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sabato 20 ottobre 2018

Festina e gli Alpaca sull'Appennino


Disarmante la disponibilità di Greta ed Andrea, che ci hanno aperto il cancello del loro allevamento di Alpaca la scorsa domenica.
Hanno sopportato me con le mie trecento domande, rispondendo con gioia per spiegare la loro passione per questo animale originario delle Ande. L'idea di iniziare ad allevarli qui, nell'Appennino Toscano, nasce dalla voglia di portare avanti la tradizione tessile del territorio pratese, e dalla morbidissima fibra che dalla tosatura degli alpaca si ricava.


Un asinello maldestro, due canoni a pelo lungo, una manciata di polli convivono nell'allegra fattoria degli alpaca, che si chiama Anticofeudo Alpacas. Lo sapevate che l'alpaca è un delicato giardiniere?
Bruca attentamente l'erba senza danneggiare ad esempio la menta ed il finocchio.

Oltre a prendersi cura dei bisogni quotidiani degli alpaca, che ruotano intorno a fieno, pulizia e coccole, Greta realizza personalmente capi di abbigliamento con "filati anallergici, 6 volte più caldi della lana, soffici e con colori naturali. Seguiamo e assistiamo la nostra fibra in ogni trasformazione dalla tosa alla filatura, fino alla realizzazione di prodotti finiti". La trovate in Santo Spirito ed in  SS. Annunziata a Firenze per fiere della lana e fierucole.

festina lente travel

Consiglio vivamente a chi ha voglia di un'esperienza tenera ed istruttiva a contatto con un bel branco di animali, in prevalenza femmine con i loro cuccioli. Date un colpo di telefono per fissare con Greta -  tel 3891194575. 

QUI il sito internet di Anticofeudo Alpacas. Ecco le coordinate per arrivare>>Clicca qui
Lo trovate tra Vaiano e Vernio (Prato), e chi sono io per impedirvi una sosta con tortelli e porcini, al ritorno?

martedì 7 agosto 2018

Festina summer: Versilia fiumi e mari

versilia suggerimenti

Sono una Toscana del Sud e per me Mare è sempre stato sinonimo di Maremma. Perché il mare che ci cresce, a noi toscani, è spesso il più veloce da raggiungere.
L'occasione per conoscere meglio la Versilia si è presentata questa settimana con una casa a Marina di Pietrasanta e l'invito a prendere possesso per quante sere volessi di uno dei letti addossati alla finestra, che di sera si respira meglio.

Avete letto della nube tossica che si è alzata dall'incendio di un capannone industriale questo venerdì?
Ecco, un treno regionale con sadico cambio a Pisa di 5 minuti e ritardo di 6 mi ha depositato alla stazione di Pietrasanta giusto giovedì sera. Ho quindi fatto in tempo ad ammirare di notte la passerella di Marina di Pietrasanta che ospita enormi sculture, pescatori e santi che camminano sulle acque e patire un bel caldo mattutino alla spiaggia libera, prima di avvistare il fumo nero a qualche chilometro di distanza, mentre in macchina ci dirigevamo alla prima delle destinazioni di cui vi voglio parlare.

candalla lombricese

Puntate la macchina verso l'Osteria di Candalla, ben indicata dal GPS ed incantevole con il suo spazio ristoro sul fiume. Parcheggiate pure nei suoi pressi, quindi continuate a piedi fino a raggiungere un ponte, dotato di cannella per abbeverarsi ed una cristallina enorme vasca di acqua rifornita da una cascata. Sarà solo la prima della giornata. Un percorso ad anello attraversa il bosco, i ruderi degli opifici abbandonati e conquistati dalla vegetazione, salendo fino al paesino di Casoli. Mulini in disuso, ferro battutto, more selvatiche.
La pozza che abbiamo scelto per una nuotata si trova proprio alle spalle di un rudere, a 10 minuti di cammino in salita dopo il ponte. Tante altre le cascate e le polle che forma il torrente Lombricese, sulla riva destra anche una parete di roccia da scalare.


festina lente blog


Destinazione fluviale alternativa in direzione Nord. Lo chiamano Malbacco.
Se come noi partite alla volta di Malbacco un weekend di agosto, potete giocare d'astuzia e lasciare da parte la bella cascata che attira le folle e fermarvi ad una delle pozze precedenti. Fantastiche, tra l'abbandono degli impianti in pietra in disuso, gelide e abbastanza profonde per nuotare sotto un tetto di alberi. Superate il cartello di fine paese e poi salite per poco più di 1 Km.

Una volta smaltito il caldo e respirata la bella aria di bosco, succederà che vi verrà appetito.
In circa 20 minuti da lì si raggiunge il centro storico di Massa, dove Sabina aveva scoperto Il covopizzeria specializzata in cecìna o farinata (qui chiamata Calda Calda) ripiena di ogni ben di Dio. Cotto e stracchino, cipolle, fagiolini, mozzarella provola e zucchine, ma anche semplice: come la fa Elisabetta non l'avete mai assaggiata.

massa tuscany


Che poi al mare ci siamo stati anche noi. E se di bagni attrezzati in Versilia ce ne sono tanti, che dico tanti, troppi! Di spiagge libere un po' meno. La più rustica e libera che abbiamo trovato è giusto a Marina di Massa, difronte alla Colonia Ettore Motta. Di lato un chiosco molto attrezzato che fa fritture di pesce come polli arrosto, e quando a mezzanotte vi sfilerete il vestito ed anche il reggiseno per un bagno magno sotto le stelle, un karaoke stonato vi terrà compagnia senza imbarazzi.
Ciottoli bianchi, fila di scogli che trattengono le onde, camper parcheggiati nella piazzola alle spalle, facce di residenti che la frequentano dal primo sole ed ormai tendono al color nocciola tostata. Per noi altri che domani si torna a lavorare, tintarella di luna con stella cadente.



Certo ci sarebbe tantissimo da aggiungere: chi non la conosce la Versilia? Ha avuto come testimonial nazionale anni '90 Mario il Bagnino di Panariello, inoltre è terra di locali che attirano orde di fiorentini rileccati sull'A11 . Con Viareggio, patria indiscussa del carnevale satirico e protagonista del rito di passaggio dei maturandi a cento giorni dall'esame: tutti a scrivere un numero sulla spiaggia provando a indovinare il voto finale. Macchinate di diciottenni dirette al mare, mi ricordo che una delle nostre vetture ne tamponò un'altra in autostrada.

Di sicuro sapete anche voi cento e una dritte per un weekend da urlo in Versilia.
Se avete segnalazioni, scrivete pure!

mercoledì 20 giugno 2018

Festina Unusual Travel - Festa Gitana a Saintes Maries

festina lente blog

Li possiamo chiamare Zingari, Gipsy, Gitani, Rom, Sinti. Il Nazismo li ha perseguitati e sterminati nell'ordine delle 500.000 vite umane. Interi governi nazionali con piani di omologazione forzata hanno negato loro il diritto ad un'istruzione che mantenesse la loro lingua e hanno operato un piano sistematico di sterilizzazioni involontarie delle donne che andavano a partorire in ospedale. 
Una consistente transizione dal nomadismo alla sedentarietà di queste popolazioni, variegate al loro interno, è stata prodotta da costrizioni amministrative locali e dal mutamento del sistema economico e produttivo che ha affievolito l'offerta di lavori itineranti e stagionali nelle regioni rurali di mezza Europa.

Cosa accadrebbe se mi svegliassi e fossi una di loro, almeno per un giorno?


Siamo a Saintes Maries de la Mer, nella regione della Francia Meridionale denominata Camargue. In questo territorio di paludi lambite dal mare, si vive di raccolta del sale, di allevamento di cavalli e tori allo stato semi-selvaggio, di turismo naturalistico e produzione vitivinicola.
Saintes-Maries-de-la-Mer deve il suo nome alla leggenda secondo la quale Maria Jacobé e Maria Salomé, parenti di Gesù Cristo, furono cacciate dalla Giudea imbarcate su una barca senza remi. Fu la Provvidenza a condurle sulle rive della Camargue, dove furono accolte da una giovane camarguaise dalla pelle nera, di nome Sara, divenuta in seguito la santa patrona dei gitani di tutto il mondo.
Ogni anno il 24 maggio Rom e Sinti accorrono in paese per celebrarla e battezzare i loro figli, e la tradizione persiste anche se grossi camper motorizzati hanno sostituito le carrozze trainate da cavalli.


Le manifestazioni religiose che portano le statue di Sara (il 24.05) e delle due Marie (il 25.05) fino dentro al mare (con un mix di culto cristiano e induista che rivela le origini delle popolazioni gitane) sono accessibili e colorate, sono più numerose le persone intente a fotografare di quelle che gridano le loro preghiere. Vive les Saintes Maries! Vive Santa Sara! Un gruppo di cavalieri in sella si allinea in mare a cornice della processione, il manto bianco dei cavalli a contrasto con quello dei costumi colorati dei gitani. Entrare nell'acqua fino alla cintura è stato il mio battesimo al luogo. Una visita alla chiesa ed alla cripta in totale libertà ha regalato al mio piccolo gruppo di Gagé un'esperienza intima e intensa. Tangibili il rispetto e la venerazione per la minuta statua di Sara la Nera.

santa sara


Il pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer esiste grazie ad un nobile dalle origini fiorentine e ghibelline: Folco Baroncelli, nato nel 1869 ad Aix- en- Provence, difese i diritti della minoranza gitana ed ottenne nel 1935 che i Gitani potessero festeggiare pubblicamente la loro patrona. Il marchese Baroncelli fu esponente del Felibrismo, movimento letterario nato in Francia sulla scia del movimento romantico, che tendeva a valorizzare la difesa della lingua occitana a salvaguardia dell'identità culturale provenzale. Sempre a lui si deve il rinnovamento delle tradizioni legate all'allevamento dei cavalli della Camargue, che innovò ispirandosi al Wild West Show di Buffalo Bill.

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Pianificando il mio pellegrinaggio, mi hanno sorpreso la disponibilità e preparazione dell'Office du Tourisme di Saintes Maries de la Mer: rispondono alla mail info@saintesmaries.com  anche in italiano. E chi non potesse visitare la zona a maggio, ha diversi altri appuntamenti da appuntarsi nel corso dell'anno. 
Assolutamente consigliato per mangiare il ristorante O Pica Pica con i suoi cannolicchi e le arselle fresche, decisamente sopra la media delle paelle insipide dei menu fissi.
La sera, un po' diversa dalle aspettative lasciate intendere dall'espressione "grande festa gitana": abbiamo ascoltato il flamenco dei suonatori a cappello tra i tavoli dei ristoranti, ma l'unica festa spontanea trovata presso uno degli accampamenti stentava ad assumere un ritmo trascinante per i cambi di chitarristi. L'atmosfera era piuttosto rilassata in prossimità di un vagone storico in penombra, sotto la luce galla di un lampione, mentre poco più in là un camper pieno di lavatrici tirava i fiato dopo una giornata di lavaggi a pieno ritmo. 



Foto di Matteo Macrì.

piccola bibliografia di viaggio anti-stereotipi
Piasere, L. I rom d'Europa. Una storia moderna, 2009
Tosi Cambini, S. La zingara rapitrice, 2008
Gauss, K. I mangiacani di Svinia: un'epopea rom, 2008

domenica 15 aprile 2018

Festina la Cina è vicina

tai chi prato

Anche se dobbiamo a Marco Polo la narrazione di un appassionante viaggio in Oriente durato 24 anni, l'esploratore che mi ha portato in Cina questa mattina è Cristoforo Colombo. 
Siamo a Prato, la città italiana nota per le manifatture e la più grossa concentrazione di cittadini cinesi. In prossimità del Macrolotto, dove la maggior parte di loro lavora ed abita, troviamo i giardini di via Colombo. Questa area di verde pubblico, raggiungibile in 15 minuti a piedi dal duomo o dalla stazione di Prato Porta al Serraglio, assiste da circa 12 anni alla pratica di discipline quali il Tai Chi, meditazione, arti marziali e danze cinesi. Ogni mattina. 

chinese dress code

Sono le 9 e qualcosa. Una folla scomposta di signore con due eccezioni maschili fa riscaldamento seguendo le istruzioni in cassetta. Il mangianastri pende dal ramo più basso di un grande abete al centro di una piazzetta circolare. Una voce cinese elenca diversi esercizi e le mani salgono, scendono, si curvano, mentre i passi tengono un ritmo di marcia. Si può appoggiare la giacca su una panchina ed unirsi a loro, hop hop hop. Una sorta di Gioca Jouer rarefatto. Arrivano altre persone che si aggiungono, finché l'aerobica finisce ed il gruppo si dissolve. 

tai chi prato

Con una transizione che appare collaudata, il maestro di Tai chi che stava praticando in un angolo viene raggiunto da un gruppo dei precedenti partecipanti più altre persone e cambia la musica, cambia la disciplina. La fluidità dei movimenti del maestro ipnotizza e regna una profonda concentrazione in tutti. Nessuna spiegazione, si impara per osservazione ed imitazione. 
"Divertiti?" ci chiede una donna con la mascherina antismog al termine della pratica. "Torna domani!" ci tiene a invitarci a frequentare questa frontiera sotto l'albero. Un signore italiano raddoppia l'invito, venendo a raccontare qualche dettaglio in più.
Quello di via Colombo è decisamente un giardino con ambasciatori: Qui un approfondimento dalla stampa locale.

eat chinese

La maggior parte dei cinesi residenti a Prato proviene dallo Zhejiang, specialmente da Wenzhou e dalle città satellite. Con tutto questo movimento m'è presa fame e approfitto della vasta scelta di tavole calde lungo via Pistoiese per provare un po' di sapori tipici della loro terra. Con 3 euro possiamo scegliere 3 secondi e assaggiarli con una bella ciotola di riso bianco. Sono le 10 del mattino.
Nella tv del locale seguiamo senza capire una parola uno show tv che ci appassiona. Uomini che si presentano davanti ad una ciurma di 24 donne. Tornati a casa scopriamo che si tratta di If you are the one, condotto da Meng Fei. Brillante. Si trova online sottotitolato dalla SBS 2.

giovedì 16 novembre 2017

Festina Unusual Travel Indonesia: Bali

frangipani bali

Un viaggio a Bali inizia molto prima di atterrare sull'isola degli Dei. La nostra immaginazione inizia a decollare dopo aver seguito Julia Roberts in Eat, Pray Love, tra risaie verdeggianti, tradizioni induiste e coste maestose. E se il mezzo più diffuso per spostarsi da un villaggio all'altro è senz'altro il motorino, camminando a piedi tra strade d'asfalto e sentieri di campagna verremo sopraffatti dalla natura che fiorisce in ogni anfratto, dai colori delle piante e dalle dimensioni dei frutti. A passo lento capiterà di incrociare in vari momenti della giornata le signore dedite a portare offerte agli altari diffusi ai lati delle strade.
TIP Per coprire le distanze più grandi senza disporre di mezzi propri, scaricare le app Ojek e Grab per trovare passaggi online a prezzo stabilito e sottrarsi all'avvilente rilancio alle stelle dei prezzi che i tassisti e i mototaxi perpetuano al cospetto dei turisti bianchicci.


visit tanah lot

La spiritualità gioca senz'altro un ruolo fondamentale per il fascino di Bali. I templi sono disseminati da un capo all'altro dell'isola, spesso a cornice dei paesaggi più belli: al centro di laghi di montagna, su scoscese scogliere battute dalle onde. A meno che non vogliate visitarli tutti, uno ad uno, consiglio i due che mi hanno fatto sentire parte del luogo: Tanah Lot, con il braccio di mare da attraversare per rendere omaggio alle divinità della grotta (accessibile tutto l'anno ai turisti) e Tirta Empul a nord di Ubud, dove il rituale che porta a immergersi sotto le molteplici fontane sacre purifica la mente e tonifica il corpo.
TIP Indossare un costume intero sotto ai vestiti aiuta non poco nello sperimentare i rituali legati ai vari luoghi sacri. L'acqua la fa da padrona tra piogge improvvise e fontane antichissime e sarà richiesto di indossare un pareo (sarong) in rispetto alle usanze locali. Scegliere i momenti di minore affollamento favorisce la comunione con lo spirito dei luoghi.

kecak in bali

Capita di ascoltare orchestre di Gamelan che si esercitano all'inizio della notte per l'imminente processione che attraverserà il paese. Poco distante le bambine ripetono le movenze della danza tradizionale con musiche registrate. Soprattutto in prossimità della giungla, il canto dei tukke scandisce il tempo, alternandosi con le sonore dichiarazioni dei galli, allenati in vista dei combattimenti. Il concetto di silenzio viene sostituito da quello di polifonia, immersiva esperienza di un mondo retto da connessioni che hanno bisogno di tempo e pazienza per rivelarsi.

ikat bali

A caccia di oggetti d'artigianato per portare a casa un pezzo di Bali?
Suggerisco una visita al villaggio di Tenganan (parte Sud Orientale dell'Isola) in cui ogni casa ha il suo telaio e si vive ancora secondo la legge tradizionale. Chi lascia la comunità per esempio, non sarà più autorizzato a farvi ritorno. E per una sosta in riva al mare, la tranquilla Candi Dasa si trova giusto a dieci minuti in motorino. Senz'altro ci saranno resort superattrezzati, la mia esperienza da sogno ha avuto come scenario il semplice ed economico Crystal Beach Bali. Spiaggia privata, piscina sotto le palme, possibilità di mangiare all'ottimo ristorante dell'albergo, avvolgersi dentro un sarong appena comprato, dormire sotto le stelle e aspettare che a svegliarvi ci pensi l'alba.

venerdì 19 agosto 2016

Festina in Bosnia-He: incoscienza e conquista


Mi ha riaccompagnato alla pensione nell'attimo preciso in cui il Muezzin dall'altro lato del fiume ha iniziato a cantare. Ha annunciato la preghiera dell'alba ed io, tutt'altro che coperta da capo a piedi e polverosa di detriti e di vita, mi sono trovata assolutamente pronta per pregare.

Un paio di ore prima stavamo camminando lungo il Bulevar ed ho iniziato a fare le mie cento domande su edifici e storie. Qua e là tra palazzine abitate e ristrutturate intravedevo edifici in rovina, con ferite vecchie vent'anni e pietre nude barricate alla buona con travi ed oblio. "Noi ci entriamo in questi edifici. Più avanti ce n'è uno alto diversi piani, all'interno è pieno di vetri rotti e rifiuti. Ma facendo attenzione puoi salire fino in cima, c'è un punto in cui ti puoi sedere con le spalle contro una recinzione. Puoi stare lì e pensare".

Abbiamo continuato a camminare pigramente, una serie di graffiti ha prodotto altre domande. "Cosa c'è scritto qui? Cosa vuol dire sloboda?" "Vuol dire libertà". D'un tratto nel buio di una strada laterale ci siamo fermati alle spalle di un muro di due metri. A quel punto è stato lui a chiedere a me: "Allora vuoi che andiamo?" Ho messo insieme i pezzi in tre secondi ed ho detto di sì. Lui mi ha spinto sul bordo di quel muro, è salito e risceso dall'altra parte e mi ha aiutato ad entrare. Una pietra di qua e una corrispondente di là aiutano gli intrusi a fare quello che stavamo facendo noi. Introdursi nella enorme carcassa di una vecchia banca, data all'odio e alle fiamme, adesso ai vandali ed ai poeti.

Abbiamo esplorato il piano terra. Mi aveva avvertito, il pavimento di cemento vivo è zeppo di ferri piegati e bottigliacce sparse. Sinceramente, non so bene che altro. La mia vista è totalmente assetata di disegni e simboli, li cerco nelle pareti, li tocco e me li metto dentro, in assenza di macchina fotografica o altri ausili di memoria. Il telefono lo stiamo usando per illuminare dove mettere i piedi.
L'edificio è un parallelepipedo con una base stretta e lunga. Una scala solida ma esposta alle raffiche di vento per l'assenza della parete laterale sale di piano in piano. Con l'altezza aumenta la potenza del vento e si conquista un panorama di luci e movimenti sulla città.



All'ottavo piano, la scala si interrompe. Una scaletta verticale in metallo ci separa dalla conquista del tetto. Lui di nuovo "Vuoi che andiamo?" e prima di riflettere, mi trovo con le mani su un piolo ed i piedi che seguono, incredibilmente stabile nel mio intimo vacillare. Una pioggia lieve e una nuvola appiccicosa coprono il cielo. Essere sul tetto è come volare, si vede tutto e si vede lontano. Tra vetri rotti prendiamo posto accanto alla recinzione. Dico "thank you" a quell'angelo di demone che mi ha portato fin lì.

Se ci volete andare, trovate il palazzo difronte al Gymnasium. Non andateci soli, se potete. Solo dopo, facendo delle ricerche, ho letto che era la torre da cui l'esercito croato prendeva di mira il popolo bosniaco sopra Spanski trg. Proprio lo scheletro di quella vecchia banca era stato la torre dei cecchini. Adesso ci si portano i turisti a fare scatti, ci si va a scrivere, drogarsi e scopare.  Quando qualcosa e qualcuno di nudo si rivela a te così improvviso, è tangibile l'illusione di aver affondato una mano sotto il velo della superficie. Per questo Allah ti rendo grazie.

giovedì 18 agosto 2016

Festina in Bosnia-He: Stari Most

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Siamo arrivate a Mostar che sono le sette di sera.

Tre ore ci sono volute soltanto per varcare la frontiera dalla Croazia dopo una lunga fila e la minaccia di non poter proseguire non disponendo di copia dei documenti assicurativi della macchina. 
Ma il destino è stato benevolo e alle sette di sera siamo arrivate in città. 


Ho guidato andando a naso e dirigendomi in prossimità del ponte sul lato ovest. Avrei scoperto più tardi di essere sulla parte croata, cristiana, contrassegnata da una croce alta sul colle a ridosso della città. Il parcheggiatore dello spazio a pagamento di lato al nuovo hotel Hilton in costruzione ci ha raccomandato una pensione (Mostar Pansion) e lasciato il borsone nella camera (30 euro a notte per due persone) siamo andate ad innamorarci dello Stari Most.

Le vie scivolose che conducono al celebre ponte, distrutto nel 1993 durante il conflitto e ricostruito nel 2003, sono zeppe di attrazioni turistiche, tra ristoranti e bazar. L'odore della carne sulla griglia, servita in ogni dove con pite di pane caldo, si mescola al vociare di una folla eccitata. I prodotti di artigianato spaziano dai tappeti alle suppellettili d'epoca bellica, ed è a questo punto della storia che fa la sua comparsa il meraviglioso Bola.

In tanti a Mostar parlano un po' di italiano, quello che rende Bola speciale è il suo avere qualcosa di interessante da dire. Settantenne, bosniaco, commerciante nella bottega che la famiglia si passa da generazioni, da giovane era un abile tuffatore che si esibiva proprio dal ponte sulla Neretva. Ci mostra un libro che lo ritrae e lo immortala, così fiero che anche i suoi nipoti ed i nipoti dei loro nipoti potranno ricordare la storia.

festina lente blog firenze

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sabato 25 luglio 2015

Festina Unusual Marseille

Festina lente blog

Weekend lungo a Marsiglia. Cosa c'è da vedere?
Ti diranno di salire a visitare Notre Dame de la Guarde, di non farti rubare il portafoglio mentre ti fermi ad osservare il mercato del pesce al Vecchio Porto ma di non badare a spese per assaggiare la bouillabaisse, zuppa di pesce che prende il nome dal lento borbottare dei tempi di cottura. Tutte queste informazioni si trovano nelle diverse guide online o cartacee. Per acquistarne una a Firenze c'è la libreria On The Road specializzata in viaggi>>Link

Ma ecco un elenco di Unusual place che fanno la differenza per una prospettiva locale sulla città dei romanzi di Izzo.

BELLE DE MAI
Friche la Belle de Mai, il nome è già una poesia. Nel quartiere operaio a Nord-Ovest della stazione dei treni, una manifattura tabacchi si trasforma in 45.000 mq di socialità e cultura con una propria economia. Plus estivo, la terrazza sul tetto.
www.lafriche.org


COURS JULIEN
Shopping in negozi vintage, di design ed arredamento con le saracinesche coperte di murales coloratissimi, ristoranti etnici che spaziano dal Libano al Senegal, fino ad arrivare in Portogallo. Animata vita notturna, posto del cuore: Champs de Mars, tra pastis e concerto blues.
Esplora la zona con la Google Walk.

PANIER
Il quartiere più antico della città, scampato ai bombardamenti ma non ad una recente ristrutturazione che ha sostituito la reputazione malfamata con una veste più rispettabile. 
Sosta apprezzata, Bar Manolo


MUCEM
Il nuovo museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo si erge sul molo, inserendosi nel panorama tra la Basilica della Major ed il Forte situato alla bocca del porto. Toglie il fiato il camminamento esterno, caleidoscopio realizzato con una spessa trina di metallo che culmina sulla copertura della terrazza sul tetto.
www.mucem.org

CITE RADIEUSE
L'Unité d'Habitation progettata da Le Corbousier nel secondo dopoguerra è accessibile e visitabile al piano degli studi, dei negozi e sul tetto. C'è anche un hotel che scandalizza la maggior parte dei suoi ospiti. 



ESTAQUE: MARE MARE MARE
Le calanques devono essere bellissime se le conquisti via terra, da uno dei percorsi a piedi che si snodano lungo la costa. Se ci devi arrivare in battello, con il mare mosso e vederle di sfuggita, meglio davvero prendere un autobus e godersi Estaque. Cittadina a Nord di Marsiglia, meta di vacanza di Paul Cezanne, ha un porticciolo e più avanti la plage de Corbières: spiaggia con docce gratuite, camioncino merenda che vende tranci di pizza e barriera di scogli che rende il mare una piscina, salatissima, in cui la felicità ti fa capire che puoi camminare sulle acque.
Non chiamatela Azzurra, questa è Costa blu. Bellissima.


venerdì 6 febbraio 2015

Festina Unusual Lisbon


Weekend lungo a Lisbona. Cosa c'è da vedere?
Ti diranno di andare a Belem e al Castelo de Sao Jorge, di salire sull'Electrico 28 che si arrampica in salita, ammirare gli azulejos che decorano l'esterno dei palazzi, mangiare sardine e baccalà. Tutte queste informazioni si trovano nelle diverse guide online o cartacee. Per acquistarne una a Firenze c'è la libreria On The Road specializzata in viaggi>>Link

Ma ecco un elenco di Unusual place che fanno la differenza per una prospettiva locale sulla capitale lusitana.

intendente das joanas



INTENDENTE
Largo do Intendente è una piazzetta variopinta all'interno della Mouraria, il quartiere popolare e multiculturale che condivide la collina con la ultra celebrata Alfama. Raggiungibile con la metro verde: ha la sua fermata e ci si arriva anche provenendo da ANJOS e da MARTIM MUNIZ, passeggiando tra parrucchieri brasiliani, negozi a basso prezzo e botteghe di santini e tarocchi.
Non ci andare, è un ghetto con spacciatori e prostitute, disgraziati stesi a terra e aggressori
, si soleva raccomandare fino a poco tempo fa. Da qualche anno invece il comune della città ed alcuni investitori privati hanno intrapreso un'operazione di gentrificazione che ha ripulito l'immagine dell'area, ristrutturando edifici, delocalizzando funzioni pubbliche. La popolazione ha investito in parallelo, proponendo un calendario di attività sociali e culturali.
Ci batte un sole da primavera anche a febbraio, raccomando sosta al bar O DAS JOANAS>Link

  feira da ladra antan vintage
FEIRA DA LADRA
Ogni sabato e martedì, due piazze dell'Alfama vengono apparecchiate da centinaia di teli di plastica stesi a terra per il mercato degli oggetti portati da una varietà di persone di ogni età. C'è il signore con i capelli bianchi ed i baffi lunghi che vende bretelle e posaceneri usati, gli appassionati di antiquariato con eserciti di piatti, piastrelle, bicchieri tutti allineati e fieri, gli scatoloni di vinili tra i Pretenders ed il fado, chitarre d'argento, pinzette anni '50, apparati elettronici ed artigianato africano.
In posizione centrale una struttura permanente è sede di un centro culturale con vendita di alimenti tipici ed attività ricreative, mentre intorno sono aperte botteghe stanziali di oggettistica d'antan.
Per arrivarci va individuata la stradina con arco che costeggia il Monasterio de Sao Vicente (fermata Voz Operario del tram 28).


O CHAPITO'
Somos uma retaguarda cultural e uma vanguarda humanista, così si presenta il progetto che esiste da 30 anni nella grande casa ai piedi del Castello (Costa do Castelo, 7), nell'Alfama. La scintilla che mosse la sua creazione fu quella di Teresa Ricou, un clown che volle aggregare i bambini di strada intorno alla cultura e all'arte del circo. Oggi lo spazio è tra le altre cose un bar di tapas e ristorante, visitabile per dare un contributo e farsi un'idea delle attività che tessono reti socio-culturali.
Ho ordinato bucce di patate fritte, polpette di baccalà e un paio di bicchieri di vino verde. Vi consiglio di iniziare così. Nella parte ristorante, una vista impareggiabile spazia sul fiume. Sito

LOUCOS E SONHADORES
Un bar del Barrio Alto frequentato dai portoghesi, dove l'ambiente è intimo, arrivano in continuazione gruppi di ragazzi e una birra costa 1,10 euro. Qui mi hanno portato per mostrarmi un locale alternativo ai flussi turistici i ragazzi che mi hanno ospitato con il couchsurfing. Rua da Rosa, 261.

gulbenkian parque
 
MUSEU DE CALOUSTE GULBENKIAN
Tra tutti i musei della città, quello raccomandato dai portoghesi stessi. Due punti espositivi all'interno di un parco popolato da piante particolari che formano diversi punti di lettura, contemplazione, aggregazione nel verde. Nell'edificio principale, con grandi finestre che mettono in relazione l'interno e l'esterno, è esposta la collezione multiforme donata alla città dal magnate armeno Calouste Sarkis Gulbenkan che vi trovò asilo politico durante la seconda guerra mondiale. Ci sono pezzi d'arte di Rodin, Della Robbia, Rubens, Rembrandt, ma anche oggetti provenienti da tutto il globo: azulejos della Turchia, tessuti persiani, porcellane cinesi. In un altro edificio del parco, un'esposizione di opere di artisti moderni. Per arrivarci Metro Blu, Sao Sebastiao.

Una gelleria completa di immagini della città>>Link