martedì 11 aprile 2017

Festina come si fa la pace?




Qualche giorno fa ho discusso con mia mamma perché lei ritiene opportuno condividere senza filtro le foto delle vittime di massacri mentre io no. A me non sembra necessario né utile, lei ha difficoltà a non fare niente contro l'indifferenza della nostra società.
A me non sembra necessario perché per capire che in Congo come in Siria l'umanità sta facendo schifo, basta anche meno; diffondere immagini senza contesto con l'intento di provocare uno shock va ad inspessire le difese dei nostri sguardi al contagio delle emozioni, a mio avviso, invece di risvegliarle.
Non mi pare utile perché dopo aver condiviso la foto, pensiamo forse di aver dato un contributo? I contributi in cui credo io hanno bisogno di un maggiore impegno e di aggregazione.

Lascio gli approfondimenti a penne senz'altro più autorevoli (Qui articolo 2014 di Internazionale) e segnalo per domani e giovedì due iniziative collettive per chi crede in Dio e per chi crede nella gente.

Mercoledì sera dalle 21 al Cpa di via Villamagna si può partecipare alla Cena Popolare con i rifugiati presenti nella struttura di Largo Boscoli a Gavinana. La filosofia dell'evento: La vera accoglienza è quella popolare, il quartiere sicuro lo fa chi lo vive e lo ama, la vera sicurezza è nella solidarietà e nel mutuo appoggio!

Giovedì 13 aprile alle ore 19:00 davanti all'Istituto degli Innocenti parte un corteo silenzioso organizzato dalla CGIL. Questa marcia per la pace prevede di arrivare sul Ponte alle Grazie per gettare nell'Arno i fiori bianchi portati in corteo.

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