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venerdì 2 gennaio 2015

Festina e le calende

Mi seguite se vi dico che così sarà il finire di febbraio?

In diversi tempi e luoghi si ritiene che alcuni giorni dell'anno abbiano il potere di rivelare che tempo farà nell'anno nuovo. In Spagna le chiamano cabanuelas o anche cabanuelas de Santa Lucia e cabanueals de Agosto. A Malta sono conosciute con il nome di rwiegel, parola che deriva da regola, perché si attribuiva a questi giorni il potere di regolare i dodici mesi dell’anno. In Italia le chiamiamo le calende e sono diffuse dal Nord al Sud.

Il metodo che insegnano ai bambini del mio paese toscano è piuttosto semplice. I primi 12 giorni di gennaio corrispondono in sequenza ai 12 mesi dell'anno. Si osserva il cielo nella giornata e se la mattina corrisponde alla prima metà del mese, il pomeriggio alla seconda. Ecco che per fare un esempio il 4 in mattinata corrisponderà alla prima quindicina di aprile.
A Firenze c'è chi conosce l'usanza esattamente al contrario, ossia per fare un altro esempio ad un 6 gennaio piovoso corrisponderà un giugno nella media soleggiato. Un po' come si dice per il giorno della Candelora.

Marco invece conosce questo metodo:
Secondo la credenza popolare dei contadini della mia zona, (entroterra campano Sannio) il tempo (meteo) che farà nell'anno successivo rispecchierà quello che ha fatto nei giorni delle calende: dal 13 dicembre al 24 dicembre (le diritte), pausa il giorno del Santo Natale, poi dal 26 dicembre al 6 di gennaio (le rovesce). Le diritte rappresentano la 1^ parte del mese, le rovesce la seconda metà, poi si fa anche una specie di media tra le due fasi per avere una previsione meteo dell'intero mese, l'interpretazione dei fenomeni è la parte più importante. [fonte]

Sempre con lo stesso criterio calcolale le previsioni Nicola Parisi: 
Le “Calende” a Vico del Gargano, erano invece la denominazione dell’osservazione meteorologica rilevata nel periodo di giorni che vanno dal 13 dicembre –Santa Lucia- al 6 gennaio –Epifania- con una pausa nel giorno di Natale; i vecchi tradizionalmente la eseguivano, osservando il cielo e scrutandone la mutevolezza durante la giornata, annotandola sul calendario. [fonte]

E se le origini di questa consuetudine affondano in epoca bizantina, di certo l'affidabilità è quella che può essere. Ma voi, conoscete un sistema migliore per prevedere in largo anticipo quando chiedere le ferie? L'anno scorso sul luglio e agosto piovosi, c'avevano preso.

lunedì 24 novembre 2014

Festina quando nasci tacchino

Quest'anno il giorno del Ringraziamento cade il 27 novembre e tra pellegrini e indiani d'America, io mi identifico decisamente con il tacchino. Sentire il freddo di una lama che si avvicina al collo e trovarsi a sfogliare gli inviti al proprio funerale come un'anziana signora inglese che consulta le brochure dei più sfavillanti resort indiani per pensionati.

Anche a Firenze è possibile sperimentare questa grande tradizione americana, anche se il giorno dopo da noi non è Black Friday e non possiamo dedicarci allo shopping natalizio nè all'albero fino all'8 dicembre.
Per chi è interessato a sedersi ad una tavola imbandita come invitato ad una cena a stelle e strisce, le opzioni sono varie. Eccone alcune:
The Diner - centro storico (via dell'Acqua, 2) ↁ cena a 25 euro
Hard Rock Cafè - centro storico (via Brunelleschi, 1) ↁ cena a 33 euro
Ristorante Accademia - centro storico (piazza San Marco 7r) ↁ cena 35 euro + drinks
Consueta cena stellata anche al four Season (Ristorante Il Palagio), ma io mi sento di consigliarvi 1950 American Diner, che propone cena a 22 euro (locale in centro, via del Moro 8r). Se l'arrosto è buono anche solo la metà dei cupcakes che hanno offerto venerdì scorso alla prima serata del Queer Festival, siete a cavallo.


Per chi invece ha voglia di portare la festa dentro casa propria, la scelta è tra aprire i ricettari delle migliori cuoche d'America oppure sbrigarsi a prenotare un dolce al Mama's Bakery [FB] e kit con tacchino ripieno, patate arrosto, salse di mela e mirtilli all'American Salad [FB].

venerdì 10 ottobre 2014

Festina Seminare Rituale



La nostra curiosità per il potere aggregativo dei rituali ha portato alle due serate Tramonto d'Estate sull'Arno solo un mese fa (leggi articolo).
Una settimana fa invece alla Fierucola di Smog a Montevarchi (dettagli) in tema di semi liberi e biodiversità, Maria Grazia Mammuccini (Navdanya International) ci ha raccontato cosa fanno le donne del Sud dell'India. Il primo giorno dell’anno vengono piantati nove semi diversi in un vaso. Dopo nove giorni le donne si incontrano portando i vasi e confrontano i risultati, vedendo quali semi si sono comportati meglio; a questo punto si organizzano scambi perchè nel periodo della semina tutte le famiglie possano piantare i migliori semi a disposizione, ottimizzando così le scorte di cibo del villaggio.
A proposito di semi, la mia amica B. mi ha raccontato l'iniziativa Seminare il futuro! che domenica 12 ottobre 2014, per il quarto anno consecutivo, invita a vivere il momento della semina come rituale collettivo di consapevolezza e nutrimento. L'idea nasce in Svizzera nel 2006 e si tratta di aprire contemporaneamente diverse aziende agricole per dare la possibilità ai cittadini di unirsi al momento della semina del grano, del farro, dell'orzo etc.Clicca per vedere la sintesi video dell'edizione 2013


Quest'anno sono 38 le aziende agricole biologiche e biodinamiche in Italia che aderiscono all'iniziativa, seguendo questo programma di massima:
  • ore 10.00 arrivo dei partecipanti e accoglienza
  • ore 10.30 presentazione dell’iniziativa e spiegazione della semina
  • ore 11.00 semina collettiva
  • ore 12.30 semplice buffet con prodotti biologici
Nel pomeriggio attività di incontro, spettacolo e scambio a seconda dell'azienda agricola ospitante.
Altre informazioni nel sito>>Link

giovedì 2 febbraio 2012

Festina Riti Dia de Yemanja

Hai mai gettato una rosa nel mare? A volte la lanci di getto, altre hai bisogno di alcuni secondi di concentrazione prima di tirarla. La osservi volare e poi infrangersi nell'acqua, e quindi attendi la risposta: se la vedi prendere il largo, Yemanjà accoglie il tuo dono e le tue aspettative, in caso contrario il segno è nefasto.
Yemanjà è la regina dell'Oceano e di tutte le acque, madre di tutti gli Orixas nel pantheon di Dei che dall'Africa nera è approdato nel continente americano. 'E una donna bellissima e potente con la coda da sirena, che gli afroamericani hanno sincretizzato con la Madonna Nossa Senhora da Conceição, per poterla venerare in tempo di schiavitù.
La sua festa ricorre il 2 febbraio, quando i fedeli del Candomblé a Salvador de Bahia scendono in spiaggia carichi di doni: i fiori, gli oggetti di vanità femminile come profumo, monili, pettini, rossetti, specchi. Si danza e celebra Yemanjà rendendo grazie ad un tutto di cui si fa parte, che a volte ce la manda buona e altre mette alla prova la nostra pazienza.

Il 2 febbraio in Italia è il giorno della Candelora. Osserviamo il meteo e crediamo che "Pioggia o neve a Candelora, dell'inverno siamo fora / se c'è sole o solicello siamo ancora a mezzo inverno".
Il termine Candelora conserva il senso di origine di una festa legata alla luce, di transizione pagana tra inverno e primavera. Nel mondo romano ricorrevano rituali rivolti a Giunone, dea della fertilità.
Ecco che varie fonti portano a credere che il 2 febbraio sia una giornata femmina, fertile se celebrata, e quindi io vi lancio la sfida: lanciate la vostra rosa, anche da un ponte sull'Arno, e poi correte dall'altro lato per vedere se corre spedita verso il mare.

Per chi ha sete di stupore
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mercoledì 1 febbraio 2012

Festina e l'invenzione della tradizione

Ognuno ha i propri riti personali, che a volte si sovrappongono ai momenti dell'anno più condivisi. Ecco il debutto di un calendario di suggestioni per appartenenze da inventare.

L'invenzione della tradizione è un libro del 1983 (Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger) ma anche una spia del dinamismo di ogni cultura. La tradizione, ciò che ci sembra più fedelemente trasmesso dagli antenati e che ci radica al passato, è un fenomeno in evoluzione più di quanto solitamente vediamo.
Ci sono piccoli rituali quotidiani che ad un certo punto vengono creati ex novo per sancire il legame ad un tempo dell'anno, a un gruppo di amiche, ad una fase della vita: pensate ai regali per l'anniversario di fidanzamento, ai brunch di Sex and the City, al lancio di cappelli nei college americani.
Ci sono abitudini culturali che vengono recuperate dopo decenni di latenza: pensate alla rinascita della taranta o alle danze tribali messe in scena nei villaggi turistici.

Ecco un elenco di suggestioni per tradizioni transculturali, sincretiche, eccentriche per colorare i tempi dell'anno e manifestare il bisogno di appartenenza e stupore che ci scuote.


domenica 29 gennaio 2012

Festina Riti 6 gennaio

Laurie mi ha fatto conoscere la tradizione francese della Galette de Rois durante un vivace pomeriggio tra donne a metà gennaio. In realtà la giornata indicata per il rito sarebbe il 6, la festa dei Re Magi. Vi racconto cosa accade:
Un piccolo oggetto in porcellana viene nascosto all'interno di una dolcissima torta alle mandorle. Si fanno le porzioni, il più giovane infila sotto al tavolo per non vedere e così si assegnano in modo inconsapevole le fette tagliate. Gli invitati iniziano a mangiare e a colui che addenta la feve, l'oggetto nascosto, viene assegnata la corona per tutta la giornata dell'Epifania.

Il sistema può tornare utile per ogni occasione in cui c'è da eleggere un re affidandosi alla sorte, come per ogni raduno da dolcificare.
La ricetta di Laurie
Galette des rois

Préparation : 15 min
Cuisson : 40 min

Ingrédients (pour 4 à 6 personnes) :
- 2 pâtes feuilletées
- 120 g de poudre d'amandes
- 100 g de sucre
- 1 oeuf ( 2 se siete golosi)
- 50 g de beurre mou
- quelques gouttes d'extrait d'amande amère
- une cuillère à soupe de lait
- 1 jaune d'oeuf pour dorer
- 1 fève !

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