificazione casalinga.

martedì 3 giugno 2014

Festina ed il Thai Chi


Qualche anno fa prendevo lezioni di Thai Chi nella palestra degli Artigianelli, in via de Serragli a Firenze. Arrivare alla sala attraverso cortili incantati e marmi giacenti aiutava molto ad estraniarsi da tanti pensieri. L'unico neo era la scia olfattiva del sudore dei giovani che prima di noi facevano Kung Fu.
L'anno scorso a Pisa ho assistito ad una dimostrazione di Thai Chi a Giardino Scotto. Praticare all'aperto è quello che più mi manca.

Tai Chi Firenze - ITCCA Centro Italia mette a disposizione insegnanti se formiamo un gruppo di almeno 3-5 persone. Chi è interessato?
Scrivete qui o a la.festina@gmail.com

Se raggiungiamo il numero, io penso a trovare lo spazio: i verdi prati delle Cascine o una terrazza sui tetti? Fatemi pensare bene.

martedì 9 ottobre 2012

Festina: come cucire cestini termici

festina lente

Ecco come realizzare dei cestini per il pane da portare in tavola caldi.

Occorrente:
noccioli di ciliegia (una manciata per cestino)
stoffa di cotone bianco (serve un rettangolo di 80 x 32 cm circa a cestino)
materiale per cucire (ago, filo, macchina)

perché i noccioli di ciliegia

Il legno che li compone ha la proprietà di conservare il calore dopo che è stato scaldato in microonde o sopra un termosifone. Il pane o la focaccina, serviti in tavola caldi, lo resteranno più a lungo dentro l'apposito cestino. L'ideale è mettere da parte i noccioli delle ciliegie che mangi a giugno.
Se per caso è agosto, non trovi nessun negozio che venda noccioli di ciliegia e l'acquisto online ti sembra complicato, puoi unire l'utile al dilettevole e concederti belle passeggiate alla ricerca degli alberi di ciliegio nella campagna più vicina. Sotto ogni pianta, i frutti caduti si saranno appunto trasformati in noccioli pronti all'uso, che puoi pulire e lasciar asciugare al sole estivo prima della cucitura. Essi andranno a riempire il fondo del cestino e garantiranno l'effetto termico oltre che una base stabile al nostro cestino.


spiegazioni per il taglio e cucito

il tuo obiettivo è realizzare un rettangolo di 30 x 15 cm che andrà a formare, piegato a doppio, la base quadrata del cestino, e poi una striscia di stoffa alta 30 cm e larga 60 cm (15 x 4 lati). Lascia su ogni taglio un centimetro di margine per le cuciture.
Piega a doppio il rettangolo più piccolo e cuci al suo interno una manciata di noccioli di ciliegia.
Fissa quindi il quadrato ottenuto con i due lati della striscia alta 30 cm piegata a metà.

Il cestino è pronto. Puoi usarlo facendo una rovescia alla stoffa oppure in versione stesa.
Alcuni consigli su dove comprare la stoffa a Firenze>>Link
Per quelli in figura io sono stata da Giesse in via Baccio da Montelupo ed ho speso 23 euro per 3 metri di tessuto alto 160 + il filo in tinta. Con ogni metro ci vengono 6 cestini, che in vendita puoi trovare da 8 a 25 euro l'uno.

Con lo stesso procedimento, cambiando il taglio della stoffa, si realizzano anche i cuscini termici consigliati per la cervicale ed i dolori all'addome.

lunedì 1 ottobre 2012

Festina e gli spaiati


Vinicio Capossela ha dedicato una canzone ai calzini spaiati, quelli a righe mischiati con quelli a pois, dove vanno nessuno lo sa.
In una società che ragiona spesso per coppie e propone vacanze last minute che hanno supplementi carissimi per i single, mi piace insegnarvi cosa fare di un guanto quando il suo compagno è stato smarrito.
Procuratevi cotone, ago, filo, pennarellini e seguite il modello in foto.
Colonna sonora per il mini workshop>>Link

Reinventatevi, buon ottobre!

sabato 25 agosto 2012

Festina pomodori e barattoli


Lode all'Assunta che stamani ha trovato per noi un buchino in agenda e ci ha aspettato per imparare a maneggiare i pomodori nei mille modi che insegna la tradizione: pelati, conserva, pomarola.
In poche parole, ecco il workshop della contadina - lezione uno.

Pomodori pelati in barattoli

Occorrente: 
5 Kg di pomodori freschi, 1 coltello, 2 cucchiai, una tinozza, un secchio, due insalatiere, 15 barattoli, un pentolone, un fornello.

Preparazione:
Immergere nella tinozza riempita d'acqua un po' alla volta i pomodori. 
Sbucciarli uno ad uno della pelle, togliere le parti sciupate e spezzettarli dentro l'insalatiera.
Procedere quindi al riempimento dei barattoli facendo attenzione a non lasciare all'interno spazi per l'aria. 'E utile a tal fine versare nel barattolo anche il liquido sprigionato dai pomodori e chiudere bene il tappo.
Bollire almeno 20 minuti i barattoli chiusi dentro il pentolone riempito d'acqua e posto sul fornello. 
Riporre negli scaffali e attendere l'appetito invernale.

Per preparare invece la pomarola, munirsi anche di un bel sacchetto di odori e aspettare la prossima puntata.

martedì 12 giugno 2012

Festina Cupcake primo atto


Era il giorno della Befana quando ho costretto Cecco a regalarmi un libro con 12 stampini in silicone rosa: Cupcake per principesse. Sono passati 6 mesi e finalmente ho trovato il coraggio: oggi pomeriggio sono infilata alla Coop e ho messo nel cestello carote, mandorle, burro, farina di kamut, lievito, tavolette di cioccolato fondente, mascarpone, latte, zucchero di canna e a velo, uova, stelline colorate di giallo e arancio.
Nel libro ci sono svariate ricette facili da fare anche insieme ai bambini. Le ho intersecate con altri spunti trovati on line e, bilancia sgangherata alla mano, mi sono messa all'opera.
per la base
2 carote grattugiate
50 g di mandorle tritate
2 uova
125 g di burro
1 cucchiaio di lievito
150 g di farina di kamut (volevo provarla)
120 g di zucchero di canna 
2 quadrotti di cioccolato tritato

per il ciuffo
variante uno: mascarpone, cioccolato fondente a scaglie, succo di limone, zucchero a velo, stelline.
variante due: cioccolato fondente fuso, burro, zucchero a velo, stelline.

Per preparare il composto, ho sciolto il burro, unito allo zucchero, al rosso delle uova e infine al bianco (montato a neve con un pizzico di sale e la forchettina, che tiene in allenamento e fa un suono gentile). Unito questa parte liquida  alla farina e agli ingredienti rimanenti (carote, mandorle, cioccolato, lievito) non resta che amalgamare bene e poi disporre nei 12 stampini predisposti sulla teglia. 20 minuti di forno a 180 gradi.

Aperto il forno, riempito totalmente la stanza del vapore profumato, ho lasciato raffreddare le basi. Tirate fuori dallo stampino, mezze le ho glassate al cioccolato, le altre rifinite con il ciuffo al mascarpone.
Per fare per bene, aiutatevi con il sac à poche. Per fare pasticciando, perfetto il cucchiaio.
Io sono terribilmente contenta che non ho bruciato nemmeno un pentolino e che il risultato è inspiegabilmente portentoso!

Ho trovato online una variante a base di carote viola, avete idea di dove è possibile trovarle?
Aspetto le vostre ricettine migliori adesso!

sabato 24 marzo 2012

Festina ha scoperto gli agretti!

Alla lezione n. 1 di Cucina Edoné li ho incontrati per la prima volta in vita mia, stesi sopra l'insalata di gallina di Camilla Santedicola. Sono loro, chiamati AGRETTI o BARBA DEL FRATE, la verdura di stagione che si trova da marzo a maggio in centro Italia.
"Chi ha tempo non aspetti tempo" mi sono detta, e stamani sono piombata al mercato di Sant'Ambrogio intenzionata a comprarli. Li ho trovati come raccomandato, in mazzetti di un colore verde intenso.
Adesso mi aspetta il compito più impegnativo: togliere la parte di radici, lavare via tutta la terra, e quindi buttare in pentola per scottarli. Il tocco di classe sarà passarli in acqua gelata appena scolati, per conservare il colore brillante. "Ma non tenerli troppo" raccomanda Camilla "il ghiaccio diventa acqua e poi? Perdono di sapore".

Gli agretti vegono consumati conditi con olio e/o limone, hanno pochissime calorie e svolgono una funzione depurativa (soprattutto se inseriti quotidianamente nella propria dieta). Grazie al contenuto di sali minerali e clorofilla, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. Sono rinfrescanti e leggermente tonici.

Ho letto che è possibile anche coltivare gli agretti in un terreno sabbioso. Qualcuno ha mai provato?
La fonte di questa e altre ispirazioni: Cucina Edone>>Link
Modulo primavera 2012>>Link

sabato 7 gennaio 2012

Festina e la vernice lavagna

Nel film (500) Days of Summer con Zooey Deschanel ho notato per la prima volta una parete di casa tinta di nero e trasformata in lavagna, su cui scrivere con i gessi. Parole, figure, ritratti, progetti definibili e cancellabili.
Con l'anno nuovo appena battezzato, mi sento pronta a realizzare lo stesso angolo creativo e dark anche a casa mia e scatta la caccia alla vernice adatta.
Le amiche di Festina mi suggeriscono: vai all'ikea o da leroy-merlin, vai al negozio di colori in via Verdi a Firenze!
Faccio un primo tentativo all'OBI e agguanto subito la mia preda! Dopo aver mobilitato mezzo personale, spulciato scaffali ed etichette, troviamo il Magic Mix Lavagna della Disney, in colore nero o rosso alla modica cifra di 17 euro e spiccioli. Un barattolo da 375 ml promette una resa di 10-14 mq e la commessa mi ricorda che per un effetto decente vanno stese due mani a distanza minima di 12 ore.
Hanno anche una tinta "magnetica" da applicare volendo prima della "lavagna" e rendere la parete adatta anche a giocare con le calamite, creando per esempio una maxi agenda mensile a 31 scomparti.

Mi appresto a breve a mettere alla prova la "pittura con finitura opaca" ed il mio nuovo pennello giallo fiammante. Intanto tengo presente il prezioso consiglio di Francesca Guicciardini:
il vero segreto per avere un ottimo effetto lavagna è che la superficie di partenza sia preparata a dovere.
assicurati che sia liscissima, se fosse un muro brugnoloso dagli una mano di rasante per ottenere il risultato richiesto.
Hey Ho! Let's Go

martedì 1 novembre 2011

Festina a caccia di Scampoli

Con la mia nuova macchina da cucire che sta come una sultana sul tavolo di vetro, ho avuto bisogno di scampoli di stoffa per farla macinare. Ecco l'elenco di negozi e mercati (Firenze e dintorni) dove mi avete suggerito di andarli a comprare:
  • otto rosso in via gioberti, più verso piazza alberti, dopo la libreria
  • un negozio di tessuti in san lorenzo (mercato) via dell'ariento quasi angolo via nazionale
  • il sabato mattina al mercato delle cure c'è una signora che vende scampoli a peso!! Si trovano delle perle!!
  • il martedì al mercato delle cascine: oltre alle stoffe puoi trovare bottoni cerniere ect ect ect
  • hanno aperto un nuovo negozio, un po' fuori mano ma vale la pena, si chiama GIESSE scampoli e vende scampoli a peso... si trovano a prezzi imbattibili...via Baccio da Montelupo 179
  • negozio scampoli in via caponsacchi zona Gavinana o Gori tessuti (con una partita IVA) all'uscita a1 calenzano
  • pare che il venerdì ci sia un banco a S.Ambrogio
Se vi viene in mente qualche altro aggiornamento, commentate sotto: la febbre del cucito è divampata!

Sogni di imparare a cucire? Il Festina Fai Da Te organizza lezioni serali, leggi qui>>Link

martedì 5 aprile 2011

Festina nelle etichette

Sono arrivate a Firenze le etichette di Festina!
Martedì la maestra Juliana me le ha consegnate e le ho disribuite personalmente alle partecipanti di Attacca Bottone. La missione di queste strisce di stoffa grezza è quella di rendere unici i tubini prodotti a mano con il primo corso di cucito del Festina Fai da Te.
Preparatevi ad avvistarle in giro!
Da oggi Festina ne indosserà una appuntata sulla giacca. Chi non sa il mio nome, in questo modo potrà ugualmente identificarmi o spararmi alle spalle ;]

La seconda sessione di Attacca Bottone è alle porte! Prima lezione 27 aprile, ore 21. Per iscriversi e ricevere le coordinate dell'aperitivo di presentazione: la.festina@gmail.com
Ogni mercoledì a seguire per sei settimane, dalle 21:00 alle 23:30 le sarte creative Federica e Juliana accompagneranno le/i partecipanti (max 12) in un percorso di taglio e cucito che prende per esempio la realizzazione dell'indumento simbolo delle donne di ogni tempo, da Audrey Hepburn a Marge Simpson: il tubino.
Affronteremo tutte le fasi necessarie come base del cucito: la scelta dei materiali, il corpo, le misure, le vestibilità, la macchina. Vi porterete a casa il corpo-base realizzato con le vostre misure e il modello del tubino, cucito con le vostre mani. Anche per principianti!
Costo a persona: 160 euro, comprensive di dispense, materiali per le esercitazioni e borsa del kit. Totale ore: 16.
L'indirizzo del salotto è top secret, ma siamo nell'ex salone di uno scultore a San Lorenzo, Firenze.

La filosofia del Festina Fai Da Te>>Link

giovedì 27 gennaio 2011

Festina Attacca Bottone

Corso di cucito serale + un aperitivo + una gita in merceria.
Iniziamo così le attività del Festina Fai da Te, lezioni di economia domestica tenute da esperte selezionate in salotti privati.

Ogni martedì dal 22 febbraio al 29 marzo dalle 21:00 alle 23:30 le sarte creative Federica e Juliana accompagneranno le/i partecipanti (max 12) in un percorso di taglio e cucito che prende per esempio la realizzazione dell'indumento simbolo delle donne di ogni tempo, da Audrey Hepburn a Marge Simpson: il tubino.
Affronteremo tutte le fasi necessarie come base del cucito: la scelta dei materiali, il corpo, le misure, le vestibilità, la macchina. Vi porterete a casa il corpo-base realizzato con le vostre misure e il modello del tubino, cucito con le vostre mani. Anche per principianti!

Costo a persona: 160 euro, comprensive di dispense, materiali per le esercitazioni e borsa del kit. Totale ore: 16.
Per le iscrizioni inviare una mail a la.festina@gmail.com e attendere l'invito per il 17 febbraio: aperitivo di presentazione e saldo quota-acconto per chi conferma l'iscrizione.
L'indirizzo del salotto è top secret, ma siamo in un elegante palazzo di Santo Spirito a Firenze.

La filosofia del Festina Fai Da Te>>Link

giovedì 20 gennaio 2011

Festina fai da te

Non sono così lontani gli anni in cui i ragazzi e le ragazze delle scuole medie venivano divisi per sesso in lezioni di educazione tecnica e classi di economia domestica. Se la scuola italiana è andata avanti evitando di ripartire gli alunni e ha previsto per tutti lezioni tecniche, Festina è pronta al lancio di una serie di iniziative per il recupero dell'economia domestica.
Donne, ma anche uomini del nuovo millennio, volete imparare ad essere padroni di ago e filo, oppure affidabili ai fornelli?
Tenete d'occhio Festina Fai Da Te, corsi a moduli in cui esperti ed esperte terranno lezioni serali in case private.

Avete un salotto capace di accogliere 10-15 persone o abilità nascoste che vi sentite in grado di insegnare? Contattate Festina (trovate mail e profilo FB in alto nella sezione Contatti)
Intanto vi comunico che sono state selezionate tre maestre di taglio e cucito: abbiamo lezioni di sartoria CLICCATE QUI>>LINK
Novità 2012: corso stagionale di amore per la vita che parte dalla cucina. Ecco i dettagli>>Link>>Link

martedì 18 maggio 2010

Festina has a pinhole


Fotografare è uno dei modi più diffusi per esplorare gli spazi di una città. Tra i tanti sistemi per farlo, ne esiste uno contraddistinto da un ritmo lento, contemplativo e incline allo stupore: si tratta dell'uso del foro stenopeico, pinhole in inglese. Come funziona? Esistono tappi per le macchine fotografiche reflex come per le toy camera come la mia Diana. Ma c'è anche una verisione fai-da-te: basta praticare un foro molto piccolo e rotondo ad una scatola di scarpe a cui abbiamo dipinto l'interno di nero. In camera oscura si inserisce la carta fotografica nella scatola, che poi sigilliamo e ne copriamo il buco. A questo punto disponiamo di tutto quello che serve per realizzare immagini con grande profondità di campo, ma anche ritratti, a patto che i soggetti stiano fermi il tempo necessario.
Insomma basta un forellino per sostituire l'obiettivo e scattare fotografie con infiniti dettagli e prospettive visionarie. Indispensabile ricordare di estrarre la carta fotografica in un ambiente privo di luce e procedere con lo sviluppo. Il ritorno al procedimento analogico per noi figli del gameboy è a tratti emozionante.

Un memorandum tratto da Nadir Magazine:
  • Fotografate sempre in piena luce scegliendo soggetti ben contrastati.
  • Evitate i controluce: il piccolissimo foro provoca dei brutti scherzi esasperando il fenomeno della diffrazione.
  • Usate un cavalletto e fotografate solo soggetti statici (salvo effetti di mosso voluti) o usate pellicole di alta sensibilità.
  • Tenete presente che le vostre foto saranno caratterizzate da una elevatissima vignettatura (caduta di luce ai bordi).
Per calcolare i tempi di posa, io sono andata per tentativi e ho calcolato che con una scatola con un foro del diametro di uno spillo, a maggio e verso le 16:00 in via San Gallo (strada ampia ma senza troppa luce diretta) era necessario esporre un tempo compreso tra 1' 30'' e 2'. Invece del cavalletto abbiamo appoggiato la scatola sul tettino di una macchina e poi su un marciapiede.
Per alcune indicazioni matematiche, vedere questo sito>>Link.

Le immagini sopra sono tratte da qui.