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domenica 1 agosto 2010

Festina USA gospel

In diretta dal Louis Armstrong New Orleans International Airport, Festina aspetta il suo volo che per arrivare in Florida farà tappa a Charlotte. Quel che si suol dire, passare da Roma per andare in Mugello.
Come un cavaliere medievale bisognoso di una benedizione alla vigilia di un'imminente partenza, questa mattina alle ore 10:00 in punto sono entrata nella St.Augustine Catholic Church nel quartiere di Tremé. Un coro gospel accompagnato da una cantante pianista e da una donna col sax ha alzato al cielo un canto vibrante e mistico. Poche parole del prete e ne è seguito un altro, ogni fedele sulle panche batteva le mani e un uomo seduto dietro di me ha attaccato a seguire le parole con una voce così profonda da farmi tremare.
Ho pensato così tante cose nello stesso momento che non posso spiegarle: schiavitù, gioia, vita, riti, fede. La celebrazione dura fino alle 12:00. Fuori dalla chiesa, ho trovato Robert e mi sono fermata a parlare con lui. "La prossima settimana la messa sarà bellissima e avremo la parata perchè ci sarà il Satchmo festival, lo sai" mi ha detto con quel tono insistente che vorrebbe farmi rimanere. Anche una parte di me è restia all'idea di lasciare questa città, eppure so che è il momento di andare. Se rimanessi potrei perdere del tutto la testa e svegliarmi una mattina con la pelle nera, ignara di tutto quello che sono stata prima di arrivare qui. C'è qualcuno che di questo potrebbe soffrire troppo.

sabato 31 luglio 2010

Festina USA VolunTourism

Lo chiamano VolunTourism ma credo si avvicini più allo spirito di conoscenza del viaggiatore che a quello del turista. Si tratta della possibilità di partecipare a attività di volontariato durante la visita di una città come New Orleans. Tra Katrina e la marea di pertolio, questo luogo recluta continuamente persone ed il lavoro più richiesto consiste nel ricostruire le case e restituirle alla popolazione ancora in attesa dopo 5 anni.
Tra le diverse organizzazioni presenti, Festina si è iscritta on line a HansOnNewOrleans. Hanno un calendario di progetti tra cui scegliere e incontri settimanali di orientamento. Mi sono candidata come volontaria e per cominciare ho preso parte a una mattinata di servizio alla Mission, dimora e mensa per clochard. Il lavoro si è svolto in cucina e nella stanza di smistamento abiti a seconda delle taglie.
Come seconda esperienza, un sabato mattina di giardinaggio urbano a Mid-city. Ok il risveglio all'alba è arduo, ma poi l'entusiasmo di certe ragazze è capace di contagiare anche un cadavere reduce da una notte brava.
Qualcosa in più di un luogo si capisce e si può lascia una traccia pulita senza smettere di essere nomadi.

Il sito di riferimento>>Link

Festina USA birthday

Compleanno in viaggio. Come da manuale le persone che ti amano sono lontane, i tuoi grandi amici si dimenticano di mandarti gli auguri e ti pare di invecchiare solo sulla carta: la miglior cosa da fare è Festineggiare! Per Festineggiare si intende Festeggiare alla maniera di Festina, che nello specifico oggi ha scelto di essere a New Orleans e si è concessa di:
  • fare colazione da Rue de la Course (angolo Oak Street) con tè freddo e torta alle carote;
  • diventare amica intima di Robert, guida del Backstreet Cultural Museum (1116 St. Claude Ave) che tutto sa di Mardi Gras, Jazz Funeral e donne tanto innamorate da fare un manichino del marito quando diventano vedove, per portarlo ogni giorno con sè;
  • mandare a fanchiù la segretaria indisponente di un altro museo alla presenza del suo direttore;
  • spaventarsi davanti alle statue di cera del Conti Wax Museum;
  • coccolarsi con la musica cubana di un ristorantino aperto anche dopo le 14;00 in cui avevano finito le ostriche ma cucinano degli ottimi fagioli;
  • vedersi blu alla luce subacquea dell'acquario, vasca Gulf Coast sponsorizzata tra gli altri dalla BP;
  • desiderare a voce bassa e stringendo i pugni davanti allo scorrere del Mississippi;
  • spengere una candela all'inaugurazione della mostra della Eiffel Society, che ha luogo nell'edificio più strampalato della città, 2040 St Charles Av;
  • farsi portare a cena fuori dalla sua nuova amica Erica da Dick & Jenny's (4501 Tchoupitoulas Street) e farsi celebrare dal personale capitanato da un secondo Robert;
  • rinunciare alla visione di mezzanotte di Shining;
  • tradurre A te di Jovanotti guidando verso casa. E poi come la sapevano lunga i Beatles, All you need is love. Love from everywhere.

giovedì 29 luglio 2010

Festina USA down the Bayou

A sud est di New Orleans inizia la regione acquatica e mutevole di cultura Cajun: the bayou. La terra sta gradualmente affondando nell'oceano e tra qualche anno questo paesaggio di erba e terra che si mescolano non ci sarà più. Si possono vedere pali della luce e cimiteri di alberi che pochi anni fa erano sulla terra ferma ed oggi vengono sommersi dall'acqua salata. La causa pare essere il fatto che il letto del Mississippi non è più in grado di fuoriuscire e depositare detriti nel territorio: il suo corso è stato imbrigliato e il Golfo del Messico sta avanzando verso l'interno. Sto leggendo queste informazioni anche nel libro Bayou Farewell scritto da Mike Tidwell, un viaggiatore che ha fatto l'autostop sulle barche dei pescatori. Tra le tante comunità che nei secoli scorsi sono venute ad abitare la zona, un nutrito gruppo di siciliani, che sono eccitati nel fare la mia conoscenza. Mi diverto a tradurre parole e significati dal repertorio dell'amore e dalla cucina.
Gli abitanti di questi villaggi pescano shrimp, catfish, ostriche. Vivono in case spesso sopraelevate e guidano fuoristrada con ruote possenti. Hanno tanti figli e cuccioli che giocano nei prati. Una delle bambine della famiglia che mi ospita è ossessionata dal petrolio. Ha paura che invada ogni acqua da quando si è verificato il disastro ecologico della fuoriuscita dalla piattaforma BP. Per restare informati sulla situazione, c'è una mappa aggiornata sul sito del New York Times>>Link

Festina USA a casa di Benjamin Button

Ho infilato un braccio dentro il cancello sul retro della casa in cui hanno girato The Curious Case of Benjamin Button (13 nomination all'Oscar 2009, 3 le statuette conquistate) ed ho scattato questa foto. L'indirizzo è 2707 Coliseum Street, Garden District - New Orleans. Il raccontro originale era ambientato a Baltimora, ma che importa.
Questo edificio ha un trascorso un po' bistrattato: subito dopo le riprese è stato messo in vendita e dall'assenza di cartelli FOR SALE picchettati all'ingresso, deduco che sia stato acquistato. Dei nuovi proprietari però nessun indizio che faccia intuire la loro personalità. Brad Pitt, protagonista del film, ha una casa in città ma nel French Quarter.
Con il racconto di Fitzgerald in testa e attingendo alla grazia lasciata nell'aria da Cate Blanchett, mi aggiro per il quartiere come una papera che si crede cigno. Scovo un altro cimitero di superficie che dovrebbe essere lo stesso di alcune scene del film.
La storia di Benjamin Button è quella di un uomo che nasce vecchio e discende le età della vita, ringiovanendo anno dopo anno. Come ad avverare quel che scrive quel profeta spettinato di Woody:
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Il trailer del film cliccando qui>>Link

domenica 25 luglio 2010

Festina USA Howlin' Wolf

Si dice che la musica sia l'anima di New Orleans quanto il cibo ne sia il cuore. Dopo un sabato sera in un locale Rock&Bowl, un paio di pigri pomeriggi rimbalzati dal d.b.a. allo Spottled Cat in Frenchmen Street, un concerto blues e una serie lunga e crescente di ascolti casuali, Festina è approdata al The Howlin' Wolf Home, 9907 South Peters St. A portarcela sono state tre tipe conosciute in ostello, a cui ne ha parlato il commesso di un negozio di dischi. Alle 22:30 spaccate Rebirth and The Lee Boys hanno dato fiato alle trombe e l'intero locale, con le pareti scure e le lampade sferiche di carta colorata appese al soffito, è salpato per una landa ritmata e voluttuosa. Tornando verso la camera, ululavo alla luna.
M'è parso di capire che quello che mi conquista nel jazz è la pausa pulita dopo il suono emesso, l'attesa che si riempie di gioia con l'arrivo della nota successiva. Il ritmo accontenta e poi sorprende, ti trasporta. La musica si evolve senza posa, come il paesaggio naturale del Delta del Mississippi, come la storia di questa gente nera e bianca e vietnamita. La musica è vita e non se la fanno mancare nemmeno i funerali (v.di fotografia di Bryke Lankard).
Il FOLK pianta le sue radici nella cultura Cajun, il GOSPEL e il BLUES hanno la pelle nera. Riguardo al RAP che si fa avanti con le voci del ghetto, c'è una mostra dal titolo Where they at all'Ogden Museum of Southern Art.

Link per approfondimenti:
The Howlin Wolf
Ogden Museum of Southern Art

venerdì 23 luglio 2010

Festina USA Africa, America e Voodoo

Non è semplicemente l'Africa. La sensazione potente nasce dal fatto di trovarla in America, trasformata dal viaggio, masticata da nuove bocche e potenziata dall'orgoglio della lontananza.

Camminavo di sera in Royal Street nel French Quarter di New Orleans e una porta illuminata mi ha attratto all'interno del Bennachin Restaurant. Una cameriera bionda con i jeans larghi a vita bassa mi ha traghettato verso un tavolo tra altri tavoli, in una stanza piena di quadri grandi e sapori forti. Il primo a raggiungermi è stato un bicchiere di ginger, lo zenzero frullato con lo zucchero in quel modo che mi ricorda Bahia. Ecco quindi il piatto composto da riso, pesce, patate dolci e spinaci. Il gusto è speziato, vigoroso come una passione improvvisa che riporta a qualcosa di dimenticato. Intorno a me altre persone davanti a piatti simili al mio, composti secondo la tradizione dell'Africa centroccidentale. La porzione abbondante mi ha permesso di chiedere la scatolina per portare via gli avanzi della cena.

Deve essere stato a quel punto, aspettando lo streetcar (tram) con quel pacchettino caldo e pronto per essere offerto alle divinità del giorno successivo, che qualcosa si è innescato. Il primo luogo che ho visitato la mattina dopo è stato il St. Louis Cemetery No. 1, quartiere nero di Tremé, New Orleans. La falda freatica poco profonda che rese necessarie delle sepolture in superficie ha dato origine a questo luogo intenso e intonacato. Tra le tombe familiari, si distinguono quelle contrassegnate da ripetute serie di tre X che in un diario della scuola media volevano dire "baci baci baci", ma qui significano Voodoo. Tra le persone sepolte, la sua regina Marie Laveau.

Mi sono trovata ad entrare in due musei del Voodoo, in Rampart Street ed in una viuzza imboccata per caso. All'interno altari zeppi di divinità approdate dall'Africa di lato a Maria ed ai Santi, ma anche Elvis, Lady D, papa Giovanni Paolo II e quello attuale. Si offrono pettini e lucidalabbra, monete, rum, incenso. Si possono acquistare lozioni, bamboline, manuali e fagioli dei desideri. In tutti noi c'è qualcosa in cui credere e un miracolo da avverare.
Proseguendo mi sono trovata di nuovo in Royal Street, una ragazza davanti ad una vetrata mi ha incuriosito e sono arrivata in un negozio di parrucchiere. Ho preso un appuntamento e due ore dopo i miei capelli erano sul pavimento. Adesso qualche sacerdotessa può usarli per rituali nuovi e rendere la mia vita una scoperta continua.

giovedì 22 luglio 2010

Festina USA Algiers NOLA

Welcome to Old Algiers, founded 1719 -
New Orleans' Best Kept Secret

Firenze ha il suo Oltrarno, a Roma c'è Trastevere, New Orleans prosegue sull'altra sponda del Mississippi con il quartiere storico di Algiers. Il costo per raggiungerlo è ZERO con il traghetto che passa ogni mezz'ora dal molo di Canal St, si paga 1 dollaro per l'automobile.
Le villette della zona sembrano fatte apposta per diventare i set di diverse fantasie: in un patio è radunata una ciurma di pupazzi di pastorelle e coniglietti vestiti di tutto punto ed adagiati su sedie di vimini dipinte di bianco, un'altra casa ha le pareti dipinte di viola e le piante le solleticano le finestre, mentre il proprietario insapona la macchina nuova con il figlioletto che lo osserva dal sedile anteriore. Sventolano le bandiere e trionfano geometrie precise a servizio di un'atmosfera curata, sospesa.
Ieri ci sono capitata per caso e ho scoperto che ogni mercoledì fino al 1 settembre la zona si anima con i Wednesday at the point: musica, cibi e bevande da consumare per strada o nei locali che partecipano all'iniziativa. Verret Street era chiusa al traffico, riempita di banchini con i gadget degli sponsor e animata dalla voce e dalle note di un complesso blues.
Il programma completo si trova in questo sito>> Link
Dovete scoprire da dove, ma c'è un traghetto gratuito che parte anche dalle Cascine e arriva fino qui...

La mappa della zona (clicca sopra per ingrandire):
1. Ferry Dock
2. Crown & Anchor
3. Gulf Pizza
4. Rosetree Glass Studio
5. Louie’s Corner Bar
6. Aunt Leni’s Restaurant
7. Dry Dock/Vine & Dine
8. Old Point Bar

lunedì 19 luglio 2010

Festina USA New Orleans

Da oggi per me le persone si dividono in due gruppi: chi è stato a New Orleans e chi non c'è stato mai. Camminare sotto le querce sinuose di St. Charles Avenue e poi prendere un tram a una sola carrozza che si affretta lentamente su un tappeto d'erba, fermarsi in un caffè dal nome francese e ordinare un tè caldo perchè non si muore affatto di caldo anche se è luglio inoltrato. Mi pare impossibile, come faccio a spiegare? Mi rendo conto che un posto davvero mi esalta quando inizio a supporre di comprarci casa.
Da dopo Katrina, della quale si parla come di una zia malefica, la città è oggetto di molti cambiamenti. Alcuni sono positivi soprattutto per i giovani, tra i quali i musicisti e gli architetti che esplorano le nuove frontiere della pianificazione urbana. Tra loro gli YURP: Young Urban Rebuilding Professionals. Festina è qui a caccia di storie, ma intanto.. qui Lousiana, estasi in corso.