mercoledì 9 marzo 2016

Argentina: Festina sopravvive a 8000 Km di viaggio in bus

Tilcara bus terminal




Prima di poter provare a dormire, le questioni da risolvere sono almeno tre.
Numero uno, devo fare pipì. Visto che l'unico bagno è al piano di sotto e non avrò voglia di tornarci una seconda volta, afferro la bottiglietta di acqua potabile e l'astuccio con spazzolino-dentifricio-salviette-umidificate e fazzoletti e mi avventuro a compiere due missioni in una. Esco vittoriosa da quel cubo in tre minuti netti, pronta per risolvere il problema numero due. Il rivestimento in plastica del tetto fa un rumore infernale sbattendo su un'asta in metallo del retro del bus. Gli altri passeggeri che siedono in coda, sei o sette adolescenti sparsi qua e là tra i sedili, non danno segni di fastidio ma nessuno con quel frastuono che si ripete ad ogni variazione di velocità può riposare in pace. Armeggio un paio di minuti con un paio di bustine di plastica che attorciglio per creare uno spessore sufficiente a separare le due superfici che si urtano e attutire la vibrazione. Devo ripetere l'operazione due o tre volte, ma alla fine ottengo un silenzio quasi costante che mi aiuterà a prendere sonno per almeno quattro ore, speriamo, consecutive. Mc Gyver è una donna italiana.
La terza questione è l'assenza di una coperta. La temperatura al momento a bordo non è polare come altre volte anzi è piuttosto tiepida. La compagnia avrà scelto la politica di investire un po' di più in riscaldamento per risparmiarsi l'acquisto e la pulizia delle coperte. Però a me senza nulla addosso viene più difficile prendere sonno. Pesco la sciarpa-mantello nel fondo dello zainetto, mi sfilo la felpa e mi accartoccio in obliquo sfruttando lo spazio di due sedili per assumere la posizione più orizzontale che sia possibile trovare.
Su questo bus, che è alto due piani e lungo come un tir, ma qui lo chiamano micro, l'opzione cama non era disponibile. L'opzione cama è quella più comoda, con il sedile che si inclina di più, più spazio tra passeggero e passeggero, imbottiture di lusso, come viaggiare in business class. 

Tandil bus termial

Su questo bus, che sfreccia nella notte della Pampa alla conquista del confine con la Patagonia, l'unica opzione disponibile era quella semi-cama. E con l'opzione semi-cama, con l'aggravante del sedile quasi in coda dove lo sbandamento del mezzo si avverte di più, si dorme meno.
Altre variabili che minacciano il riposo di un contemporaneo viaggiatore su ruote in America Latina possono essere la presenza di un vicino di posto ingombrante negli spazi o nei modi o un'incomprensione con l'addetto alla biglietteria che ti dica che servono la cena e poi invece viaggi digiuno a volte anche per molte ore.
Dopo oltre 8000 Km di esperienza su pista, posso affermare che  molto dipende dalla compagnia, ma che il viaggio perfetto da prenotare per riuscire a dormire è con un sedile nelle posizioni davanti, il sopra è più panoramico ma nel piano inferiore si sente meno lo sballottio della strada, distante dalle ruote e, se c'è, dal lato delle sedute singole. La cena servita a bordo è molto rilassante perché mangiare insieme agli altri viaggiatori crea un senso di condivisione ed armonia e una bevanda calda aiuta a rilassarsi. Mai scordarsi di tenere vicino anche nel sonno i documenti indispensabili a proseguire il viaggio: passaporto e carta di credito, per il resto i furti non sono frequenti. Lo zaino la valigia più voluminosi verranno imbarcati nella stiva, quindi abituarsi a portare in un bagaglio a mano un paio di indumenti pesanti, dai calzini ad un golfino comodo, per sopperire in caso di aria condizionata eccessivamente potente. Utile anche un paio di cuffie per collegarsi all'audio dei film che quasi sempre vengono proposti. Non sono presenti prese per ricaricare il cellulare, in caso di emergenza io ho fatto gli occhi dolci al personale in cabina.
Acquistare il biglietto del viaggio direttamente al terminal conviene perché molte compagnie applicano uno sconto del 10% o 15% che può arrivare al 20% con un pagamento in contanti. Prenotare in anticipo consente la scelta dei posti e alcune volte, soprattutto in Cile, una politica di prezzi più bassi simile a quella delle compagnie aeree low cost.
Certo è che chi viaggia come me, decidendo itinerari e tempi on the go, troverà invece molto utile consultare un paio di siti che consentono l'acquisto del biglietto online con relativa scelta dei posti.
Consultarli entrambi perché a volte uno non mostra le soluzioni dell'altro. Non compaiono le linee di trasporto provinciale ma non vi allarmate, quasi tutto è collegato. Prima di presentarsi alla partenza ricordarsi di stampare la conferma di prenotazione perché è specificato che non accettano copie digitali. Nella speranza che questo cambi per risparmiare lo spreco di carta e facilitare la vita dei viaggiatori Millennials, in caso che non riusciate proprio a trovare un buco per stampare, la tattica consigliata è di nuovo, occhi dolci.

3 commenti:

  1. ...coperte minuscole, orecchio verso il finestrino obbligatoriamente congelato, naso congelato, tramezzino all'odore di formaggio, non sapere in quale punto del pianeta sei perché è buio e non sai il tragitto compiuto quasi mai, televisore a tutto spiano con film tremendi che non ti fanno ridere nemmeno se ti ci impegni..e poi tu, volevi dormire!..etc.

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  2. l segreto? Essere paziente, goderti di un paio di buoni "mates" e debbe avete un buon nero in fibra nello zaino... Come si dice da queste terra. Hahaha :')

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  3. Sciarpa abbondante contro freddo/ariacondizionata (e un po' copertina di Linus), un libro, carta e penna, fazzolettini, biscotti antifame/antigastrite, musicamusicamusica e cellulare (con batteria carica, ipercarica). Lo spirito giusto. La testa piena di sogni a occhi aperti da viversi guardando fuori dal finestrino. Sentirsi fortunata.

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