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lunedì 5 luglio 2010

Festina USA 4th of July

Tutto è cominciato con un arcobaleno enorme, comparso senza che avesse veramente piovuto. Poi guacamole, insalata di patate e di ananas, hamburger da assemblare, pannocchie spruzzate di lime e tofu alla griglia. Vino rosso della California, te freddo, soft drinks. Nessuno mancava all'appello del barbecue a cui Festina è stata invitata per la festa del 4 luglio.
Un gruppo di 15-20 persone si è riunito nel retro di una casa di W Cornelia street a Chicago e ha passato il pomeriggio ascoltando una selezione musicale tra il jazz e il folk, chiacchierando e scambiandosi complimenti e ricette. Di seguito copio per voi quella delle Deviled Eggs.

Alcune gocce di pioggia hanno fatto credere che l'idillio dovesse terminare. Ma giusto in tempo per i fuochi illegali che esplodevano generosi in ogni punto del cielo, un nuovo invito per la terrazza sul tetto di un altro vicino. Di nuovo vino rosso, australiano stavolta, musica black e poi messicana, discussioni antropologiche e descrizioni esilaranti delle uniformi scolastiche.
A volte condividere fa la felicità.

la ricetta: DEVILED EGGS

6 hard cooked eggs (uova sode)
1/4 c. mayonnaise (maionese)
1 tsp. vinegar (cucchiaino di aceto)
1 tbsp. sweet pickle relish
1/2 tsp. Worcestershire sauce
1/4 tsp. salt (sale)
1/4 tsp. dry mustard (senape in polvere)
Paprika

Slice eggs in half lengthwise and carefully remove yolks. Mash yolks with mayonnaise. Add remaining ingredients except paprika. Stir well. Stuff egg whites with yolk mixture. Garnish eggs with paprika. Yield: 6 to 8 servings.

traduzione: Tagliare le uova a metà nel senso della lunghezza e rimuovere con cura i tuorli. Schiacciare i tuorli con la maionese. Aggiungere gli altri ingredienti tranne la paprika e mescolare bene. Riempire gli albumi con la miscela del tuorlo. Guarnire con le uova con la paprika e servire freddo. Resa: 6-8 porzioni.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale delle Deviled eggs: clicca qui >>Link

giovedì 1 luglio 2010

Festina USA raspberry

Ruspberry Basket, un cestino di lamponi! Questa è la cosa più deliziosa da comprare in pieno centro a Chicago verso le 2 del pomeriggio, prima di andare a perdersi in un giardinetto zen con un libro sulla saggezza taoista di Winnie the Pooh.
Su W Washington Street all'altezza di S Dearnborn Street ogni martedì gli agricoltori della zona portano in città un carico di frutta, miele, zucchine baby con il loro baby flowers, candele artigianali. Sotto una dozzina di tende bianche dispongono i prodotti già confezionati in scatoline di legno o di cartone. Un po' come la fierucola della domenica in Santo Spirito a Firenze, ma qui intorno si innalzano dei grattacieli folgoranti e il contrasto con il mercato degli agricoltori è tutta un'altra storia. Viene in mente che il tempo porta tanti cambiamenti, mutano i materiali con cui costruiamo i nostri habitat, ma alla fine la consistenza dei lamponi è una gioia che non si perde. Non a Chicago almeno, tantomeno di martedì.

Nel sito il calendario completo dei Farmers Markets in città >>Link

lunedì 28 giugno 2010

Festina USA lost and found

Avvistato. Gruppo di sette persone in abiti da quaccheri: camicia violetta, bretelle nere e barba allungata per gli uomini, fazzoletto bianco in testa, vestito intero nei toni sobri dell'azzurro o del verde per le donne. Erano in sette e finivano il loro pranzo da Potbelly, famoso per le insalate in W Jackson Blvd.
Avvistato. Barattolino di gelato gusto cocomero, rosso e contenente caramelline nere per dare l'effetto dei semi.
Non pervenuto. Un italoamericano nella Little Italy lungo Taylor Street. Moved! Moved, ad oggi la maggior parte dei discendenti degli immigrati di inizio '900 si è trasferita altrove.
Avvistato. Comune parchimetro che si paga con la carta di credito o con gli spiccioli. Nessun ingresso per le banconote.
Non pervenuto. Metodo efficace contro l'obesità. Diffusa quella del corpo, straripante quella delle cattive abitudini alimentari.

E alla seconda settimana da Chicago per ora è tutto.

domenica 27 giugno 2010

Festina USA fireworks

Stasera sono approdata al Navy Pier. Qu'est-ce que c'est? Si tratta del vecchio molo di Chicago, che adesso ospita un luna park e una miriade di attrazioni per bambini di ogni età, dalle noccioline tostate ai margaritas ben fatti. Durante l'estate ogni mercoledì e sabato sera sono di scena i fuochi d'artificio, quindi i visitatori si posizionano sulle panchine o nei tavoli dei ristoranti ad aspettare.
A che ora cominceranno? Sto chiedendo a una signora, quando all'altoparlante si impone la voce di uomo che annuncia con enfasi che il momento è giunto e lo spettacolo pirotecnico può iniziare. A quel punto parte Bad Romance di Lady Gaga a volume così alto che il rumore dei fuochi nemmeno si sente. E dopo un altro brano aggressivo e un altro ancora, esplodono gli ultimi razzi. In tutto 5-10 minuti. Finito, si può defluire verso gli autobus. Mi torna alla mente l'esercitazione antincendio della scuola media.
Ho individuato una sola coppia abbracciata mentre esplodevano i fuochi, ma non si stavano baciando. Non ho visto nessuno che lo faceva, nè durante nè al termine. In effetti non c'era l'atmosfera adatta.
Morale: a Chicago i fireworks non sono per i romantici. Ga Ga Uh la la ah.

Il sito del Navy Pier>>Link

sabato 26 giugno 2010

Festina USA e lo squalo

Lo ammetto, negli USA non riesco a fare un passo senza che le scene di qualche film interferiscano o ispirino le mie azioni. Oggi ho passato il pomeriggio allo Shedd Aquarium di Chicago e avevo in mente l'appuntamento di Julia Roberts in Closer e alcuni passaggi di L word a L.A. Al piano inferiore, nella Polar Zone, ho trovato quella luce blu che arriva dall'alto filtrata da una parete d'acqua. Quasi la metà dei visitatori che vociavano lì intorno indossava un pannolino e l'atmosfera era poco intrigante. Nessun Clive Owen a bordo per giunta. Eppure tutti sorridevano, i bambini impazzivano alla vista dei delfini, all'arrivo degli squali e a dire il vero anche a quello ripetitivo dell'ascensore. Mi sono seduta, ho preso il mio tempo e ne sono uscita come una serena sirena.

Curiosità serale dal sito dell'acquario>>Link

giovedì 24 giugno 2010

Festina USA push to start

Gli elettrodomestici statunitensi che hanno a che fare con i vestiti, obbediscono al comando PUSH TO START.
Mi trovo in un appartamento in scambio, messo a disposizione da una coppia di musicisti lirici della Virginia. Si tratta di un loft nella parte occidentale del Loop di Chicago, ottavo piano, dotato di terrazza e caminetto di quelli che si vedono nei film gialli. Il pavimento è tutto in parquet, i mobili sembrano selezionati con passione e sapienza benestante.
Ecco perchè dopo aver studiato per mezz'ora le scritte sulla lavatrice, ho deciso di lavare a mano nel lavandino i miei panni sporchi. Non riuscivo a impedire alla mia mente di produrre immagini della schiuma che iniziava a fuoriuscire dal ripostiglio fino a sommergere tappeti pregiati, poltroncine di velluto, lampade antiche e collezione di libretti dell'opera.
Ma siccome qui tutti hanno l'asciugatrice, non ho trovato nessun modo per stendere il bucato, quindi mi sono decisa: ho infilato tutto dentro la macchina, ho girato una rotella-timer e ho premuto. L'asciugatrice è partita senza intoppi con quel suo sussultare da centrifuga così presente invece nei film hard fatti in casa.
Adesso è di là che lavora, ed io aspetto i 20 minuti che ho impostato con una certa apprensione.

Maggiori informazioni su Scambiocasa nel sito>>Link
Per un'idea romanzata e non priva di Jude Law dell'esperienza dello scambio di casa, potete vedere il film L'amore non va in vacanza (The Holiday).

Festina USA come mai

And if one day you should see me in the crowd
Lend a hand and lift me
To your place in the cloud.
Nick Drake

Come mai quando poco fa sono stata assalita in salotto dalla potenza dorata del cielo al tramonto e sono corsa sulla terrazza sul tetto, non mi sono portata dietro la macchina fotografica ma un libro? 'E stato un gesto sciocco, prendere un libro, ma devo aver pensato che se fossi rimasta a lungo, avrei avuto voglia di compagnia.
Come mai appena ho spinto la porta di vetro e sono entrata nelle sfumature del bronzo, non ho sentito il bisogno di fare fotografie? Nel tempo che sono stata lì, altre due donne sono arrivate, hanno scattato centrando il cielo e l'arcobaleno, e sono andate via.
Una pioggerellina fine, portata dal vento e strascico del temporale furioso di oggi pomeriggio, ha cessato di cadere solo pochi attimi prima del tramonto definitivo del sole. Il sole. Non l'ho fotografato quel sole ma l'ho guardato, a lungo, anche se era sconcertante. L'ho affrontato con lo sguardo e dopo un po' è diventato mansueto, domato come una donna combattiva che si rilassa solo quando hai finito di farci l'amore.
Tirando il respiro mi sono voltata a contemplare la notte già in arrivo ad est. I grattacieli con le loro vetrate ed i loro scheletri scuri, grigi, neri, si stagliavano davanti a uno sfondo tra il viola e l'argento che sostanzialmente tendeva al bianco. Non è facile da spiegare questo cielo di Chicago.
Come in un duello infine, mi sono voltata di nuovo verso il sole. Ho percorso la lunghezza della terrazza, seguendo la diagonale dritta di un'asse sul pavimento. Ho accompagnato con la pazienza di alcuni minuti la sua discesa, la sua disfatta trionfale, la sua ritirata. Un esercito di nubi passava sopra la sua testa, rapido, deciso come un ghiacciaio che obbedisce alla forza che lo traina a valle.
Finchè il sole si è fuso del tutto. 'E sparito dietro una collina così lontana da non distinguersi dall'orizzonte. Nessun rumore ha seguito i due lampi che hanno infine scheggiato l'aria e ho pensato: saranno mica dei flash, di qualche fotografo in lontananza?

Solo ora, a guerra finita, metto la webcam fuori dalla finestra e cedo allo scatto. C'è bisogno di cautela con le macchine fotografiche, a volte distanziano anche l'emozione.

mercoledì 23 giugno 2010

Festina USA a Chicago funziona così

Easy living. Appunti tratti da una città dell'Illinois, immaginando che le idee interessanti non badino ai confini. Dal taccuino di Festina, note della sezione "A Chicago funziona così":
  • Il museo di arte contemporanea è gratutito tutti i martedì, ma non solo: proprio di martedì organizzano nella terrazza jazz session con aperitivo-cena di gran classe.
  • A farci caso quasi tutti i musei hanno un giorno di ingresso gratuito settimanale.
  • I parchi cittadini, soprattutto quelli periferici, hanno programmato per le serate estive un ciclo di film a ingresso gratuito, al motto di you bring the snacks, we'll bring the stars.
  • A Millennium Park sono previsti dj set all'ora di pranzo, lezioni di danza dal giovedì alla domenica, concerti e appuntamenti con tai chi, pilates e yoga, all for free.
  • Attraverso il sito del turismo a Chicago e per iniziativa dei singoli quartieri è possibile prenotare visite guidate su richiesta relative all'architettura, ai luoghi del blues o a quel che volete. Il servizio è gratuito e operato da volontari.
La sensazione è che questa città passi l'inverno covando desideri per l'estate e da giugno si goda la possibilità di realizzarli con tutte e due le mani.
Chicago's Summer in love. Enjoy.

domenica 20 giugno 2010

Festina USA couchsurfing.com

Ieri sono stata al Chicago Cultural Center per il Festival (gratuito) del cinema internazionale a vedere un film polacco sulla Germania divisa e mi sono resa conto dell'importanza di un'introduzione ai fatti, soprattutto quando manca.

Per questa ragione faccio un passo indietro, torno alla fase di organizzazione di un viaggio e vi presento un mio prezioso alleato. Quattro anni fa mi sono iscritta a couchsurfing.com e a hospitalityclub.org e ho imparato a non farne a meno. Si tratta di due comunità virtuali che riuniscono persone distribuite sui 5 continenti e che si offrono a ospitare o essere ospitate in giro per il globo.
Come funziona?
Il funzionamento è del tutto gratuito. Il primo passo è compilare un profilo con informazioni personali, qualche fotografia, dettagli sul letto che possiamo avere o non avere a disposizione per eventuali viaggiatori. Il fatto di essere ospitati non vincola all'obbligo di ospitare, ognuno può utilizzare i contatti come preferisce.
La parte fondamentale del profilo, quella a cui vale la pena di prestare attenzione, è quella delle referenze. Ogni persona che incontriamo è invitata a scrivere alcune righe per descrivere agli utenti come si è trovata con noi e viceversa. In questo modo quelli che per noi sono degli sconosciuti, si arricchiscono di particolari utili a capire se fare o meno richiesta di ospitalità a casa loro.
Nelle opzioni di ricerca, si possono individuare i "divani disponibili" in ogni località, e per divani si può intendere materassi in mezzo al salotto oppure stanze a sè, quello è specificato in una sezione del profilo. Dopo aver letto la presentazione di una persona, possiamo scrivergli una richiesta di ospitalità oppure un messaggio per incontrarla in giro per la città, quindi attendiamo la sua risposta. In caso di conferma, è possibile dormire a casa sua senza pagare niente, pronti però al dialogo, alla condivisione e alla full immersion nella sua realtà quotidiana.
Perchè couchsurfing?
Entrare in un contesto attraverso la porta della casa di uno sconosciuto consente l'accesso a esperienze e informazioni che vanno oltre il circuito del turismo convenzionale fatto di alberghi, costo dei servizi, itinerari standard. Per una persona che viaggia da sola è un sistema utile per trovare punti di riferimento in un luogo e compagnia selezionata lungo la strada.

Il mio tour degli United States si appoggerà a questo modalità di viaggio, al momento sono al quatro giorno in casa di una ragazza dell'Illinois e ieri ci siamo confidate di tutto visitando la zona vibrante, artistica e giovanile intorno a Damen Ave.
Il mio curriculum di couchsurfer ha all'attivo due esperienze come host e molte di più come guest. La mia prima volta sono stata 8 giorni con un'amica su un divano a Copacabana - Rio de Janeiro, in un appartamento devastato da un cane di nome Freddy e reso indimenticabile da quell'angelo bruno del suo padrone. Va messo in conto il misunderstanding relativo anche ai gap culturali e vale il consiglio di essere svegli sia nella selezione che nell'esperienza dell'ospitalità.
Detto questo, date un occhio alla struttura dei siti, ai valori alla base e ai loro personaggi:
Couchsurfing>>Link
HospitalityClub>>Link

sabato 19 giugno 2010

Festina USA loves a Caribou

Lungo Oak Park Ave. (Chicago) intorno alle 9:00 di questa mattina mi sono innamorata di un Caribou. Avete presente i quadrupedi eleganti e cornuti che vivono in Alaska ma anche in Siberia? Ecco, il mio assomigliava più a una caffetteria che a un alce, ma il suo stile mi ha conquistato.

Caribou Coffee è una catena di negozi specializzati nel fornire agli statunitensi quello che sembrano volere più di ogni altra cosa: un bicchierone di plastica o di carta da tenere in mano. Un po' alla Starbucks, ma in maniera alternativa. Oltre a dolcetti e succhi di frutta è possibile scegliere tra combinazioni impensabili di caffè, cioccolato, the caldo e freddo. Me ne sono trovata in mano uno alla cannella e non ho potuto fare a meno di esaltarmi per le frasi scritte sul bicchiere. A metà tra il naif, il pensiero positivo e il raggiro, ecco una selezione dei messaggi diffusi dalle bevande Caribou. Ne riporto alcuni qui sotto, a voi basta centrare la pagina sullo schermo, chiudere gli occhi e sceglierne una con il ditino. Potrebbe essere il modo che aspettavate per dare una piccola svolta alla vostra giornata. Poi da piccolo cambiamento a piccolo cambiamento, sarete pronti per la rivoluzione ;]
Roll down the hill
You are as wonderful as your dog thinks
Teach a child to fish
Start right now
Kiss slowly forgive quickly
Indulge with chocolate therapy

Il sitoCaribou Coffee>>Link

venerdì 18 giugno 2010

Festina USA l'ozio e la videochiamata

L'ozio ha spesso bisogno di pretesti. Abbiamo la scusa della tintarella per godere del sole di una spiaggia. Dobbiamo passare tempo con i figli per concederci un pomeriggio con la bocca spalancata sotto un ramo di ciliegie mature e presentiamo la scusa dello stress per organizzare una vacanza.

Oggi mi sono svegliata in un appartamento del quartiere polacco di Chicago, lungo il lato West di Roscoe St, e non mi sono ancora mossa da casa. Ho ceduto all'ozio ora dopo ora e ho dovuto combattere con due pensieri. Il primo: senso di colpa verso l'iperattività consona alla prima settimana di viaggio. Sei pigra Festina! Il secondo: per oziare bisogna essere padroni. Padroni del tempo e del denaro che lo permettono, e anche padroni dei propri pensieri.
A inizio pomeriggio, un temporale è arrivato in mio soccorso. Piove-non-posso-uscire-DEVO-rimanere-a-casa! Ecco la scusa docliastra per fare ciò che già volevo. Anche gli statunitensi usano gli ombrelli pieghevoli, fuori dalla mia finestra, chiusa appena in tempo per impedire l'ingresso a quel vento selvaggio che nei film sparpaglia per aria i fogli dei manoscritti appena impilati.

Tra le frane di tempo di questa giornata sonnolenta, ho messo alla prova le comunicazioni virtuali che il mondo chiama videochiamate con chat. Paul ha approfittato del mio stordimento mattutino per farmi installare quella di GMAIL. In effetti è semplice: alla normale chat, che si apre dalla stessa pagina in cui si controllano le mail, bastano due minuti per aggiungere la possibilità di videochiamare.
Dopo è stato il turno del mio primo collegamento SKYPE. L'audio è ottimo, anche se non ho ancora capito dove si trovi il microfono nel mio netbook. Forse è sotto i tasti e fa il suo dovere anche se non si fa vedere.
Si videochiama anche da MSN, ma oggi non lo sperimento perchè voglio uscire, proprio adesso che diluvia. Vediamo com'è camminare sotto la pioggia nordamericana... Dalla strada mi chiamano i botti dei ragazzini che riescono a scoppiare petardi anche con questo umido.
End of ozio.

Festina consiglia: prima di comparire nello schermo di qualcun altro, accertarsi di essere vestiti e pettinati in modo appropriato al grado di confidenza con l'interlocutore. E non sottovalutare la noia, l'imbarazzo o l'erotismo che si possono accendere ;] Il mondo è vicino, per noi.

Festina USA jet lag

Jet lag, per me sei un po' come la sindrome premestruale: esisti ma diventi anche un alibi per dare un nome alla confusione. Quando entriamo in un contesto distante dal nostro, mettiamo in conto una fase di adattamento.
Per il mal di fuso dovuto a viaggi aerei, che implicano un'alterazione del ciclo di 24 ore a cui siamo abituati, hanno studiato ogni sorta di rimedio. C'è chi ricorre ad una dieta da seguire nei giorni prima della partenza, chi si imbottisce di melatonina, chi si concede una doccia e un po' di ginnastica, chi si ubriaca di acqua invece che di alcolici.

Festina al sua arrivo negli USA (a Chicago -7 ore rispetto all'Italia) s'è accollata una stanchezza generalizzata e per il resto s'è affidata al sole. Ieri non riusciva a dormire oltre le 7:00 del mattino, invasa dalla sensazione che fosse l'ora di pranzo? Bene, allora si è alzata e ha cominciato a camminare. Loop, Millennium Park, the lake. E ancora in pellegrinaggio nei negozi di telefoni, fino a trovare in West Devon Av. quello unlocked perfetto, ma così perfetto che appena torni a casa, ti accorgi della truffa perchè il caricabatterie non funziona. Quasi quasi torni a dirgliene quattro, quasi quasi ti viene da ridere e te ne freghi.
Esausta come una bambina dopo una giornata a Gardaland, la sera Festina ha opposto resistenza al sonno fino alle 23:58 e oggi il suo corpo si è svegliato alle 6:00 ora locale. Si tratta di lasciarlo poltrire forzatamente almeno fino alle 9:00 e poi sarà pronto ad un nuovo tran tran.
Dicono che è più facile prendere il ritmo spostandosi verso OVEST, e allora su Festina, su!