venerdì 23 luglio 2010

Festina USA Africa, America e Voodoo

Non è semplicemente l'Africa. La sensazione potente nasce dal fatto di trovarla in America, trasformata dal viaggio, masticata da nuove bocche e potenziata dall'orgoglio della lontananza.

Camminavo di sera in Royal Street nel French Quarter di New Orleans e una porta illuminata mi ha attratto all'interno del Bennachin Restaurant. Una cameriera bionda con i jeans larghi a vita bassa mi ha traghettato verso un tavolo tra altri tavoli, in una stanza piena di quadri grandi e sapori forti. Il primo a raggiungermi è stato un bicchiere di ginger, lo zenzero frullato con lo zucchero in quel modo che mi ricorda Bahia. Ecco quindi il piatto composto da riso, pesce, patate dolci e spinaci. Il gusto è speziato, vigoroso come una passione improvvisa che riporta a qualcosa di dimenticato. Intorno a me altre persone davanti a piatti simili al mio, composti secondo la tradizione dell'Africa centroccidentale. La porzione abbondante mi ha permesso di chiedere la scatolina per portare via gli avanzi della cena.

Deve essere stato a quel punto, aspettando lo streetcar (tram) con quel pacchettino caldo e pronto per essere offerto alle divinità del giorno successivo, che qualcosa si è innescato. Il primo luogo che ho visitato la mattina dopo è stato il St. Louis Cemetery No. 1, quartiere nero di Tremé, New Orleans. La falda freatica poco profonda che rese necessarie delle sepolture in superficie ha dato origine a questo luogo intenso e intonacato. Tra le tombe familiari, si distinguono quelle contrassegnate da ripetute serie di tre X che in un diario della scuola media volevano dire "baci baci baci", ma qui significano Voodoo. Tra le persone sepolte, la sua regina Marie Laveau.

Mi sono trovata ad entrare in due musei del Voodoo, in Rampart Street ed in una viuzza imboccata per caso. All'interno altari zeppi di divinità approdate dall'Africa di lato a Maria ed ai Santi, ma anche Elvis, Lady D, papa Giovanni Paolo II e quello attuale. Si offrono pettini e lucidalabbra, monete, rum, incenso. Si possono acquistare lozioni, bamboline, manuali e fagioli dei desideri. In tutti noi c'è qualcosa in cui credere e un miracolo da avverare.
Proseguendo mi sono trovata di nuovo in Royal Street, una ragazza davanti ad una vetrata mi ha incuriosito e sono arrivata in un negozio di parrucchiere. Ho preso un appuntamento e due ore dopo i miei capelli erano sul pavimento. Adesso qualche sacerdotessa può usarli per rituali nuovi e rendere la mia vita una scoperta continua.

3 commenti:

  1. Oddio... dimmi che non è vero!! I tuoi capelli!!!

    RispondiElimina
  2. Come il principe cerca moglie! Fabio

    RispondiElimina
  3. Tutto vero, qui non si inventa nulla!
    Sento il vento sul collo ;]

    RispondiElimina