martedì 21 giugno 2016

Festina Sumi Kebab Origami

Questa è la storia di Sumi che arrotola i kebab come se fossero origami.

Sumi ha un negozio al numero 70 di via Ghibellina a Firenze e vive in Italia da vent'anni. Il suo paese d'origine è il Giappone. 'E per questo che Sumi ha la bottega piena di confezioni di Ramen, birra Sapporo, decine di prodotti al the verde e liquori d'oriente. Per questo e perché Sumi è una persona speciale. Sumi prepara un kebab con wasabi e salsa di soia.
Sumi fa la marmellata di fagioli rossi per farcire dei dorayaki che serve caldi e avvolti in una pellicola trasparente. Ogni morso ti fa attraversare ventimila leghe per terra e per mare.


Sumi ride sempre quando le parli e non perde occasione per invitarti ad uno degli incontri che organizza per insegnare arti e parole giapponesi. Vieni il venerdì pomeriggio, si fa conversazione, vieni quando vuoi per imparare gli origami. Al centro del negozio c'è un banco azzurro che è come un tappeto volante.
Ieri mi ha detto, il 7 luglio! Vieni il 7 luglio per la festa di Tanabata. Si scrivono desideri su piccole strisce di carta. Vieni!


Io di donne che gestiscono un negozio di kebab non ne conosco altre, solo Sumi. Lei procede con passi di libellula in un regno di bruti. 
"Adesso ogni volta che vengo mi insegni una nuova parola in giapponese, ti va?" le ho detto ieri.
"Sì! Ghenki deska? - Come stai? -  ghenki des".
Arigatou Sumi! Io a chi associa al degrado i minimarket etnici e tutti i negozi di kebab, rispondo con un'istanza per proclamarti patrimonio dell'umanità.

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