
La scenografia è quella di una piazza colorata e piena di gente, architettura coloniale, balconi gonfi di piante, una decappottabile vintage tipica de La Havana. I costumi degli artisti che ballano, instancabilmente anche nei momenti di maggiore suspense, sono sgargianti e voluminosi, come si addice a una grande festa.
Quello che io ho fatto è spengere il pensiero razionale e fare il tifo per gli artisti cubani, sentendo la loro passione. Mi sono trovata a ballare con mio figlio nello spazio vuoto di fianco alle nostre sedute. Abbiamo ballato a lungo, e quando le luci di scena colpivano le nostre paillettes, eravamo magici anche noi.
Domani quando inizierà a calare il sole, mi tornerà la voglia di questa festa di colore ed energia che si addice al tempo dell'inizio dell'inverno. Domani anche mio figlio mi chiederà Quando si ritorna a Cuba? Gli metterò il film di Vivo dove La Havana si vede e si canta. Ma non sarà lo stesso. Potremmo sempre tornare al Mandela.








