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giovedì 16 novembre 2017

Festina Unusual Travel Indonesia: Bali

frangipani bali

Un viaggio a Bali inizia molto prima di atterrare sull'isola degli Dei. La nostra immaginazione inizia a decollare dopo aver seguito Julia Roberts in Eat, Pray Love, tra risaie verdeggianti, tradizioni induiste e coste maestose. E se il mezzo più diffuso per spostarsi da un villaggio all'altro è senz'altro il motorino, camminando a piedi tra strade d'asfalto e sentieri di campagna verremo sopraffatti dalla natura che fiorisce in ogni anfratto, dai colori delle piante e dalle dimensioni dei frutti. A passo lento capiterà di incrociare in vari momenti della giornata le signore dedite a portare offerte agli altari diffusi ai lati delle strade.
TIP Per coprire le distanze più grandi senza disporre di mezzi propri, scaricare le app Ojek e Grab per trovare passaggi online a prezzo stabilito e sottrarsi all'avvilente rilancio alle stelle dei prezzi che i tassisti e i mototaxi perpetuano al cospetto dei turisti bianchicci.


visit tanah lot

La spiritualità gioca senz'altro un ruolo fondamentale per il fascino di Bali. I templi sono disseminati da un capo all'altro dell'isola, spesso a cornice dei paesaggi più belli: al centro di laghi di montagna, su scoscese scogliere battute dalle onde. A meno che non vogliate visitarli tutti, uno ad uno, consiglio i due che mi hanno fatto sentire parte del luogo: Tanah Lot, con il braccio di mare da attraversare per rendere omaggio alle divinità della grotta (accessibile tutto l'anno ai turisti) e Tirta Empul a nord di Ubud, dove il rituale che porta a immergersi sotto le molteplici fontane sacre purifica la mente e tonifica il corpo.
TIP Indossare un costume intero sotto ai vestiti aiuta non poco nello sperimentare i rituali legati ai vari luoghi sacri. L'acqua la fa da padrona tra piogge improvvise e fontane antichissime e sarà richiesto di indossare un pareo (sarong) in rispetto alle usanze locali. Scegliere i momenti di minore affollamento favorisce la comunione con lo spirito dei luoghi.

kecak in bali

Capita di ascoltare orchestre di Gamelan che si esercitano all'inizio della notte per l'imminente processione che attraverserà il paese. Poco distante le bambine ripetono le movenze della danza tradizionale con musiche registrate. Soprattutto in prossimità della giungla, il canto dei tukke scandisce il tempo, alternandosi con le sonore dichiarazioni dei galli, allenati in vista dei combattimenti. Il concetto di silenzio viene sostituito da quello di polifonia, immersiva esperienza di un mondo retto da connessioni che hanno bisogno di tempo e pazienza per rivelarsi.

ikat bali

A caccia di oggetti d'artigianato per portare a casa un pezzo di Bali?
Suggerisco una visita al villaggio di Tenganan (parte Sud Orientale dell'Isola) in cui ogni casa ha il suo telaio e si vive ancora secondo la legge tradizionale. Chi lascia la comunità per esempio, non sarà più autorizzato a farvi ritorno. E per una sosta in riva al mare, la tranquilla Candi Dasa si trova giusto a dieci minuti in motorino. Senz'altro ci saranno resort superattrezzati, la mia esperienza da sogno ha avuto come scenario il semplice ed economico Crystal Beach Bali. Spiaggia privata, piscina sotto le palme, possibilità di mangiare all'ottimo ristorante dell'albergo, avvolgersi dentro un sarong appena comprato, dormire sotto le stelle e aspettare che a svegliarvi ci pensi l'alba.

mercoledì 21 settembre 2016

Festina Indonesia time


Da una settimana sto leggendo il libro Indonesia ecc Viaggio nella nazione improbabile, in cui Elizabeth Pisani racconta il suo lungo rapporto con un arcipelago che la inebria come se fosse un Uomo Sbagliato. Dopo aver abitato a lungo a Giava per motivi professionali, l'autrice si prende un anno sabbatico per esplorare le isole, anche quelle più remote. E dichiara: 
Avevo un’unica regola: dire sempre di sì. Considerando che gli indonesiani sono uno tra i popoli più ospitali del pianeta, i sì sarebbero stati parecchi. Un tè con il sultano? “Fantastico!” Partecipare a una processione nuziale? “Volentieri!” Visitare una colonia di lebbrosi? “Sicuro!” Dormire sotto un albero con una famiglia di nomadi? “Perché no?” Cane per cena? “Oooh, certo.” Questa politica mi ha portato su isole che non avevo mai sentito nominare. Sono stata accolta nelle case di preti e contadini, poliziotti e pescatori, insegnanti, conducenti di autobus, soldati, infermiere. Ho viaggiato per lo più in nave e su autobus chiassosi e traballanti che sparavano indo-pop al massimo volume e avevano i sacchetti per il vomito appesi al tettuccio. A volte, però, mi è capitato un volo charter o mi sono rifugiata in un comodo sedile di pelle in un’auto dai vetri oscurati. Posso contare sulle dita di una mano il numero di volte che non sono stata trattata con gentilezza. E anche il numero di giorni in cui non ho conversato di corruzione, incompetenza, ingiustizia e dei colpi bassi del destino crudele.
Sono saltata sulla sedia appena ho aperto la mail in cui Sara mi informa che torna a Firenze, dal 23 al 25 settembre (Spazio Alfieri) il Festival del Cinema d'Indonesia, l'unica rassegna in Italia ad essere dedicata interamente alla cinematografia indonesiana. Una 3 giorni di performance, assaggi di piatti della tradizione e naturalmente tanto buon cinema. Ad organizzarla l'Associazione Indonesia Meets Italy a fianco di Fondazione Sistema Toscana. Sono 6 i film presentati dal festival in anteprima nazionale ed europea (sottotitolati in italiano e inglese), alla presenza di registi, attori e produttori.

Ospite e madrina del festival, la cantautrice indonesiana Anggun, ambasciatrice FAO. L'ingresso alle proiezioni del Festival del Cinema d'Indonesia è gratuito. Ecco il programma:

VENERDI’ 23 SETTEMBRE

Ore 21.00
Inaugurazione Festival
Ospite d’onore la cantante Anggun che si esibirà con Riccardo Mori

Ore 21.30
Filosofi Kopi di A. Sasongko (Indonesia 2015 – 117′)
Jody e Ben amici di vecchissima data si trovano sull’orlo del fallimento commerciale della loro caffetteria (chiamata “Filosofi Kopi”). Una scommessa inattesa, lanciata loro da un ricco uomo d’affari potrebbe salvare i loro destini oppure affondarli per sempre.
Sarà presente il regista


SABATO 24 SETTEMBRE

Ore 18.00
Turis Romantis di Senoaji Julius (Indonesia 2015 – 92′)
Per Nabil, giovane ragazza cresciuta come un maschiaccio, perdere il proprio lavoro in un modesto albergo di Yogyakarta è un vero problema. Con un padre indebitato e una madre sembra non comprendere affatto il dramma in cui si trovano, Nabil deve trovare e consegnare cento milioni di Rupiah all’esattore Taruk. L’arrivo di un turista indiano dall’animo romantico non sembra certo rappresentare la soluzione di tutti i problemi e darà luogo ad equivoci ed anche ripensamenti.

Ore 19.00 
Indonesian Aperi-Cena – Ristorante “I Cinque Sensi” a cura della Chef indonesiana Linda Sangalli

Ore 21.00
Performance Danza Saman di Aceh
La danza Saman (letteralmente danza delle mille mani) è una delle danze tradizionali dell’Indonesia. Ha le sue origini nella tribù di Gayo, facente parte dell’etnia Aceh, originaria dell’isola di Sumatra. La danza viene normalmente messa in scena durante occasioni speciali, eccezionali o particolari.


Ore 21.30
Jingga di Lola Amaria (Indonesia 2016 – 102′)
Sarà presente la regista
A seguito di un incidente scolastico il giovane Jingga perde la vista. Si troverà a dover imparare ogni cosa un’altra volta, ricominciando tutto dal principio. Una vita buia e nuova, dove ogni singolo movimento gli richiederà un impegno gigantesco. Ad accompagnarlo in questa nuova vita altri giovani studenti che, come lui, condividono la passione per la musica. Rinascerà l’amore, in una forma assai più profonda di quella che dovrebbe poter vivere un giovane.

DOMENICA 25 SETTEMBRE

Ore 16.30
Pasukan Kapiten di Rudy Soedjarwo (Indonesia 2012 – 88′)
In una città dell’Indonesia un gruppo di bambini vengono maltrattati da un ragazzo più grande che non perde occasione per dimostrare chi è il più forte. Quando però egli farà cadere il proprio aquilone e quello del giovane Yuma in una casa abbandonata e spettrale del quartiere, le cose cambieranno. Il giovane Yuma, entrando nella casa, incontrerà il suo abitante ed insieme sapranno trovare qualcosa di molto importante per ognuno di loro.

Ore 18.00
We are Molukku di A. Sasongko (Indonesia 2014 – 150′)
Sarà presente il regista
Settecentomila sfollati, un numero imprecisato di morti sono il risultato degli scontri che, per ben tre anni (1999 – 2002), hanno attanagliato il paradiso naturale delle Molucche ed i suoi abitanti, trascinati in una guerra fratricida dove appare singolare e significativo che, il gioco del calcio, potesse fare la differenza tra la vita e la morte…

Ore 21.00
Tiga dara/ Three Maidens di Usmar Ismail (Indonesia 1957 – 114′)
Copia restaurata da L’Immagine Ritrovata nel 2016
Sarà presente il produttore
Tre figlie, una suocera petulante ed impicciona e molti, potenziali pretendenti. Questa la condizione del povero vedovo Sukandar il quale, da un giorno all’altro si trova a fronteggiare lo sbocciare di amori ormai destinati ad essere importanti, l’ansia della suocera per fare sposare la figlia maggiore e le rivalità tra sorelle. Fortunatamente, nella direzione delle operazioni si riuscirà ad intromettere la giovane, ma scaltra figlia minore, con buoni quanto inattesi risultati.