venerdì 17 luglio 2015

Festina ed un Teatro di Paglia


Che lusso mi sembrano a guardarli da qui i momenti in cui uno non ha un programma preciso e si concede il tempo di far succedere di tutto.

Quest'anima semplice io ritrovo nel teatro di paglia per come l'ha inventato Nicholas a Rendola (Montevarchi - Ar) nel 2003. Come sarebbe a dire un teatro di paglia?
Non dovete immaginare un luogo ma un processo collettivo ed inventivo. Ci sono le balle di fieno, così comuni in un maneggio da passare inosservate. Però ci sono delle persone, che hanno voglia di giocare, di cantare canzoni e di raccontarsi a qualcuno. Ma se una ad una le balle fossero sistemate a semicerchio, a formare uno spazio scenico e delle sedute? Spartane certo, ma odorose e compatibili con l'ambiente circostante. Roba da divertirsi un paio d'ore, 10 minuti per uno, a fare gli attori ed i poeti, gli indovini ed i cantori. Non c'è da fare a gara né da impaurirsi se per un po' si sente il silenzio, c'è solo da prendere il via e seguire il ritmo che produce il gruppo.
Sembra cosa da nulla, divertirsi con nulla, eppure è un'arte. E alla fine ricordarsi di smontare il teatro, perché l'ho detto, esso è un atto che rivendica impermanenza e non un luogo da fossilizzare.



Il teatro di paglia di Nicholas Bawtree è diventato un format ed una rete. Per la dodicesima edizione torna ad animare l'aia del Rendola Riding, domenica 20 luglio dalle ore 21:00, con libertà di partecipazione. 

COME FUNZIONA?
In soli 10 minuti, COSTRUIAMO INSIEME IL TEATRO utilizzando solo balle di paglia. Segue uno spettacolo dalla durata e dai contenuti del tutto imprevedibili, essendo costituito solo da LIBERI CONTRIBUTI DEL PUBBLICO: un racconto, una poesia, una canzone, una scenetta, un appello, un gioco di prestigio, un'installazione artistica, un pensiero spontaneo... qualsiasi cosa!
NON CI SONO LIMITI DI GENERE NE' TEMA, non c'è una scaletta (quindi nessuna prenotazione richiesta!), non c'è alcuna competizione, masolo la voglia di condividere quello che ci sta a cuore. 

UN GIOCO CON DUE SEMPLICI REGOLE
Questa forma espressiva richiede solamente il rispetto di due semplicissime regole, una per chi va in scena e una per il pubblico:
- LA BREVITA' (di va in scena): in modo da dare spazio a tutti, gli interventi non devono superare i 10 minuti.
- IL SILENZIO (del pubblico): chi va in scena si mette in gioco e si rende vulnerabile per regalarci un'emozione; per fare questo ha bisogno di concentrazione.

I TIMIDI NON SI SPAVENTINO!
Al teatro di paglia nessuno vi butterà in scena: si può venire anche solamente per regalare il proprio ascolto. L'importante è partecipare, prima dell'evento facendo PASSAPAROLA, durante lo spettacolo facendo esperienza di un momento emozionante, nei giorni e mesi successivi nel raccontare quello che abbiamo vissuto... magari per costruire un nuovo teatro di paglia!

PER SAPERNE DI PIU': http://rendola.teatrodipaglia.it/

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