Wu Li Shan è un giovane venditore ambulante di cravatte. Arriva a Milano nel 1931 da uno sperduto villaggio di montagna della Cina orientale. In città sono appena terminati i lavori della nuova Stazione Centrale e le vie sono piene di gente. Wu non conosce l’italiano ed ha a malapena una stanza dove stare, ma quella città gli piace: adora il rumore dei passi cadenzati sui marciapiedi , le carrozze sulle strade, le chiacchiere delle belle signore che tengono i figli per mano.
Prima che a Milano Wu ha vissuto in altre grandi città, come Parigi e Amsterdam, eppure comprende che è l’Italia il luogo che il destino ha scelto per lui e per il futuro della sua famiglia.
Da venditore ambulante a titolare d’azienda, dal matrimonio con la sarta italiana Giulia alla Rivoluzione Maoista che lo allontanerà per sempre dal paese natale, pagina dopo pagina la vita e le imprese di Wu rinascono nella memoria del nipote per diventare finalmente una storia universale.
Presentazione della graphic novel Primavere ed autunni di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi a Firenze questo venerdì, 30 ottobre, alla Libreria Brac di via de Vagellai, ore 18:00.
Ve lo ricordate Jovanotti quando cantava l'ombelico del mondo dove le regole non esistono, esistono solo le eccezioni? Siamo nella Fortezza Europa che respinge senza scrupoli migranti che attraversano il Mediterraneo e che rende politicamente il mare qualcosa che divide e non che unisce. L'eccezione di cui ci interessa parlare è quella di un corteo da sposa che beffa i controlli di frontiera e riesce a portare in Svezia cinque uomini uomini palestinesi e siriani in fuga. Faccio notare che si tratta della storia vera di un matrimonio finto, inventato di sana pianta seguendo l'idea "Quale poliziotto di frontiera fermerebbe mai un corteo di nozze per chiedere i documenti alla sposa?".
'E a Milano che Khaled Soliman Al Nassiry, poeta palestinese siriano e Gabriele Del Grande, giornalista italiano,
incontrano un gruppetto di fuggiaschi sbarcati a Lampedusa. Dopo 14 giorni ventitre tra ragazzi e ragazze si danno appuntamento alla stazione centrale: sono amici italiani, palestinesi e siriani, alcuni con, altri senza documenti, tutti
vestiti eleganti come se stessero davvero andando a un matrimonio. Tra il 14 ed il 18 novembre 2013 il corteo percorre 3000 Km, attraversando la Liguria e Marsiglia, raggiungendo Copenaghen e infine Stoccolma.
Ed il progetto è pensato per diventare un documentario intitolato On the Bride's side, Io sto con la sposa, che racconta un'altra Europa, transnazionale, solidale e goliardica che fa del contrabbando di persone un atto di disobbedienza civile. Ventimila morti nel Mediterraneo, potrebbero essere un numero sufficiente per convincerci a cambiare le regole che appiccicano sulle persone l'attributo di legalità o illegalità. Ecco il trailer:
Gli autori hanno voluto trasformare i mostri delle nostre paure negli eroi dei nostri sogni, il brutto in bello, i numeri in nomi propri. Con la realizzazione del progetto, i protagonisti rischiano fino a 15 anni di carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Intanto scatta il crowdfunding, per reperire i soldi necessari alla post-produzione e suscitare un forte coinvolgimento del pubblico per portare il film al Festival del Cinema di Venezia. Online c'è la possibilità di contribuire per altri 58 giorni, acquistando il biglietto per la proiezione futura, dvd, poster, libri, ringraziamenti nei titoli di coda etc. Il sito per info e donazioni>>Link