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giovedì 2 settembre 2010

Festina USA lasciare Mahattan

Svegliarsi a Manhattan è una sensazione di luce che filtra dalle foglie degli alberi, per le strade del Village come in quelle dell'Upper East Side.
Allontanarsi dal molo diretti a Staten Island con il traghetto delle 20:00 è una ressa di macchine fotografiche che si frappongono tra te e l'emozione di un cielo che trasfigura a sinistra dei grattacieli.
Scovare il Campbell Apartment dalla scala West della Grand Central è imbattersi in un'atmosfera clandestina e rarefatta che esorta alla clandestinità.
Da New York mi sono portata a casa percezioni composte da odori + luoghi, visuali + suoni, stati d'animo + momenti della giornata. Chi c'è stato mi capirà, viaggiare per gli Stati Uniti è un'esperienza a volte esotica altre banale, sembra di essere a casa ma anche lontani anni luce dall'Italia che non è solo stereotipo e ristoranti.
Tornando verso Firenze... Festina si concede qualche notte nella sua zona di Chill Out, il rientro definitivo è previsto per la prossima settimana.

venerdì 27 agosto 2010

Festina USA squit squit

Nel paese di Topolino, farsi guidare dai ratti per la scelta di un buon ristorante potrebbe essere un'idea geniale quanto folle. Ieri sera, per celebrare il mio ritorno a New York, sono stata a cena al ristorante Esperanto in Alphabet City, zona East Village. Una ciurma di topi di due o tre generazioni, pelo grigio-beige e movimenti lesti, ha attraversato il marciapiede e s'è gettata all'assalto dei sacchi dell'immondizia appoggiati lì fuori. Il loro entusiasmo era dirompente.
La cucina brasiliana e pan americana spande i suoi odori in quella zona così emozionante da attraversare, tra condomini-dormitori di studenti del College, alberi dalle fronde che cadono come quinte e una luna bella gonfia appesa proprio a metà tra due alti palazzi. C'è addirittura una zona del parco adibita al trastullo dei cani piccoli e grandi, con piscinetta a forma di osso. Una macchina della polizia dimostra attenzione per la concentrazione di homeless.
Ogni locale finisce dove ne inizia un altro, musica jazz, percussioni, tatuatori. Dicono che i tempi d'oro del quartiere siano passati, con la chiusura di bar storici come il CBGB, che lanciò il punk rock con i Ramones. 1-2-3-4!
Ma il presente ha sempre quel fascino in più per me perchè posso viverlo, mentre annuso l'aria camminando per St Marks Place.

mercoledì 25 agosto 2010

Festina USA l'Eco-Resort

Siamo scese ad Alfred alle 21:10 di domenica sera incrociando le dita perchè Bill avesse ricevuto la mia mail e fosse lì per portarci all'Eco-Resort. Ultima settimana americana per Festina, che non resiste ad un altro tuffo in questa natura che sembra così grande e serenamente indifferente all'attività umana.
Il sito di HelpX mi porta stavolta al Pollywogg Hollër, stato di New York. Ci aspettano lavori di falegnameria, ripariamo i sentieri allagati con secchiate di ghiaia sotto una pioggia insistente, cuciniamo un altro pasto italiano con pasta al pomodoro e involtini che riscuote il consueto successo. Festina se la gode, dentro di lei qualcosa ride ma intanto si affaccia il pensiero costante di casa. Immagina abbracci, lacrime di croccodillo e litigate che vogliono dire Bentornata... ma non ancora. No, non ancora. Per ora altra America. Altra strada.

Il sito del Pollywogg Hollër>>Link

venerdì 20 agosto 2010

Festina USA Hot Tub

Verso le 10 di sera Jordan e John mi hanno chiesto: ti va di nuotare?
20 minuti di macchina con una guida sportiva "all'italiana" senza cambio automatico e mi sono trovata davanti il paradiso che i soldi possono comprare. Nel retro di una villa, sotto un tetto di stelle timide ma numerose, il chiarore di una grande piscina pulsa con la sua luce acquamarina. In alto una Jacuzzi Hot tub ci aspetta come un trono quadrato dagli angoli stondati.
La temperatura poco alla volta sale, le bolle iniziano a confondere i sensi e credo renda più l'idea affidare il resto della storia alla vostra immaginazione, piuttosto che scendere nei dettagli.

giovedì 19 agosto 2010

Festina USA Washington e piove

A Washington i muesi non si pagano. Festina ha affrontato anche l'evacuazione dal treno per raggiungere la città e rimbalzare da un edificio all'altro. Ha speso la sua giornata a caccia di ispirazione per 5 ipotetiche domande da rivolgere al presidente. Dopo il giardino botanico, ha visitato il National Museum of the American Indian, osservando gli universi in cui è possibile organizzare il mondo, imparando qualcosa sui casinò dei nativi americani e pranzando nel self service più particolare della nazione, con una trota impanata, zucca affumicata e una cioccolata aromatizzata dalla terra mesoameircana.
Il giro è continuato nelle roccaforti dello Smithsonian, tra gli scheletri dei dinosauri e le scarpette rosse di Dorothy nel Mago di Oz. Ecco che poi, sotto una pioggia che andava e veniva, con i sandali di stoffa zuppi di acqua, ha guadagnato la via trionfale che si allunga parallelamente alla facciata della Casa Bianca.
Ferma davanti a casa sua, ho infine affrontato la questione: se potessi fare 5 domande ad Obama Mister President, cosa gli direi? Mi sono venute in mente le problematiche ecologiste e la pena di morte. Ho pensato alle facce e all'umiltà di certi lavoratori messicani che puliscono stazioni, treni, uffici. Mi sono ricordata la descrizione del suo insediamento scritta per Internazionale da Jovanotti. La mia mente s'è trovata a ripensare a sua moglie e alla Chicago dove lui è cresciuto.

Adesso mentre un pittbull nero mi lecca la faccia, passo la palla a voi: quali domande fareste ad Obama, se vi invitasse a prendere un tè nella sua casina bianca?

mercoledì 18 agosto 2010

Festina USA la giornata visionaria

Se mi dicessero: ti lasciamo visitare un solo museo statunitense, quale scegli? La mia riposta sarebbe: American Visionary Art Museum, Baltimore. Provo a descriverlo a ritroso. Si finisce con una full immersion nel mondo dei robot e delle statue ambulanti: c'è un enorme barboncino rosa alto come un elefante e un elefante di pezza, una carrozza trainata da cavalli a ruote e tutti quanti si affrontano in una corsa nel mese di maggio. All'esterno c'è un giardino di sculture e un uovo di 2 metri coperto di vetri colorati. Nell'edificio principale il primo piano ospita le creazioni di menti folgorate da visioni ed è un viaggio impressionante. Tra gli insegnamenti che mi porto a casa, questi due pensieri. Il primo è di Mary L. Proctor, che vive in una casa mobile in Florida, Tallahasse: "When a man loves a woman, he'll never hurt her not break her apart. 'Cause he knows loving her is better than breaking her heart". E in una delle geniali cartoline appese a lato delle scale, sopra e sotto il disegno della pulsantiera di un ascensore: "When mine is higher I feel secretly superior".
La ciliegina sulla torta sono le due grandi stanze del negozio, in cui la creatività impera ancora e libri in italiano sulla schizofrenia fanno compagnia a palline antistress a forma di George W. Bush e chewin-gum che promettono conversioni immediate a religioni in disuso.

Il sito del museo>>Link & Baltimore Kinetic Sculpture Ride>>Link

martedì 17 agosto 2010

Festina USA mini mummy

In un batter di ciglia, tre le pieghe di una giornata afosa, la carovana di Festina raggiunge Baltimora. Il porto è mastodontico, ma prima del tramonto smetto di guardarlo per curiosare nel negozio di musica più famoso della città, il Sound Garden. Hanno una grande collezioni di vinili, che qui vanno alla grande grazie ai nuovi giradischi di design che ho visto in varie case.
Ma non è una canzone a conquistarmi, bensì una serie di esserini plasticosi che aspettano un acquirente in scatoline cubiche sotto alla cassa. Si chiamano Mini Munny, hanno accessori a sorpresa, stickers e pennarelli per disegnare loro occhi, squame, stelle, capelli, pieghe di ciccia. Hanno anche una carta d'identità ed il mio da oggi si chiama Edgar. In onore ad Allan Poe, che si dice essere morto d'improvviso nella stessa via del negozio.

lunedì 16 agosto 2010

Festina USA Power Violence

Ieri dopo un pranzo negli anni '60 con mini jukebox al tavolo e cameriere old fashioned, è successo qualcosa di orribile. La mia Leica ha smesso di funzionare. Un goccio d'acqua ha raggiunto incautamente proprio la parte elettrica e lei ha avuto un collasso. Tentativi di rianimazione, inutili.
Ho camminato in giro per la città, ho provato a distrarmi visitando il museo della costituzione. Per un attimo sono riuscita a non pensarci, mi sono immersa in uno show patriottico e mi sono veramente commossa: mi ha riempito l'orgoglio di essere americana. Non lo sono? Dettagli.
Una pausa caffè, una cena tra amici ma non è durato a lungo. Quindi... Power Violence & Grind Core, siamo scesi in una cantina privata, con le pareti gelate e l'aria bollente e sudata. Canzoni rabbiose di tre gruppi locali, un gran lavorio di spostamento strumenti e casse. Ragazzi con catene attaccate ai piercing, jeans stretti e sventrati, tatuaggi, puzzo di piedi. Non avrei potuto volere di meglio.

domenica 15 agosto 2010

Festina USA Philadelphia

Philadelphia è una città tra parentesi tra due fiumi, il Delawere e il Schuylkill, lungo il quale è piacevole pedalare. 'E fatta di edifici in mattoni rossi e scalinate di musei da cui Rocky Balboa scende correndo. Il miglior modo per esplorarla è camminando. Ci si imbatte in una serie di murales giganteschi che ricoprono pareti senza finestre, probabilmente rimaste nude dopo la demolizione di edifici limitrofi.
Festina si è innamorata della zona in cui è ospitata, che si allunga a Sud di lato all'Italian Market in 9th St. I negozi adesso sono anche sudamericani, orientali, ma l'impronta tricolore tra le bancarelle outdoor resta presente. Tra le specialità made in USA, la Cheese Steak riscuote successo e mette in fila i clienti appassionati, 24 ore su 24.
Una lista degli espositori e notizie storiche nel sito>>Link

sabato 14 agosto 2010

Festina USA Harlem

Festina ama l'America nera, la sente vibrante e potente sotto le sue conquiste. Ecco perchè non ha resistito a spingere i suoi passi fino ad Harlem. Qualche anno fa l'antropologo Franco La Cecla mi aveva iniziato a raccontare le fasi preliminari del progetto di trasformazione del quartiere dal nero al bianco, a vantaggio degli studenti della Columbia e della popolazione non afroamericana. Una firma del peso di Renzo Piano lo aveva contattato per capire come inserire le necessità di un campus tra le reti sociali del luogo.
Festina passa di qui per guardare con i suoi occhi: 125th St fonde negozi chic a bancarelle di prodotti per capelli e incensi. La musica reggae canta anche quando iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. Una sosta allo Studio Museum (>>Link), art for free.


giovedì 12 agosto 2010

Festina USA Coney Island

Luna Park, spiaggia chilometrica, freaks e pin up. Hot dog da record, circo degli orrori e montagne russe. A Coney Island si arriva con la metro al costo di 2,25 dollari, in una 40ina di minuti da Manhattan.
La gente che popola i vostri sogni, è qui. Quella che trovate nei vostri incubi anche. 'E possibile sparare a un bersaglio umano, pescare granchi, pagare il biglietto per vedere donne che ingoiano spade e sputano fuoco, serpenti e sedie elettriche.
Senza passare di qui, New York non mi sarebbe sembrata New York.

mercoledì 11 agosto 2010

Festina USA and friends

New York è quella fetta d'America che fa da ponte con l'Europa. Di certo gli italiani la sentono più vicina di ogni altra città oltreoceano e forse per questo... due amiche hanno raggiunto Festina a New York!
Il viaggio cambia ritmi e cambia lingua, oltre che conquistare la bandierina di un'altra città. Per iniziare a conoscerla oggi grande camminata lungo Broadway St, dall'appartamento di Sullivan St fino a Central Park. Tra le varie tappe, i tre piani di ToysRUs con le bambole del cavolo, una ruota panoramica, una casa di barbie per umani e un tirannosauro animato.
Adesso benedico la connessione del bar che mi ha conquistato in Sullivan St, The Room, e vi dico buonanotte. Come dicevano nel cartone animato di Robin Hood, è l'una di notte e tutto va bene.

lunedì 9 agosto 2010

Festina USA intervistata da radio rai!

Le 5 e 50 di mattina qui negli States, quando la telefonata da Roma è arrivata.
"Sei pronta? Stiamo per mandarti in onda".
Da radio rai 3, sezione mondo, mi hanno chiesto di scegliere un paio di argomenti di cui parlare durante un'intervista condotta da Stefano Trincia. Ho passato il weekend a pensare e pesare la mia esperienza, per decidere di dare spazio al Bayou (Vi ricordate il post? Qui il Link).
Avrei voluto dire più cose, sottolineare il fatto che la terra sta scomparendo per un processo di erosione che la rende al mare. Avrei voluto rendere l'intensità degli incontri che ho fatto. Ho invece avuto modo di parlare della percezione delle persone comuni riguardo alla marea nera, non nascondendo la confusione che viene fuori dalla paura di perdere i soldi derivanti dalla pesca e dal turismo, opposta alla volontà di non andare incontro a rischi per la salute.
Un accenno iniziale anche al Couchsurfing, di cui vi avevo parlato anche qui>>Link

'E bello parlare all'Italia e, per dirla con le parole di Elio Germano, agli italiani che fanno di tutto per rendere il paese migliore nonostante la loro classe dirigente.

domenica 8 agosto 2010

Festina USA Florida and the food

Per la forma e la posizione sulla mappa la Florida potrebbe dirsi il Salento americano, l'estremo sud est che si allunga in una penisola. Diversi elementi del luogo ammiccano all'Italia, seppure con un po' di confusione. Qui come a Chicago, a Memphis, a New Orleans, le insegne di ristoranti tricolori sono un elemento diffuso e familiare. Ma cosa c'è oltre il clichè? La pasta "all'Alfredo" va alla grande e nessuno pare sospettare che in Italia non esista. L'origine del piatto è connessa a un romano, al burro e al formaggio, ma niente di più. E la pizza "Pepperoni" è al salame piccante.

A volte rido altre allibisco davanti agli sfondoni e alle frasi sgrammaticate, ma la decisione più saggia mi pare concentrarsi sui cibi americani. In particolare ieri ho dedicato il pomeriggio alle specialità made in Florida e alle degustazioni gratuite nell'area del St Armands Circle di Sarasota. Per iniziare la Key Lime Pie, verde torta aspra e dolcissima, preparata con il succo tipico delle Key. A seguire, la scoperta dei vini più stravaganti del paese: preparati assolutamente senza utilizzare l'uva! Tomato, Carrot, Honey wine, ma soprattutto tanta frutta locale tra cui Orange, l'orgoglio dello stato, Grapefruit, ancora Key Lime e Tangelo, reperibile in Florida solo a febbraio.
Per non consentire agli zuccheri di calare, il tour è preoseguito in direzione di Kilwins. Si tratta del tempio del cioccolato che richiama i fedeli con un intenso odore sensuale. Dalla vetrina si osserva la preparazione dei dolci, all'interno ci si mette in fila per conquistare due palline del gelato fatto in casa. Tra i gusti più richiesti, segnalo il Peanut Chocolate.
Con l'assoluto bisogno di un boccone salato, siamo infine infilate in un negozio di olio e aceto. Mi sono scolata con piacere imprevisto un olio al basilico e ho annusato un aceto balsamico di Modena. Allora la tradizione italiana non fasulla c'è, sotto sotto.

Sito della vineria>>Link
Sito del Kilwins>>Link

venerdì 6 agosto 2010

Festina USA Drive In Movie

Cioccolata e repellente spray contro gli insetti. Finestrini abbassati e luci spente. I Drive In Theatre esistono ancora, basta saperli trovare. Insisti insisti, mi sono fatta portare a vedere un film in macchina da Tina, che non poteva credere di essere lì senza un ragazzo da baciare, come quando era un'adolescente ribelle del Queens.
Di fronte alla Tampa Bay, nella cittadina di Ruskin, questo pare essere un divertimento serale per famiglie. Nel prato una quindicina di grosse vetture parcheggiate accanto agli speakers, da cui si ascolta l'audio del film. Tre ragazzine sedute sul retro di un furgone, donne e bambini su sedie pieghevoli appoggiate sull'erba, i motori che ogni tanto vengono riaccesi per un giro di aria condizionata. La proiezione parte dallo stesso casottino in cui vendono gli snack.
Al costo di 5 dollari a persona si possono vedere due film, il primo è una commedia animalista per famiglie, il secondo un episodio di Twilight. M'è venuta in mente la scena di un gruppo di ragazzi che escono dal bagagliaio di una macchina vecchio stile una volta passata la biglietteria, pronti a fare i bulli masticando chewingum. Non ricordo in quale film l'ho vista, era un po' di tempo fa.

mercoledì 4 agosto 2010

Festina USA 3 women Safari

Let's go see Manatees! Alle tre del pomeriggio Tina mi ha fatto salire sulla sua macchina e ha iniziato a guidare da Sarasota verso Sud, intenzionata a farmi incontrare un lamantino nel suo habitat estivo: la costa del Golfo del Messico. Siamo passate a prendere la cugina Pat e abbiamo divorato la strada che ci separava da Venice.
Primo stop in un moletto appena dopo un ponte levatoio. Uccelli dalle lunghe gambe frescheggiavano tra le frasche, mangrovie in salute esibivano nuovi tentativi di radici tra i rami e un granchietto grigio credeva di fregarmi mimetizzandosi sulla sabbia.
Di nuovo in macchina fino a North Jetty, abbiamo percorso la scogliera artificiale e una ragazza è uscita dall'acqua raccontandoci che pochi minuti prima un paio di lamantini le sono passati sotto mentre faceva il morto a galla. Ha potuto toccarli e dice che capitano lì tutti i giorni, brucando intorno agli scogli. Su un palo poco al largo un gruppetto di pellicani scruta la trama delle onde con attenzione scrupolosa da correttori di bozze. Ogni tanto uno di loro si tuffa per pescare, ma non riesco a capire se con successo o meno. Una donna sullo scoglio vicino al mio afferra un pesce però lo rigetta in mare. Fish not good. Good for the fish.
Tina ricompare con il costume da bagno e la visiera in testa. Mentre Pat e io mettiamo i piedi in acqua e cerchiamo conchiglie, lei prova a nuotare ma l'acqua è... troppo calda. Unbelievable.
Il safari continua, direzione South Venice. Le strade hanno nomi come Sorrento, Milan, Salerno, Turin. Cerchiamo di evitare le nuvole più brutte, quelle che portano fulmini e hanno la forma di una torre. Ma la tempesta ci raggiunge e l'unica cosa da fare è sedersi al Tiki Bar, ascoltare Bob Marley, mangiare una frittura di calamari e beve Pina Colada. E poi ritorno a casa mentre sfuria la tempesta, tanto in macchina si è al sicuro dai lampi.
Manatee ti becco domani ;]

martedì 3 agosto 2010

Festina USA e John Ringling

Puoi fare e divenire quello che vuoi. L'essenza del sogno americano si concretizza davanti ai miei occhi in posti come il Ringling Complex a Sarasota, West Florida.
John Ringling nacque povero e migrante per diventare un magnate del circo che toccò le stelle nei ruggenti anni '20. Poi perse praticamente tutto, ma con uno stile e una lungimiranza impeccabili. Oltre a portare a spasso il circo a bordo di un treno lungo e fantastico con i suoi fratelli, il nostro uomo si innamorò di una donna nata in una fattoria ma con un naturale talento per apprezzare l'arte. Il loro progetto più grande fu costruire insieme la Cà d'Zan Mansion, un palazzo in stile gotico veneziano pieno di arredi sorprendenti e stanze per gli ospiti. Amava intrattenere i personaggi influenti dell'America dell'epoca con serate danzanti, alcolici che continuarono a bagnare i bicchieri anche durante il proibizionismo e vedute sulla baia.
Nel giardino statue, musei per sognatori come quello del circo e gallerie per introdurre i giovani all'arte internazionale. Statue di nani ammiccanti e piante che trasformano i rami in radici pendenti che diventano tronchi. Un teatro arrivato qui dopo che la popolazione di Asolo (Veneto) l'aveva dimenticato, un ristorante chiamato Treviso.
Altre foto scattate dalla vostra Festina, e per maggiori info il sito del museo>>Link



domenica 1 agosto 2010

Festina USA gospel

In diretta dal Louis Armstrong New Orleans International Airport, Festina aspetta il suo volo che per arrivare in Florida farà tappa a Charlotte. Quel che si suol dire, passare da Roma per andare in Mugello.
Come un cavaliere medievale bisognoso di una benedizione alla vigilia di un'imminente partenza, questa mattina alle ore 10:00 in punto sono entrata nella St.Augustine Catholic Church nel quartiere di Tremé. Un coro gospel accompagnato da una cantante pianista e da una donna col sax ha alzato al cielo un canto vibrante e mistico. Poche parole del prete e ne è seguito un altro, ogni fedele sulle panche batteva le mani e un uomo seduto dietro di me ha attaccato a seguire le parole con una voce così profonda da farmi tremare.
Ho pensato così tante cose nello stesso momento che non posso spiegarle: schiavitù, gioia, vita, riti, fede. La celebrazione dura fino alle 12:00. Fuori dalla chiesa, ho trovato Robert e mi sono fermata a parlare con lui. "La prossima settimana la messa sarà bellissima e avremo la parata perchè ci sarà il Satchmo festival, lo sai" mi ha detto con quel tono insistente che vorrebbe farmi rimanere. Anche una parte di me è restia all'idea di lasciare questa città, eppure so che è il momento di andare. Se rimanessi potrei perdere del tutto la testa e svegliarmi una mattina con la pelle nera, ignara di tutto quello che sono stata prima di arrivare qui. C'è qualcuno che di questo potrebbe soffrire troppo.

sabato 31 luglio 2010

Festina USA VolunTourism

Lo chiamano VolunTourism ma credo si avvicini più allo spirito di conoscenza del viaggiatore che a quello del turista. Si tratta della possibilità di partecipare a attività di volontariato durante la visita di una città come New Orleans. Tra Katrina e la marea di pertolio, questo luogo recluta continuamente persone ed il lavoro più richiesto consiste nel ricostruire le case e restituirle alla popolazione ancora in attesa dopo 5 anni.
Tra le diverse organizzazioni presenti, Festina si è iscritta on line a HansOnNewOrleans. Hanno un calendario di progetti tra cui scegliere e incontri settimanali di orientamento. Mi sono candidata come volontaria e per cominciare ho preso parte a una mattinata di servizio alla Mission, dimora e mensa per clochard. Il lavoro si è svolto in cucina e nella stanza di smistamento abiti a seconda delle taglie.
Come seconda esperienza, un sabato mattina di giardinaggio urbano a Mid-city. Ok il risveglio all'alba è arduo, ma poi l'entusiasmo di certe ragazze è capace di contagiare anche un cadavere reduce da una notte brava.
Qualcosa in più di un luogo si capisce e si può lascia una traccia pulita senza smettere di essere nomadi.

Il sito di riferimento>>Link

Festina USA birthday

Compleanno in viaggio. Come da manuale le persone che ti amano sono lontane, i tuoi grandi amici si dimenticano di mandarti gli auguri e ti pare di invecchiare solo sulla carta: la miglior cosa da fare è Festineggiare! Per Festineggiare si intende Festeggiare alla maniera di Festina, che nello specifico oggi ha scelto di essere a New Orleans e si è concessa di:
  • fare colazione da Rue de la Course (angolo Oak Street) con tè freddo e torta alle carote;
  • diventare amica intima di Robert, guida del Backstreet Cultural Museum (1116 St. Claude Ave) che tutto sa di Mardi Gras, Jazz Funeral e donne tanto innamorate da fare un manichino del marito quando diventano vedove, per portarlo ogni giorno con sè;
  • mandare a fanchiù la segretaria indisponente di un altro museo alla presenza del suo direttore;
  • spaventarsi davanti alle statue di cera del Conti Wax Museum;
  • coccolarsi con la musica cubana di un ristorantino aperto anche dopo le 14;00 in cui avevano finito le ostriche ma cucinano degli ottimi fagioli;
  • vedersi blu alla luce subacquea dell'acquario, vasca Gulf Coast sponsorizzata tra gli altri dalla BP;
  • desiderare a voce bassa e stringendo i pugni davanti allo scorrere del Mississippi;
  • spengere una candela all'inaugurazione della mostra della Eiffel Society, che ha luogo nell'edificio più strampalato della città, 2040 St Charles Av;
  • farsi portare a cena fuori dalla sua nuova amica Erica da Dick & Jenny's (4501 Tchoupitoulas Street) e farsi celebrare dal personale capitanato da un secondo Robert;
  • rinunciare alla visione di mezzanotte di Shining;
  • tradurre A te di Jovanotti guidando verso casa. E poi come la sapevano lunga i Beatles, All you need is love. Love from everywhere.