domenica 4 settembre 2022

SOMOS FRUTILLAS - CAP 10,5

 


seconda parte

Leonardo ha una casa molto bella nella collina che sovrasta Prato dalla parte opposta alla mia. Il borghetto si chiama Filettole ed è tutto piuttosto da ricchi. Io non ci avevo mai messo piede e non ne sapevo nulla, ma Ayida ne sembrava informata. Quando siamo partite per casa sua, lei si è portata dietro anche Selina e Pei-Pei, le altre del trio. Si sono trascinate dietro un trolley e, raggiunto il salotto, in tre minuti hanno aperto due portatili e si sono messe a navigare, concentrate come una succursale dell’Intelligence di Shanghai.


La mia attenzione è stata completamente assorbita da Paco, il labrador di Leonardo, dolcissimo. L’ho visto al di là del ponte dietro piazza Mercatale dove avevamo appuntamento e ho giocato con lui per tutta la camminata. Ha due anni e ancora l’indole da cucciolo, un po’ come me. 

Leonardo ha fatto strada mentre la salita conquistava la collina e poi aperto il cancello con un folto mazzo di chiavi e la faccia un po’ tesa. L’ho preso per mano e siamo andati ad esplorare il giardino. Aprile ha portato fiori e gemme, lui mi ha mostrato il covo delle temibilissime lumache e la tana abbandonata da un riccio. 


Ci siamo seduti nel gazebo a chiacchierare con una lattina di the in mano, come se fossimo appena arrivati in un resort all’inizio di una vacanza. Telefoni spenti, su indicazione di Ayida, e tanta attenzione per noi. 

Il trio non si è visto fino a quando, verso le 6 di sera, hanno chiesto cosa volessimo da mangiare. Leonardo si è proposto di cucinare una pasta, ma le ragazze avevano già un ordine in corso che ci ha recapitato l’asporto di un ristorante cinese di un amico loro, arrivato in motorino e ripartito in fretta.


Verso le 8 avevamo spazzolato una vagonata di ravioli ed il trio ha tirato fuori dal trolley un gioco in scatola semplice da imparare. Sulla confezione c’è scritto Halli Galli Extreme e si gioca con le carte ed un campanello da suonare. Nelle carte ci sono disegnati della frutta e degli animali, e bisogna ricordarsi cosa mangiano e suonare prima degli altri il campanello. Le scimmie non mangiano i limoni, gli animali mangiano tutto. Agli elefanti non vanno date le fragole. Quando si sbaglia si paga, prendendo più carte.


Leonardo ha chiesto se avessimo voglia di far venire alcuni amici suoi e le ragazze hanno bocciato l’idea senza nemmeno alzare lo sguardo. Io perplessa gli ho detto che a me faceva piacere, ma lui ha chiuso la faccenda con un “lasciamo perdere”.


Dopo abbiamo acceso la smart tv e le ragazze hanno fatto il login su Crunchyrool per vedere Spy x Family e Darling in the franxx in cinese. Anche senza capire molto, Leonardo ha avuto un’erezione e mi è preso il ridere, ma quando siamo saliti in camera sua, mi sono sentita strana.

Gliel’ho detto. Lo desideravo ma in questa situazione mi sono sentita costretta e non mi andava. Lui mi è sembrato deluso, è andato in bagno. Poco dopo è tornato con la cuffia di sua madre in testa per farmi ridere. Ci siamo messi a letto a vedere gli Avengers.

Mi sono addormentata su di lui, Paco sul tappeto.
Quando ho riaperto gli occhi stava albeggiando e ho acceso il cellulare per riflesso automatico, contravvenendo al divieto di Ayida. Ho trovato una decina di messaggi di mia madre, che voleva sapere dove diamine fossi finita con la mia amica cinese. Le ho risposto e mi ha chiamato subito.

La signora Wang stava partendo per la Chinatown di Milano, dove Ayida le aveva fatto intendere che fossimo andate. Mia madre ha fatto in tempo a dirottarla verso l’indirizzo di Leonardo e dopo mezz’ora un energumeno ha scavalcato il cancello per entrare in giardino. Ha tempestato la porta di pugni, come se non avessero inventato i campanelli. Mi sono precipitata in salotto, dove Ayida stava dormendo sul divano sotto un plaid rosa fucsia. Le altre del trio, si erano dileguate.


Ho aperto la porta e l’energumeno è rimasto sulla soglia, mentre la signora Wang è entrata come una furia, minuscola e feroce, senza guardarmi. Ayida si è alzata in piedi, con gli abiti del giorno prima stropicciati. La madre le ha mollato due scapaccioni e poi ha preso a gridare in cinese, con una decisione che non le avevo mai visto, con una frustrazione da genitore ingannato che Ayida ha solo potuto subire.

Tutto sarà durato 4 minuti, poi mi sono trovata dentro il van del tipaccio. La signora Wang davanti, noi dietro come degli arrestati in viaggio verso la centrale. 


Si avvicina dopo la salita il casolare dei fratelli Belli. La mia resa dei conti si avvicina. Che faccia avrà mia madre al mio arrivo? Intravedo la sua sagoma in lontananza, accanto a quelle dei fratelli Belli.

Ayida in questo tragitto non mi ha degnato di uno sguardo. L’ho tradita. Lei mi ha teso la mano e alla fine io l’ho tradita. Sua madre probabilmente incolperà me di tutta la bagarre e del disonore di dormire da un ragazzo. E ha smesso di essere dolce con me. Eppure. Eppure adesso che sono in aperto conflitto, c’è qualcosa di vero tra di loro. E se ho qualche responsabilità in questo, me la prendo.


Il van sta parcheggiando. Mia madre apre la porta scorrevole e mi tira a sé con entrambe le braccia. “Stai bene. Vieni da me cretina”.

E mi abbraccia. E fa ripartire il van. E mi allunga un thermos di mate. E ha capito, e finalmente parliamo.



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