lunedì 2 novembre 2015

Festina documentari e musica


Risate fragorose e ripetute, atmosfera rilassata e complice in sala al cinema Odeon questa sera per la proiezione di Midsummer Night’s Tango, il documentario che segue tre musicisti argentini in missione in Finlandia. E se fosse vero che il tango l'hanno inventato i finlandesi?

Da oggi fino al 4 novembre la 50 giorni di cinema Internazionale a Firenze prosegue con Immagini e suoni del mondo, Festival del Film Etnomusicale.
Questo festival, zitto zitto è sempre quello che mi regala maggiori soddisfazioni, con perle rare e ben selezionate.
Ecco come prosegue il programma, tra fanfare e club di Addis Abeba.

MARTEDÌ 3 NOVEMBRE

16:30
Enzo Avitabile. Music Life
di Jonathan Demme (Italia, 2012, 80’) v.o. ita.
Si trovava sul George Washington Bridge, il regista Premio Oscar Jonathan Demme, quando la radio della sua macchina trasmetteva le note di una canzone di Enzo Avitabile, musicista napoletano aperto alla ricerca e alla sperimentazione. Dall’incontro tra i due artisti, un documentario che ritrae nella sua essenza il talento della world music, che armonizza i suoni della tradizione partenopea con le melodie contemporanee, per dar voce agli oppressi e agli emarginati.
18:00
Simha
di Jérôme Blumberg (Rep. Centrafricana/Francia/Georgia/Germania/Olanda, 2014, 83’) v.o. fra. sott. ita e ing.
Storia umana e professionale di Simha Arom, etnomusicologo ebreo-francese che fuggì dalla Germania per intraprendere la carriera di musicista d’orchestra. Incaricato di formare una fanfara nella Repubblica Centrafricana rimase affascinato dai canti pigmei e da allora trascorse il resto della sua vita a decifrare e analizzare la loro musica tradizionale.
21:00
Pan! Our Music Odissey
di Jérôme Guiot eThierry Teston (Trinidad, 2014, 90’) v.o. ing. sott. ita.
Storia narrata in forma di docu-fiction dello strumento nazionale di Trinidad e Tobago, l’unico nuovo strumento musicale acustico inventato nel XX secolo. Dopo la seconda guerra mondiale, nella colonia britannica di Trinidad & Tobago hanno utilizzati i bidoni di petrolio abbandonati dalle navi americane per creare un nuovo strumento musicale: lo steel-drum, chiamato gergalmente “pan”.

MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE

16:30
Rocksteady. The Roots of Reggae
di Stascha Bader (Giamaica, 2009, 98’) v.o. ing. sott. ita.
Un concerto reunion, filmati d’archivio, diario di viaggio giamaicano, e qualche brillante, emozionante lavoro di studio da parte di musicisti mitici ancora viventi; tutti questi elementi si fondono in questo tributo alla matrice da cui il reggae è nato durante la fine del 1960: il rocksteady.
18:00
They Will Have to Kill Us First. Malian Music in Exile
di Johanna Schwartz (Mali, 2015, 100’) v.o. ing. sott. ita.
La musica è il cuore pulsante della cultura del Mali, ma quando i jihadisti islamici hanno preso il controllo del nord del Mali nel 2012, hanno applicato una delle più dure interpretazioni della sharia nella storia: hanno vietato tutte le forme di musica. Ma piuttosto che abbandonare i loro strumenti, alcuni musicisti stanno combattendo per il loro patrimonio culturale e la loro identità.
21:00
Jamming Addis
di Dirk Van Den Berg (Etiopia, 2014, 82’)  v.o. ing. sott. ita.
Spaccato della vivacità musicale di una delle più dinamiche metropoli africane: Addis Abeba. Club e centri culturali come il Fendika, Mama Kitchen, Jupiter Hotel o Jazzamba Lounge sono i locali notturni in cui una nuova generazione di musicisti sperimenta forme musicali ibride tra ethio-jazz, funk e pop.
segue
Concerto live!
SABASaba Anglana presenta in concerto il suo quarto lavoro discografico, “Ye katama hod ” (La pancia della città), pubblicato in Italia e concepito in Etiopia, paese in cui l’artista affonda parte delle sue origini. La voce di Saba, accompagnata dal contrabbasso di Federico Marchesano, la batteria di Mattia Barbieri, e la fisarmonica di Fabio Barovero, dà vita ad una colonna sonora intima e personale per quest’epoca planetaria di crescita che tutto travolge e mette in pericolo. Una musica per rivelare il sentimento umano che ancora si solleva, difende la sua diversità, il suo diritto a raccontarsi e resistere.

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