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mercoledì 19 settembre 2018

Festina FEMMINILE Michelle Davis


Festina Lente Firenze

Oggi mi chiamo Michelle Davis e vivo a Firenze. Ho due sorelle e con loro ho imparato ad elaborare linguaggi segreti: quando incontro una persona con cui voglio legare, tiro fuori dei discorsi diretti, le mie espressioni in inglese per definire il mondo e le aggancio con riferimenti storici e letterari.
Firenze è la patria di Beccaria, colui che ha eliminato la pena di morte, ed allo stesso tempo è presa dal navel gazing, il guardarsi l'ombelico dell'autocontemplazione.

La nostra generazione con fatica ha preso le redini della città e mi sembra che stiamo facendo delle cose bellissime, con una grande differenza. Ancora non oso dire ribellione ma anche coscienza di quello che può funzionare: non siamo ricchi, non possiamo sperperare, abbiamo intelligenza pratica.
A Firenze ho sempre avuto questa idea: se non c'è qualcosa te lo puoi creare. Ci sono città dove è difficile entrare in certi circuiti, a Firenze è possibile lasciare una certa impronta. In più senti di non dovere niente a nessuno. Non ho mai sentito nessuno dire "mi manca quel festival", è una città che dimentica abbastanza. Abbiamo queste grandi radici a cui facciamo più riferimento, abbiamo due punti a cui ci attacchiamo tantissimo: il Rinascimento e poi gli anni 80 con la New wave. Poi per il resto le cose vanno e vengono.
Penso che questo dia tanta libertà ma anche un'ansia da prestazione. Se crei dei formati che siano fissi ma anche un po' camaleontici è un po' la strategia vincente. Se poi hai un'identità troppo netta, vieni a noia.

Ammiro la vocazione a grande città di una piccola la città, guarda la tranvia: modelli di sviluppo in grande per il futuro. Dev'essere difficile lottare tra le aspettative di una città crescente e la realtà di essere un museo a cielo aperto. Tu apri e trovi le rovine: "Ah cavolo come faccio!". Dev'essere complesso, io vedo ora in Olanda che la Chiesa non ha più tanti soldi, stanno vendendo e affittando le loro chiese diventano uffici, diventano sale concerti. 'E qualcosa che per noi è fuori di testa, siamo legatissimi alle nostre strutture storiche. Non è che questo palazzo del 500 dobbiamo sistemarlo ogni mese per utilizzarlo con i ritmi con cui lo utilizziamo adesso? Vogliamo tanto da una città che è vecchia, è come se tu prendessi la tu nonna: " Nonna andiamo in discoteca!". Alla fine Firenze ha bisogno di un po' di respiro, apprezzo molto il movimento per espandersi fuori dal centro.


Io mi sono trasferita da un anno a San Jacopino, che dopo 5 anni a Santo Spirito ero tipo: " O mio Dio cosa succederà". Mi sono stupita perché c'è genuinità della vita. Lì non senti il rumore tipico del centro di Firenze, la ruota del trolley sul sanpietrino. La sera vado nei giardinetti del liceo Leonardo da Vinci e c'è la baby dance con bambini arabi, albanesi, neri che cantano, mamme che lo vedi non vedevano l'ora che aprisse il chioschetto estivo per farsi una birretta. In un quartiere di working class c'è la vera integrazione, una lentezza che avevo dimenticato e per certi versi è bello darsi una calmata. Essendo donna e 30enne mi è piaciuto come cambiamento.

Alla boa dei 30 anni, io ho comprato casa. E la proprietà a Firenze l'ho sempre vista una cosa estremamente borghese e la respingevo anche un pochino. Però in San Jacopino, E poi mi piaceva mettermi alla prova e uscire un po' dalla mia confort zone. Firenze come qualsiasi città ha così tanti modi in cui può essere fruita.
Sono una persona con energia proiettata verso l'esterno. Io a 30 anni mi rendo conto che ci sono così tante domande che non mi sono mai fatta su me stessa su cosa mi piace. Con il motore di curiosità inestinguibile, devo vedere devo fare, però arrivi ad avere energie limitate e cerchi di capire meglio dove le vuoi investire. 'E proprio la domanda: dove voglio andare? It blows your mind quando ti chiedono cose che non sai.


"I wish I were a girl again, half-savage and hardy, and free".
 Emily Brontë 

Qui tutte le interviste del progetto FEMMINILE, conoscere Firenze attraverso storie di donne che la vivono.

giovedì 17 maggio 2018

Festina FEMMINILE Francesca Frati


Sono una donna che vive a Firenze.
Sono la Francesca Frati che Festina Lente ha incontrato il 31 marzo. La viglia di una Pasqua che è stata anche un Primo d'aprile era il giorno perfetto per rivelare segreti intimi e sacri e poi mascherarli da burle.

Da un paio d'anni ho comprato casa e quando dico la parola mutuo la voce traballa, ma insomma è piccolo. Appena svelo dove si trova la mia casetta, ci tengo subito a precisare che mi muovo molto: Milano, Roma, un viaggio recente a Tokyo. Alla scoperta di Tokyo, da sola, per cinque giorni sono partita ogni mattina per un quartiere diverso ed ognuno è veramente un mondo a parte. In certi scorci ti sembra di essere in Europa, che ne so a Parigi, in certi è proprio la grande metropoli, luci da tutte le parti, folle di persone che attraversano la strada. Un paese molto rassicurante, anche se sono apparentemente freddi, lo senti l'abbraccio dei giapponesi.

Firenze, pensa te, l'ho sempre difesa. Cosa non vera che ci si conosce tutti: ci sono mille posti, se stasera scelgo di andare in dieci bar in cui usualmente non vado, di sicuro non incontrerò nessuno che conosco pur conoscendo tantissime persone di Firenze. Ora mi fai questa domanda, se questa città è cambiata, e sento un po' di fastidio. Mi sta stretta, non lo so se è cambiata. La mia percezione di Firenze è cambiata. Non nego che mi piacerebbe andarmene. Non solo professionalmente perché potrei avere sbocchi diversi. L'età ce l'ho, ora o mai più per spingere e andare a Milano non mi dispiacerebbe.

Non ho mai mandato un curriculum in vita mai. Ora lo sto facendo, ho iniziato due mesi fa a rifarlo. Vediamo di rimettersi in gioco e mandarlo anche solo come sfida. In realtà però è strano perché non riesco a finirlo, alla fine tra i lavori ci metterò il curriculum stesso. Prevedo di finirlo in un anno. Sono free-lance e lavoro in parte nella moda, in parte nella comunicazione. La moda è arrivata assolutamente per caso, avevo diciott'anni, c'era la mia amica, vieni a lavorare. Da lì non ho mai abbandonato. Ho iniziato vestendo le modelle ed i modelli poi sono entrata negli studi fotografici. Mi piace tantissimo quello che faccio, ma non avrei mai pensato. Il percorso nella comunicazione è quello che ho in realtà studiato, però anche lì mi ci sono trovata per caso perché questo ragazzo che mi ha chiamato era amico del mio fidanzato di allora. Lui era un po' scettico, infatti mi ha poi detto "guarda non t'avrei dato una lira" e invece sono l'unica che alla fine è rimasta in tutto il percorso.




In questo momento sto bene Altrove. Sono in una fase che sto cercando di mollare degli attaccamenti che io ho. Per esempio io sono legatissima a mia madre. Cerco di tagliare radici ma non ce la faccio e la distanza rende a tutte e due il respiro dell'allontanamento. Mia madre vive accanto a casa mia. L'Altrove mi dà respiro, mi leva la tentazione di starle col fiato sul collo. Mia madre mi dice che si possono anche non fare i figli. Che ne so lei è spaventata che possa dimenticarmeli, come mi posso dimenticare per ore l'acqua che bolle. Forse non ha tutti i torti, ma io ancora non mi immagino una vita senza figli. Se il tempo sarà generoso, voglio sicuramente dei figli. Se Dio vuole non mi è mai partito l'orologio biologico. Io ho trentasette anni e non c'ho fretta.

Parlo della mia vita a fasi. Per cosa ho lottato nella vita? Il mio benessere. Cercare un equilibrio perché io per molte cose sono sbilanciata, faccio mille cose contraddittorie. Adesso sono in una fase zen, vorrei abbracciare tutti. L'amore universale. Mi auguro veramente che si riesca a trovare il senso di umanità, di condivisione, a Firenze come a Roma. Perché non superare atteggiamenti egoistici e di giudizio? I social ci hanno pompato l'ego. Piuttosto una condivisione vera, anche dei difetti, senza puntare il dito. Prendersela in leggerezza. Ecco.



"Do I contradict myself? Very well, then I contradict myself, I am large, I contain multitudes." 
Walt Whitman


Qui le altre interviste quando saranno caricate. Con Francesca abbiamo aperto la serie.

giovedì 8 marzo 2018

Festina interviste: 4 donne per una città


In occasione dell'8 Marzo, vogliamo celebrare la festa della donna in quanto idea evolutiva. 
Festina Lente presenta un primo ciclo di interviste dedicato a 4 moschettiere della città di Firenze.
Saranno 4 amiche a rivelare qualche cantuccio della propria anima, un sogno irrealizzato, un viaggio interrotto, un'immagine che dà loro il coraggio e un mantra che alimenta incoscienza.
Saranno Francesca Frati, Cristina Tudos, Michelle Davis e Francesca Pazzagli a rivelarsi alla penna di Festina. 

Cosa chiedereste ad una donna per dischiudere l'essenza della femminilità?
Cosa diamine significa in un mondo di lotte e creazioni, la femminilità?

mercoledì 22 aprile 2015

Festina intervista il Festival dei giardini

festina lente interviste radio cora

Avete sentito? Un festival nuovo sta arrivando in città, ed i suoi protagonisti sono giardini giardinieri e giardinanti.
Il circuito internazionale si chiama Chelsea Fringe Festival (leggi com'è nato a Londra) e le organizzatrici della sessione fiorentina, Ludovica Ginanneschi e Simona Cavaliere, lanciano la sfida a privati, artisti ed associazioni a candidare uno spazio/progetto per arricchire il calendario di eventi del Festival a Firenze.
Dettagli aneddoti ed ispirazioni ai microfoni di Radio Cora:
Ascolta la puntata
Leggi di più sulla trasmissione di Festina Lente su Radio Cora.

giovedì 15 maggio 2014

Festina Unusual Party - fuoco sul cantante


Per presentare l'Unusual Party previsto sabato 17 maggio alla Stazione Leopolda di Firenze, l'unica data marcatamente musicale e festaiola di questo Fabbrica Europa 2014, ho incontrato Piero Gesuè della Camillocromo Beat Band. Questo nuovo progetto di ElectroSwing e Vintage Beat coinvolge i Camillocromo, funanmbolica orchestra circense e swing, Ghiaccioli e Branzini, dj e producer in ambito Nu Jazz e Piero Gesuè, Jazz Singer e Scat Man.
Lui è quello con il cartello in mano.
"Non ho mai fatto un'intervista prima" mi dice quando si presenta. E sebbene sul web ce ne siano anche di filmate, di interviste sue, proprio nel contraddirsi rivela le moltitudini di Whitman e la sfida di essere appassionati di musica senza la pretesa di controllare tutto il resto. "C'è sempre qualcun altro nei miei gruppi che pensa ai contatti e alla pubblicità, io uso poco il computer" mi spiega. Intanto le cose gli girano bene, Firenze ha ascoltato di recente la voce di Piero nei suoi duecento concerti in mutevoli formazioni, ma anche all'ultima sfilata Pitti di SuperDuper Hats, curata da Archivio Personale, nella traccia assemblata da Ghiaccioli e Branzini (vedi trailer). 
Per dare una chiave di lettura al cantante che vedremo sul palco sabato, vi racconto una storia. Un ragazzino di San Piero Vernotico (tra Brindisi e Lecce) si spostava d'estate con la famiglia in campagna per controllare l'irrigazione del carciofeto. Nell'aia di casa, con il nonno e l'armonica, risiede il germe di una passione dura a morire: quella per la musica tradizionale che dà voce ai lavoratori dei campi, e che se in Salento è detta tarantella, in America si chiama Blues. 
Il trasferimento in Toscana ha portato quel ragazzino a parlare più italiano che dialetto, a cantare con il coro jazz-gospel Jubilee Shouters, con l’ottetto Copacabana Romantic Sound, con la Wave Orchestra di Franco Santarnecchi e adesso con la Dinamitri Jazz Folklore guidata da Dimitri Grechi Espinoza. Questo con la Camillocromo Beat Band è il momento di scrivere pezzi propri oltre al grosso repertorio di cover in acustico, e l'incursione dell'elettronica, a suo avviso, è il biglietto di ingresso per circuiti nuovi.

UNUSUAL PARTY
L'evento del 17 maggio nasce dalla collaborazione tra Unusual Florence e Fabbrica Europa.  
23.00>Celluloid jam, atmosfere electro-mistiche
23.40>Camillocromo Beat Band
00.20>Noze, in duo tra ritmi techno, pop, elettronica, fanfare folk e atmosfere perverse.
Costo biglietto, 10 euro.
Per decidere cosa metterti, ascolta qui

Riepilogo di tutta la presente edizione di Fabbrica Europa>>Link

giovedì 13 dicembre 2012

Festina ed i Matti delle Giuncaie

Oggi sulla Fi Pi Li all'altezza di San Miniato è uscito il sole ed io ho scoperto questa canzone dei Matti delle Giuncaie. I ragazzi sono quattro maremmani, freschi di una tounée in Canadà ed in concerto proprio a Pisa sabato 15 all'Ex Wide, lo spazio nato al posto dello storica Wide Records.

Ho incontrato per caso la loro chitarra, Andrea Gozzi, e gli ho fatto quattro domande:
Affinità sociali, materiali o emotive tra la Maremma ed il Canada, ci sono?
Affinità emotive sicuramente! Infatti è già ormai da quasi quattro anni che collaboriamo con musicisti Québecois sia live che in studio. Due volte siamo andati noi a trovare loro e quattro volte i nostri amici sono venuti da questa parte dell'oceano per dei mini tour assieme. La nostra "sponda Canadese" si chiama Marco Calliari, un autore di world music, italo canadese che abita a Montréal. Grazie a lui abbiamo suonato nei più importanti teatri e Maisons de la Culture del Québec, lui lì è molto popolare. Nel nostro prossimo disco infatti sarà ospite anche lui con alcuni altri musicisti Québecois come Isabelle Verville (tromba) e Fredo Péloquin (fisarmonica). Nel periodo natalizio invece verrà a farci visita Julie Houle, che suona il basso tuba e sarà con noi per un concerto speciale per il 31/12 a Colle Val d'Elsa. Diciamo che si è creata una bella alchimia. Per quanto riguarda invece le affinità "sociali" ve ne sono poche: la posizione del musicista in Québec è tutelata e considerata un vero lavoro, al contrario che qua. Unica consolazione: abituati sempre ad avere situazioni più o meno difficili da questo punto di vista in Italia, quando siamo all'estero viaggiamo a doppia velocità, è tutto più facile, è come "dovrebbe essere".
Mi parli del nuovo brano + video?
Il nuovo brano, il secondo estratto dall'EP "Il Bagno nella Canapa", che è uscito quest'estate si chiama "Fenice Felice". Si tratta di un nostro personalissimo inno all'ottimismo: anche quando le cose sembrano andare più storte non si può ecco che si può sempre risorgere dalle proprie ceneri, come una Fenice, che è appunto per questo Felice! Dal vivo è la chiusura del concerto cantata a squarciagola. Ne abbiamo tratto un video divertente girato proprio in Québec da Alberto Comandini e Umberto Ottaviani. Abbiamo corso per tutta Montréal per girare dieci minuti in molte location diverse, poi salivamo sul furgone e ripartivamo per la location successiva, fino poi ad arrivare alle prove dei concerti che avevamo quasi tutti i giorni. Nel video sembriamo belli freschi e felici, come la Fenice, in realtà faceva freddissimo e avevamo gli occhi pesti, magia del regista! Ci siamo divertiti... come Matti nel girarlo. Sabato 15 lo presenteremo dopo il nostro concerto all'Ex Wide.
E come mai tutti questi scambi internazionali?
La nostra è una musica piena di cori e corde, ma abbiamo pochissimi testi. Questo ci permette spesso di suonare all'estero. Per noi è linfa vitale, traiamo ispirazione dai nuovi luoghi e ci interessa il contatto con un pubblico che non parla la nostra lingua, lasciamo parlare la musica in questo caso, spesso si crea un bel dialogo. Prossimamente, nel Gennaio 2013 ritorneremo a Berlino per 5 concerti, dal 22 al 27. Ora come ora Berlino è una città ricca di contaminazioni artistiche e correnti culturali che si mischiamo di continuo, non a caso è meta preferita dei più giovani e dei musicisti di tutto il mondo. Abbiamo suonato per un mini tour lo scorso anno ed è stata un'esperienza indimenticabile. Ci farà compagnia per un concerto anche Antoine Villoutreix, un amico che abbiamo conosciuto durante dei concerti a Parigi di due anni fa, che si unirà a noi per una notte. Ci piace collaborare con gli altri, crediamo che la musica sia condivisione piuttosto che competizione.
Siete 4 matti, raccontami 4 propositi per il 2013
Per prima cosa pubblicare il nostro primo vero album, per ora abbiamo un demo di 14 brani ("iappappà" del 2010) e l'EP di cui ti parlavo prima. In secondo luogo ci auguriamo di suonare sempre di più, sul palco ci stiamo bene e ci divertiamo. Come terzo proposito ci piacerebbe continuare a collaborare con altri musicisti e artisti vari (magari in teatro, perché no?) e magari essere presenti in qualche bel festival di quelli da delirio! Vediamo cosa ci porterà il 2013!

Ecco i Matti nel web: sito FB

lunedì 11 giugno 2012

Festina intervista Cristina Gardumi


Ci sono domeniche mattina che ti svegli e ti capita di intervistare Cristina Gardumi ancora prima di lasciare le lenzuola. Tra uno smile che ride ed un mmm, ecco una delle artiste più immaginifiche che conosco, lombarda naturalizzata pisana.

Cristina Gardumi: presentati a chi non ti conosce
Sono una persona che dipinge e recita. Nel senso che ho studiato Pittura all'Accademia di Belle Arti di Verona e non contenta poi sono andata a Roma per imparare a recitare all'Accademia Silvio d'Amico. e ora sto cercando di esprimermi al meglio delle mie possibilità grazie agli strumenti che ho, cercando sempre di migliorarmi. L'espressione è una cosa che mi ossessiona. Una delle mie grandi paure era essere fraintesa o non capita. Grazie a Pittura e teatro sto imparando a fare pace con il rischio che accompagna ogni tentativo di "dire qualcosa a un altro".

Dove hai scelto di vivere adesso?
Ora vivo a Pisa, ma mi sposto spesso. La cosa fondamentale è avere un posto a cui tornare. Sono cresciuta sul lago di Garda in Lombardia, ma Pisa mi ha adottato.

Per cosa sei grata a Pisa? E cosa le vorresti dire?
Le sono grata per la calma che mi ridà quando rientro da Roma, per il fiume che va così lento che a volte sembra un lago, ma che va, comunque; per la luce delle Piagge e per la cecina.
haha
Le vorrei dire che è come una sorellona buona, che ti sembra di conoscere ma che ogni volta riscopri in qualcosa che non ti aspettavi.
dettagli sorprendenti

E cosa puoi fare tu per lei?
io per lei? mmm
posso...
parlare di lei come un posto ideale per creare
a parte che da un po' di tempo c'è un boom di creatività Pisana sulla scena nazionale e anche internazionale. Basta pensare a Gipi o a Rohan Johnson che ha diretto ora "I primi della lista" una storia pisana che ha avuto grande successo anche fuori, a Roma è rimasto diverse settimane in cartellone. Come dire che c'è un virus pisano nell'aria, e la qualità di quello che porta è sempre alta.
Inoltre stando qui incontro diverse realtà, ancora in germe, ma promettenti, e in campi diversi Musica, arte visiva. Sono felice di dare il mio piccolo contributo "adottivo"


Vorrei ora parlare dei tuoi disegni.
Come si fa a raccontare qualcosa di tutti loro?

Non è semplice, ci provo. I miei lavori fanno parte di un discorso che ho iniziato all'accademia di Belle Arti e che dopo la "pausa" pittorica della Silvio d'Amico, ho ripreso. Mi affascina la trasformazione, la metamorfosi il cogliere un momento nel divenire degli eventi, come fosse un'istantanea fotografica. e studiare recitazione ha dato a questo punto di partenza qualcosa in più, come l'attenzione tra le relazioni, tra chi rappresento e tra il disegno e chi lo guarda, in entrambi i sensi di marcia diciamo.
La metamorfosi ha portato alla nascita del Bestiario, gli uomini e le donne che disegno sono ibridi. L'animalità è così forte in loro da lasciare il dubbio sul fatto che siano animali o esseri umani.
Non dobbiamo dimenticare cosa siamo, è il messaggio, ma allo stesso tempo chiedo: Cosa siamo?


Hanno il potere di mostrarti un lato oscuro, ne sono consapevoli?
mmm, no
il lato oscuro emerge per forza da un'inconsapevolezza
secondo me
se fosse consapevole non sarebbe più oscuro , a parte tutto, per me "lato oscuro" è una cosa che non riesci ad ammettere nemmeno a te stesso. Può trapelare per "errore" attraverso la rete delle convenzioni sociali in cui ci dibattiamo.
Non è casa accettabile di solito per l'idea di moralità e comportamento che ognuno di noi ha

Quando mi ci sono trovata davanti, mi hanno ricordato le fiabe tanto magnifiche quanto capaci di turbare i bambini.
Qual è la prossima storia che tu stai per raccontare?

    hehe non lo so mai in realtà finche non appoggio il pennello. Non lavoro per bozze. Posso avere un'idea, ma cerco sempre di tenerla vaga, per evitare di farmi condizionare, per accettare meglio quel margine di casualità su cui si basa la tecnica che uso, l'inchiostro, l'acqua, l'acquarello, hanno bisogno di un repiro e di un'istantaneità. e il disegno eè tanto più vero quanto meno preconcetto
    ho scritto dei testi e vorrei cercare di lavorare su di loro con il disegno, sono in fase di "prova"


Tu ascolti musica quando crei? 
sì spesso da bach ai Nirvana!
ai Muse o Placebo
che mi ispira tanto sono preludi e fughe di bach
suonati glenn gould

    Posso darti la possibilità, adesso, di raccontare qualcosa che non hai mai detto. Cosa ti viene in mente? 
    Secondo me per uscire dalla crisi dovremmo tornare alla buona vecchia pratica del baratto.
    questo non l'ho mai detto a nessuno.
    magari nn è nemmeno un'idea così originale
    ma ci credo!
Per mia esperienza è un'idea divertente a cui dare vita. abbiamo organizzato diversi swap party di abiti usati a Firenze
sì sì ma io dico su larga scala
lo scambio è anche in prestazioni che uno può offrire
eliminare il denaro
un sogno
Con modelli simili alle Banche del Tempo?
esatto

Ti andrebbe ora di indicarmi alcuni dei tuoi lavori da mettere insieme a queste parole?
    [---]
    Le immagini che correlano questa intervista sono state scelte per voi dall'artista stessa. Siccome adesso ne vorrete vedere di più, e ancora di più, vi regalo l'accesso al suo sito>>Link
    [---]
C'è qualcosa che vorresti aggiungere?
ah sì che a settembre ho in programma una personale alla Galleria Dino Morra di Napoli
e a Ottobre una alla galleria LittleItaly di Milano
per tutti gli interessati
nel frattempo quest'estate proverò con Massimo Di Michele un regista con cui collaboro spesso un nuovo spettacolo (tra teatro e performance) che andrà in scena al Teatro Vascello a Roma dal 18 settembre, col patrocinio dell'Ambasciata spagnola, "Besame macho" di Pedro Villora.

Ottimo! Un pensiero per salutarci?
non date niente per scontato, non arrendetevi.
mai.

giovedì 11 novembre 2010

Festina Opening Deep Night

Per presentarvi la Opening Deep Night prevista per il 12 novembre a Firenze, Festina sceglie per voi un testimonial d'eccezione: il direttore del Teatro della Pergola Riccardo Ventrella risponde a qualche domanda tramite una corrispondenza virtuale. Ne copio una parte qui di seguito.
Oggetto conversazione: info deep
Tra Riccardo Ventrella e Festina Lente

Festina Lente 02 novembre alle ore 11.07
Buongiorno Riccardo, possibile ricevere maggiori info e le tue considerazione su OPENING DEEP NIGHT Teatro della Pergola?
Grazie,Festina

Riccardo Ventrella 02 novembre alle ore 11.10
un po' di info ci sono sul sito, ma se vuoi saperne di più chiedi pure. Considerazione o considerazioni quante ne vuoi, su cosa esattamente ? adoro rispondere a domande con domande
Festina Lente 02 novembre alle ore 11.17
Mettiamola così: sono riuscita a capire come ci si prenotava quando era ormai tardi. Cosa mi perderò?
Sarà una serata di musica elettronica? E Perchè proprio elettronica?
Quali altre delizie aspettano la moquette della Pergola in questa stagione?
Sugli eventi cugini del Deep, posso trovare info sul sito. Se vuoi spendere due parole, spedile pure.
Festina pubblicherà le tue risposte nel blog.

Riccardo Ventrella 02 novembre alle ore 11.36
Diciamo che sarà una serata di musica elettronica e immagini. Il concetto è quello di riprendere gli antichi e sfarzosi utilizzi festivi del teatro e della platea (una volta si alzava persino a fare un piano unico) utilizzando come un tempo la musica contemporanea, allora le prime forme del melodramma e poi le più scelte musiche da ballo ora l'elettronica. in più la materialità del teatro diventa scenografia, cioè i palchi fanno da decor... nel caso ti pungesse vaghezza di verificare posso introdurti, godo di qualche privilegio qui dentro...
Per quanto riguarda i cugini, appartengono a un genere simile, l'esplorazione urbana di luoghi meno conosciuti. Per ognuno si racconterà una storia che parte da ciò che conservano nel mentre che si cammina per i corridoi: alla Nazionale una storia della musica e della letteratura al contrario, cominciando da Luigi Dallapiccola e dagli scritti di Mila e finendo col Caccini, all'Istituto Geografico un percorso fra i tanti oggetti e strumenti di misura che finisce con un concerto tra jazz e world music ritmato da un'installazione video costruita sulle immagini e le mappe dell'archivio IGM...

Riccardo Ventrella 02 novembre alle ore 11.37
ho risposto bene ?

Festina lascia qui tre grazie con la a accentata per il signor Ventrella: per la tempestività, la non-banalità, la disponibilità. Se non l'avete ancora fatto, consiglio di ficcare il naso nel suo profilo facebook (da cui è tratta l'immagine in alto).

RIEPILOGO DATE - LUOGHI eventi su prenotazione
12 novembre - Teatro della Pergola SOLD OUT
13 novembre - Ex 3: Laurie Anderson (a pagamento)
17 novembre - Biblioteca Nazionale
20 novembre - Istituto Geografico Militare

Inoltre dal 12 al 20 novembre in oltre 30 tra locali, club, caffè letterari e bar si terranno concerti e performance dalle 20:00 alle 24:00

Per soddisfare le curiosità sollevate, il sito dell'evento>>Link

venerdì 5 novembre 2010

Festina Prossima Fermata?

Laddove c'era la linea 1 ora c'è una tramvià.
Laddove c'era una piazza transitata da autobus e veicoli privati ora c'è un'area pedonale.
Firenze si mostra come una realtà in mutamento e da oggi a domenica 7 novembre ospita alla Stazione Leopolda un convegno aperto a tutti: Prossima Fermata Italia, un'Italia che si dice pronta alla Terza Repubblica.
Cosa sta succedendo? Lo chiediamo al blog di Matteo Renzi: avisoaperto.it che riporta articoli di e sul sindaco di Firenze.

Caro blog, ci riveli da quale idea nasce il tutto? Ho sentito parlare di "rottamazione" dei dirigenti del Pd.
il nostro obiettivo è confrontarci su quello che serve all’Italia e su come ridare dignità alla parola politica. Che non è una parolaccia, anche se non sembra. Per questo giocheremo sulle parole. Anziché il tavolo dei moderatori sul palco, ci sarà una postazione consolle a fianco. E l’incontro sarà condotto come se fosse una lunga diretta radio. Ciascuno dei relatori partirà da una parola: il proprio contributo all’iniziativa. Fisco, merito, qualità, welfare, tagli, sogni, passione, onestà, ambiente, lavoro, precari, università, educazione, impegno e l’elenco potrebbe continuare. Da quella parola ciascun relatore partirà per dire la sua.
Su ogni parola, proposta, idea sarà possibile dibattere non solo intervenendo, ma anche partecipando alla discussione che faremo in tempo reale dalla consolle e su facebook, smessaggiando, contestando, controproponendo.
[Matteo Renzi]

Qual è il programma che scandisce questa iniziativa?
Venerdì sera vi aspettiamo a Firenze, alla stazione Leopolda (una fermata di tram dalla stazione SMN) a partire dalle 19.30/20. Fino alle 21 ci incontriamo e ci rifocilliamo insieme [...]. Alle 21.15 chi c’è c’è, noi si inizia. Domanda: chi può fare la relazione introduttiva? Risposta dei più: uno di noi, un professore universitario, uno che buchi il video, un ottantenne pro rottamazione che dimostri in modo chiaro che stiamo ponendo una questione generale e non solo generazionale, una questione politica non anagrafica. Risposta esatta: nessuno di tutti questi. Oddio, l’idea di iniziare con un ottantenne gagliardo ci esaltava molto e il bello è che ne avremmo anche trovati una mezza dozzina capaci di farci sognare. Ma abbiamo deciso che non ci saranno relazioni introduttive.
[...]
Sabato si parte alle 9 precise del mattino e si va avanti fino a serata inoltrata con lo stesso schema: non una lunga liturgia congressuale, ma una sorta di non-stop radiofonica dal vivo. E’ prevista una pausa pranzo per la quale gli organizzatori guidati dal mitico Samuele Rocca suggeriscono con trepidazione di prenotare. Alla sera si va avanti fino allo sfinimento. [...]
La domenica mattina per chi soffre di insonnia o per chi ha saltato la Maratona di New York solo per stare con noi, un gruppo di ardimentosi va a correre alle Cascine, il parco accanto alla stazione Leopolda. L’appuntamento è alle 7.00: chi se la sente si porti le scarpe da casa. Alla Leopolda si parte alle 9 precise. L’ultima parola della giornata la dirà Pippo [Giuseppe Civati] intorno alle tredici, quando scatterà il rompete le righe.
[Matteo Renzi]

Per concludere, chiedo al blog di farsi una domanda e darsi una risposta.
Possono parlare proprio tutti? Sì, proprio tutti. [...] Si può parlare di tutto? No, è democraticamente proibito parlare delle recentissime divisioni tra dalemiani e veltroniani, un fatto inedito, un’autentica novità della politica italiana. Diciamo che è democraticamente proibito parlar male dei leader della sinistra. Meglio non parlarne proprio e concentrarci sull’Italia che vogliamo. Un’Italia che sta aspettando il nostro entusiasmo.
Siamo notoriamente un po’ maleducati. Quindi al 5° minuto vi zittiamo.
[Matteo Renzi]

Cittadini! Che ne pensate?

Un'altra iniziativa promossa a Firenze: i 100 incontri in 100 luoghi del 28 settembre. Festina c'è stata, leggi qui>>Link
La reazione di Festina all'intervento di Paola Fioravanti>>clicca qui
Il blog di Matteo Renzi>>Link

martedì 19 ottobre 2010

Festina intervistata per La Repubblica

Siamo finiti su La Repubblica!
Una telefonata di Fulvio Paloscia ieri pomeriggio mentre Festina era a fare la spesa. La serata FAMMI IL PIACERE in programma per sabato 23 al Lochness Lounge incontra l'interesse del giornalista e Festina Lente diventa una delle voci del suo articolo:

La seconda sex rivoluzione
Viaggio nel piacere rosa

Pole la donna permettissi di pareggiare con l'omo? Si scherza al telefono. Da lì l'incipit del pezzo e dulcis in fundo, nell'ultima parte Festina dice la sua sul pudore, l'ansia ma anche la libertà personale di dotarsi di sex toys per un piacere privato di cui non sia un tabu parlare in pubblico.

Accedete all'articolo on line cliccando qui>>Link
Tutte le info sulla serata FAMMI IL PIACERE cliccando qui>>Link

mercoledì 19 maggio 2010

Festina FE Sandro Bini e la fotografia Clubbing

Fabbrica Europa è anche workshop con l'appuntamento Clubbing Photography di sabato 22 e domenica 23 maggio. Docente: Sandro Bini. Festina l'ha intervistato per voi dalla finestra di MSN.

Festina Lente scrive:
Ciao Sandro
Il Maestro scrive:
Ciao Festina
Festina Lente scrive:
Ho pensato di fare questa intervista con un sottofondo musicale comune
dovresti aprire questo link
http://www.myspace.com/dicksondee
Si tratta del primo dj della serata Citymix di sabato
Il Maestro scrive:
ok link aperto che pezzo?
Festina Lente scrive:
fai partire il primo
Il Maestro scrive:
partito
Festina Lente scrive:
credo siano i risultati sonori delle esplorazioni urbane di Dickson Dee & Alessandro Carboni
Il Maestro scrive:
non ballabilissimo
direi
Festina Lente scrive:
Eh eh.. Allora, raccontaci da dove nasce l'idea del workshop che proponi sabato e domenica con Fabbrica Europa
Il Maestro scrive:
L'idea come spesso capita parte dall'archivio, ovvero dalla mia esperienza fotografica nei Club in questi ultimi anni direi grosso modo dal 2006 ad oggi, avendo raccolto molta esperienza e molto materiale in questo ambito ho pensato di condividerli con un nuovo progetto didattico.
Festina Lente scrive:
Interessante. Avrai dei collaboratori?
Il Maestro scrive:
In Deaphoto direi che il vero complice di questa avventura è stato Paolo Contaldo con cui collaboro spesso per questo tipo di ricerca.
Festina Lente scrive:
E quali esempi illustri potresti citare per questo genere di fotografia?
Il Maestro scrive:
La tendenza, seppur con illustri precedenti storici, è relativamente recente in quanto si lega alla nascita della musica elettronica e della Club Culture degli anni '90. Se dovessi fare dei nomi su chi ha influenzato maggiormente concettualmente e stilisticamente questa tendenza direi Nan Goldin, Wolfgang Tillmans, Juergen Teller e Therry Richardson.
Festina Lente scrive:
Per andare avanti cambierei musica, sei d'accordo?
Il Maestro scrive:
of course
Festina Lente scrive:
http://www.myspace.com/nakadia
Ecco la seconda dj di sabato sera
Il Maestro scrive:
scegli tu il pezzo?
Festina Lente scrive:
Direi To the speaker
Decisamente abbiamo cambiato ritmo.. andiamo avanti
Cosa dovranno aspettarsi i partecipanti dal workshop? So che è strutturato in un modo particolare
Il Maestro scrive:
Il percorso è piuttosto completo. Si parte con un doveroso incontro introduttivo in cui viene definito il genere, vengono ripercorsi gi antecedenti storici e le caratteristiche tecniche formali e conettuali della Clubbing Photography, visualizzando e commentando tutta una serie di immagini partendo dai modelli di riferimento citati prima fino ad arrivare mostrare i miei lavori piu recenti in questo ambito
La notte gi studenti realizzeranno i loro scatti
durante i dj set
E il giorno successivo faremo il lavoro di selezione ed editing delle immagini al fine di creare una galleria immagini del workshop.
Festina Lente scrive:
Tu cosa ti aspetti?
Il Maestro scrive:
Mi aspetto che gli studenti imparino al di là degli aspetti tecnici e stilistici a muoversi e relazionarsi nell'ambiente e con le persone e magari imparino a scoprire le potenzialità dell'esperienza fotografica nei Club e i molteplici livelli di lettura che nasconde la superfice dell'immagine in un mondo che trovo piuttosto paradigmatico della società contemporanea nei suoi molteplici aspetti e stratificazioni
Festina Lente scrive:
Alte aspettative direi
Il Maestro scrive:
Vabbè ovviamente uno ha di mira il massimo obiettivo!
Festina Lente scrive:
Passiamo alle ultime due cose
la prima: in questo contesto sperimentale e disinibitorio, ti viene in mente qualcosa che un bravo fotografo clubbing dovrebbe evitare di fare?
Il Maestro scrive:
Beh bisogna sempre essere assolutamente rispettosi degli altri, e cercare di "sentire" quando sia o meno il caso di scattare... non è una cosa che si possa insegnare. Ma in fotografia l'etica è anche sempre un'estetica.
Festina Lente scrive:
e seconda cosa: ricorda la tua mail per chi volesse maggiori informazioni sul workshop
Il Maestro scrive:
La mail è deaphoto@tin.it ma le informazioni sul workshop si possono trovare anche dalla home page del sito Deaphoto http://www.deaphoto.it, ricordando che le Preiscrizioni chiudono il 20 Maggio.
Festina Lente scrive:
C'è qualcosa che non ti ho chiesto ma vorresti aggiungere?
Il Maestro scrive:
Si una che mi pare interessante...
Come negli anni 70 la presenza della fotografia si rivelò determinante per le nuove pratiche artistiche, penso che anche oggi la fotografia e il video digitale siano costitutive della Clubbing Culture. Noto che la dancing photography sta diventando una pratica amatoriale molto diffusa, renderla piu consapevole e ammiccante è forse uno dei motivi di questo mio workshop.
Festina Lente scrive:
Mi pare una conclusione perfetta
Il Maestro scrive:
Mettiamo l'ultimo pezzo?
Festina Lente scrive:
quale?
Il Maestro scrive:
Love Beach evvai!!!
Festina Lente scrive:
ahah ciao!!
Il Maestro scrive:
Ciao Grazie Festina a presto!!

sabato 15 maggio 2010

Festina et le GloBal kan Kan

Intervista sperimentale sul progetto Global Kan Kan.
Incontro Marco e Mattia giovedì a La Cite con l'idea di essere scomoda, ossia fin dall'inizio mi viene in mente di modulare il mio atteggiamento in base alle loro risposte. Sono due ragazzi della mia età e credo che reggeranno bene il gioco. Nello specifico, voglio mettere alla prova le parole che dicono, ed esordisco abbastanza neutra:
Qual è l'anima di Global Kan Kan?
Le anime sono due, quella folk e quella elettronica, e ci poniamo nei loro confronti in conflitto. La musica elettronica spesso è sterile, non allegra, vuota anche se viva. Al contrario la musica folk è morta. La nostra sfida è di mettere insieme l'una e l'altra e riuscire a far ballare insieme gente che spesso ascolta solo un certo genere.

Hanno parlato di conflitto, e allora cerco di crearlo facendo un po' la stronza. Voglio verificare se effettivamente lo sanno gestire.
Quindi quale motore è alla base della vostra ricerca?
(Mattia) Quando ascolto o creo un pezzo, lo scelgo se provoca piacere e divertimento.
E poi, quale altro contenuto o messaggio vi interessa passare?
Ehm.. non sottovalutare queste componenti.
E cosa intendete per musica "folk"?
La world music in generale, senza escludere nessuna zona.
Sì, ok, ma starete lavorando sull'approfondimento della produzione di qualche regione per scegliere i brani?
(Marco) Mah sì, dall'Angola al Sud e Centro America, dalla musica occitana a, perchè no, anche tutto il jazz. Ma nessuna influenza è esclusa. 'E forte la componente balcanica, perchè è una buona base su cui inserire altro.

Con il conflitto mi pare abbiano reagito bene, Marco si alza a prendermi un bicchiere di vino e, forse addolcita da quello, cambio i toni per esplorare il loro senso di gruppo, visto che si presentano come un collettivo osmotico.
Chi fa parte dei Global Kan Kan nella formazione che vedremo sabato a Fabbrica Europa?
Ci saranno Francesco Masi alla Tromba e Antonio Cordola al violino, che interverranno su brani composti da noi. Ci sarò dj Grissino from Turin e poi noi due. Sul palco prenderà posto una consolle basculante autocostruita con diaproiezioni. Geraldina sta costruendo due totem luminosi e Shon (sempre from Turin) penserà al visual.
Nel flyer ho visto anche Alberto Becucci, che so però essere in Spagna...
Sì, Alberto non ci sarà ma il suo è un apporto importante. Siamo stati insieme a suonare a Cracovia con il "Treno della Memoria" e a Bruxelles.
Come ci dobbiamo aspettare la serata di sabato?
Venire per vedere! Dovrebbe essere un passaggio dalla musica dei Dhoad, il gruppo che viene dal Rajasthan, a nord-ovest dell'India, alla nostra. Hanno anche un fachiro e negli ultimi 6 anni hanno fatto 500 concerti in 40 paesi differenti! Promuoviamo il fatto che la gente venga anche a sentire loro, e poi vorremmo far ballare alle persone generi a cui non sono abituati senza che se ne accorgano. Ci sarai?
Sì, verrò. Quali altri progetti avete in cantiere?
Come Global Kan Kan abbiamo firmato un contratto con un'etichetta di Ancona, la Clatter Records, con cui uscirà una prima release. Poi a giugno partiamo per una tournée a Berlino e ad agosto ci aspettano diverse date in Salento. Dai vieni con noi!

Che dire, la prova dell'intervista bastarda l'hanno superata. Stasera andiamo a provare sulla pelle i risultati dei loro conflitti e della dimensione della collettività. E andiamo anche per un altro motivo: Fabbrica Europa si apre anche con loro alla valorizzazione di personalità locali e lo fa nella serata ad ingresso gratuito dalle 23:00 (costo concerto Dhoad 12-10 euro). Facciamogli vedere con i numeri che la cosa ci piace.

lunedì 26 aprile 2010

Festina Cocktail

Due anni fa ho fatto una serie di interviste ad alcuni barman esperti della movida fiorentina. La domanda con cui esordivo era: Cos’è un cocktail per te?
Henry (Enrico Pecoraro) da dietro il bancone dello Slowly mi rispose: Penso a una costruzione del Lego, le varie parti vanno a strutturare un prodotto, che varia da persona a persona. Si abbinano i colori, i sapori in modo che gratifichino l’olfatto e accontentino il gusto. Non esistono cocktail cattivi, il cliente va capito per riuscire a stupirlo. Più volte ritorna al bancone meglio riesci a soddisfarlo, perché insieme puoi personalizzare la bevuta. Un cocktail è un’opera d’arte a prezzo contenuto, può essere un regalo che si fa ad un amico in un'occasione speciale o uno shortino celebrativo.
Mentre Beppe Falcini, ai tempi ancora al Rex: Un cocktail è vita, beatezza. La vita beata. Devono essere tutti contenti, sorridenti verso le gioie della vita. Inizi questa professione anche per un guadagno veloce, ma poi ti innamori di quello che la gente ti chiede. È bello far star bene la gente con ogni singolo drink. Dovresti vedere sempre la faccia soddisfatta.

Tra i consigli che mi hanno dato sul bere bene, quello di fare attenzione ai drink ordinati in ogni stagione. Con la primavera che scalda l'aria per esempio, è tempo di fronzen.
Ditemi un po', qual'è il vostro preferito?