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venerdì 18 maggio 2012

Festina Quattro Stagioni - Estate


Il progetto Cucina Edoné: Fai le cose con amore assume una formula modulare che ricalca il ciclo delle stagioni con lezioni di cucina. In partenza il secondo percorso intitolato Fa ch'io sia per te l'estate.

date:13, 27 giugno e 4 luglio 2012
docenti: Camilla Santedicola (chef),
Paolo Miano (wine and spirits manager),
Festina Lente (allegra forchetta).
Location: casa privata (Firenze)
12 i posti disponibili!

Formula: alle 20 Camilla accoglie i partecipanti con un aperitivo già pronto di cui scopriamo i dettagli morso dopo morso e impariamo a rifarlo. Apriamo il vino, ne capiamo qualcosa quindi ci addentriamo collettivamente nella preparazione del piatto forte. Le ricette comprendono un viaggio a bordo di un cestino da pic nic ed un'emozione in 7 lettere T A R T A R E. Intanto ogni volta scopriamo insieme gli abbinamenti di vino e birra più ispirati, degustando.
La filosofia che ci ha ispirato>>Link

Costo totale per un ciclo di 3 lezioni h 20-23: 130 euro. Facciamo noi la spesa per gli ingredienti necessari per le ricette con cui cuciniamo la cena completa, selezioniamo i vini da degustare, prepariamo dispense promemoria e mettamo a disposizione tutti gli utensili da cucina.
Per iscrizioni la.festina@gmail.com

sabato 24 marzo 2012

Festina ha scoperto gli agretti!

Alla lezione n. 1 di Cucina Edoné li ho incontrati per la prima volta in vita mia, stesi sopra l'insalata di gallina di Camilla Santedicola. Sono loro, chiamati AGRETTI o BARBA DEL FRATE, la verdura di stagione che si trova da marzo a maggio in centro Italia.
"Chi ha tempo non aspetti tempo" mi sono detta, e stamani sono piombata al mercato di Sant'Ambrogio intenzionata a comprarli. Li ho trovati come raccomandato, in mazzetti di un colore verde intenso.
Adesso mi aspetta il compito più impegnativo: togliere la parte di radici, lavare via tutta la terra, e quindi buttare in pentola per scottarli. Il tocco di classe sarà passarli in acqua gelata appena scolati, per conservare il colore brillante. "Ma non tenerli troppo" raccomanda Camilla "il ghiaccio diventa acqua e poi? Perdono di sapore".

Gli agretti vegono consumati conditi con olio e/o limone, hanno pochissime calorie e svolgono una funzione depurativa (soprattutto se inseriti quotidianamente nella propria dieta). Grazie al contenuto di sali minerali e clorofilla, facilitano l’eliminazione delle scorie e depurano il sangue da colesterolo e trigliceridi. Sono rinfrescanti e leggermente tonici.

Ho letto che è possibile anche coltivare gli agretti in un terreno sabbioso. Qualcuno ha mai provato?
La fonte di questa e altre ispirazioni: Cucina Edone>>Link
Modulo primavera 2012>>Link

giovedì 1 marzo 2012

Festina Quattro stagioni - primavera

Il progetto Cucina Edoné: Fai le cose con amore assume una formula modulare che ricalca il ciclo delle stagioni con lezioni di cucina. In partenza il primo ciclo di primavera, dal titolo "Se ogni piacere si intensificasse".
21 marzo - equinozio di primavera - prima lezione!
Durata: 3 mercoledì consecutivi

docenti: Camilla Santedicola (chef),
Paolo Miano (wine and spirits manager),
Festina Lente (allegra forchetta).
Location: casa privata zona San Marco (Firenze), tra elementi tradizionali e design.

12 i posti disponibili!

Formula: alle 20 Camilla accoglie i partecipanti con un aperitivo già pronto di cui scopriamo i dettagli morso dopo morso e impariamo a rifarlo. Apriamo il vino, ne capiamo qualcosa quindi ci addentriamo collettivamente nella preparazione del piatto forte. Le ricette scelte si prestano ad essere preparate insieme ai vostri futuri ospiti, per una socialità ludica e informale: Zuppa di pesce, Filetto alla Rossini, il Risotto perfetto. Scopriamo insieme gli abbinamenti di vino più ispirati, degustando.
La filosofia che ci ha ispirato>>Link

Costo totale per un ciclo di 3 lezioni h 20-23: 120 euro. Facciamo noi la spesa per gli ingredienti necessari alle ricette con cui cuciniamo la cena completa, selezioniamo i vini da degustare, prepariamo dispense promemoria e mettamo a disposizione tutti gli utensili da cucina.
Per iscrizioni la.festina@gmail.com

domenica 1 gennaio 2012

Festina Hamburger Cucina Edonè

Se dico Gustoso o Appetitoso non si capisce, la parola adatta è YUMMY!
La mia nuova passione per gli hamburger ha fatto tanto che la mia amica chef Camilla mi ha invitato a cena per provare insieme alcune ricettine, tra patate fritte e birra artigianale. A dire il vero l'invito non si è fermato a me, e mi sono trovata a tavola con 3 donne ed 1 fanciullo. Dopo una preparazione piuttosto veloce, che ha riempito la cucina di odorini tentatori, dalla cipolla al rosmarino, ci siamo trovati seduti davanti all'equivalente di quello che per Picasso poteva essere una tavolozza di colori dal celeste al turchese nel suo periodo blu. Ed entro nel dettaglio:
  • carne cotta al sangue
  • panino al sesamo o variante con pita
  • salsa BBQ
  • bacon croccante
  • senape
  • maionese
  • ketchup
  • cipolla spadellata
    (non ricordo se bianca o rossa, Camilla vienimi in aiuto perchè ricordo che faceva la differenza)
  • pomodori
  • lattuga
  • contorno di patate
Mi sono sicuramente scordata qualcosa. Fatto sta che ognuno ha composto il suo panino in modo diverso, divertendosi ad ascoltare il proprio gusto e la fantasia, i colori, gli abbinamenti. e poi si mangia con le mani. Ho trovato il tutto liberatorio, ecco perchè ho insistito per inserire la preparazione del piatto nelle lezioni di Cucina Edoné.

Scoperta della serata: per insaporire le patate con il rosmarino, potete mettere in padella soltanto il rametto senza gli spini, per evitare che essi si disperdano fastidiosamente nella pietanza. Non che a me gli spini diano noia, ma che il rametto sapesse di qualcosa, è una novità ;]

L'ispirazione di Cucina Edoné>>Link Fai le cose con Amore.
Altri articoli sugli hamburger, per mangiarli a Firenze e non solo>>Link

giovedì 22 dicembre 2011

Festina e l'età del vino

Lavorando sull'attitudine a non trascurare gli aspetti edonistici della vita quotidiana, torno a parlare di vino con il mio amico Paolo Miano. La domanda che gli ho rivolto oggi è Quando arriva il momento giusto per aprire una bottiglia di vino? Ecco con quale approccio ci insegna a capirlo.
Una bottiglia si può aprire in qualsiasi momento. Credo fortemente che sia il momento sociale molto più importante del giusto momento di maturità del vino stesso. Ricordi brunelli acerbi, verdi, tannici e quasi imbevibili, bevuti con piacere alle 3 di notte in dolce compagnia. Ricordo un bolgheri andato, con sentori di marsala e sapore di tabacco dentro la bocca. Ricordo di averlo bevuto tutto, con un vecchio amico, un pomeriggio di dicembre, ricordando balordate, ed ogni cinque secondi ripetere, che schifo sto vino... mi ricorda... mi ricorda. Ecco, il vino fa ricordare, ma anche dimenticare.
Comunque, generalmente diciamo che tante volte la possibilità di invecchiamento di un vino è purtroppo direttamente proporzionale al costo. Un vino da cinque euro non durerà per più di due anni, perchè il suo meglio lo da nei primi anni. Ci sono chianti che possono stare tranquillamente anche sei sette anni. Ma è meglio berli nel giro di tre anni. I Brunelli, di una buona annata possono stare anche dieci anni. I grandi francesi anche quarantanni. Quando beviamo un vino dobbiamo anche chiederci cosa cerchiamo in quel vino? Cerchiamo la semplciità? bene... allora sicuramente non beviamo un vino invecchiato. Cerchiamo corpo e complessità per la nostra faraona in umido, prendiamone uno invecchiato.
Purtroppo ci sono troppe varianti per fare un scala di giusto consumo. La casa produttrice, l'annata, il tipo di vitigno... sono tante cose che incidono nella capacità di invecchiamento. Più avanti spiegheremo meglio i singoli vini o le singole zone. Per ora fermiamoci pensando che un vino è qualcosa di vivo, e non va disturbato quando riposa. E se non riposa, vuol dire chè è giovane e va bevuto subito.
Il primo episodio di Cucina Edoné>>Link
Leggi anche i consigli di Paolo per conservare al meglio le bottiglie nella cantinetta domestica>>Link

sabato 3 dicembre 2011

Festina vino corpo vivo

Mi arrendo prima di iniziare: di vino io non ne capisco molto. So cosa mi piace, e prendo il vizio di ordinarlo spesso, e so cosa invece non mi prende in fantasia. Tra le bottiglie in cui ripongo fiducia, c'è la preziosa famiglia dei Bolgheri.
Ecco che per rispetto, per capire come gestire la mia cantinetta personale, ho chiesto aiuto al mio amico Paolo Miano. Mi ha risposto così:

Riesci a dormire con la luce accesa? Riusciresti a riposare con la televisione al massimo? A meno dieci gradi dormi senza coperte e senza riscaldamento? E a 28 gradi riesci a non aprire le finestre anche se il condizionatore consuma troppo ed è rotto? Bene. Puoi rispondere a queste domande se vuoi, ma per prima cosa, dobbiamo pensare al vino come ad un corpo vivo. Un corpo sfigato diciamolo. Uno che vive dentro una bottiglia. Cresce, diventa maggiorenne e tante volte muore dentro quella bottiglia. pensiamo che durerà in eterno, ma noi non duriamo in eterno.
Alcune volte, il vino muore per incidente. Lo dimentichiamo in mansarda ad agosto. Ritornati dalle vacanze, verso metà settembre, quando le magliette a maniche corte non bastano più, prendiamo in mano la bottiglia e ci chiediamo disonestamente sinceri "Ma sarà ancora buono?" Tu, staresti bene dopo un mese a 35 gradi nella tua soffitta? Se senti caldo puoi chiamare aiuto. Ma il vino, per lui, viene difficile bussarti nella bottiglia e dirti: "Bevimi per favore, bevimi! Non mi far morire così".
Il vino non ama gli sbalzi di temperatura. Possiamo conservarlo tra 10° e 18°. Sempre che questo passaggio di temperatura arrivi gradualmente. Teniamolo dove ci sia poca luce e forse niente. Il posto dovrebbe essere un po' umido. E dobbiamo ricordarci che vanno conservate per un anno e più solo le bottiglie che sono fatte per esserlo.
Quando aprire una bottiglia? Te lo racconto qui>>Link

Altro episodio di Cucina Edoné>>Link

domenica 13 novembre 2011

Festina vi presenta Cucina Edoné

Quando l'umore di una giornata mi sfugge di mano, recupero l'insegnamento di mia zia Mirella: Fai le cose con amore.
Stasera invasa dall'uggia e dalle fitte della cervicale, ho aperto il congelatore tentata di buttare in padella l'ennesima sogliola surgelata e mangiarmela con una scatoletta di piselli precotti. 10 minuti e la questione cena poteva essere risolta. E invece no.

L'altra settimana la mia amica chef Camilla mi ha invitato a cena e prima di una bella bistecca mi ha preparato un'insalata. Ha rosolato la pancetta, il pane fatto a dadini ed in cucina si è sparso un odorino appetitoso. Ha aperto diversi chicchi di uva bianca a metà e ha tolto i semi prima di unirli alla misticanza.
Poco fa ho provato a rifare quel piatto con cura, accarezzando sotto l'acqua del rubinetto le foglie di insalata, scegliendo una ciotola grande, ricercando il pacchettino di pinoli finito dietro le scatole di riso. Sarà che sono un'inguaribile edonista, mi sono sentita meglio.

Ho chiesto a Camilla se mi insegna ad amare le ricette, gli ingredienti che poi mi porto a casa. Interessa anche a voi? Drizzate le antenne, stiamo immaginando Cucina Edoné.
Tutti gli altri consigli di edonismo contemporaneo>>Link

Lezioni in partenza autunno 2012! Prenotati scrivendo a la.festina@gmail.com
Le lezioni di cucina rientrano nelle attività del Festina Fai da Te, lezioni di economia domestica in salotti privati:
http://lafestina.blogspot.com/2011/01/festina-fai-da-te.html