domenica 25 luglio 2010

Festina USA Howlin' Wolf

Si dice che la musica sia l'anima di New Orleans quanto il cibo ne sia il cuore. Dopo un sabato sera in un locale Rock&Bowl, un paio di pigri pomeriggi rimbalzati dal d.b.a. allo Spottled Cat in Frenchmen Street, un concerto blues e una serie lunga e crescente di ascolti casuali, Festina è approdata al The Howlin' Wolf Home, 9907 South Peters St. A portarcela sono state tre tipe conosciute in ostello, a cui ne ha parlato il commesso di un negozio di dischi. Alle 22:30 spaccate Rebirth and The Lee Boys hanno dato fiato alle trombe e l'intero locale, con le pareti scure e le lampade sferiche di carta colorata appese al soffito, è salpato per una landa ritmata e voluttuosa. Tornando verso la camera, ululavo alla luna.
M'è parso di capire che quello che mi conquista nel jazz è la pausa pulita dopo il suono emesso, l'attesa che si riempie di gioia con l'arrivo della nota successiva. Il ritmo accontenta e poi sorprende, ti trasporta. La musica si evolve senza posa, come il paesaggio naturale del Delta del Mississippi, come la storia di questa gente nera e bianca e vietnamita. La musica è vita e non se la fanno mancare nemmeno i funerali (v.di fotografia di Bryke Lankard).
Il FOLK pianta le sue radici nella cultura Cajun, il GOSPEL e il BLUES hanno la pelle nera. Riguardo al RAP che si fa avanti con le voci del ghetto, c'è una mostra dal titolo Where they at all'Ogden Museum of Southern Art.

Link per approfondimenti:
The Howlin Wolf
Ogden Museum of Southern Art

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